Solferino
Questo bimbo a chi lo do. Come la depressione mi ha aiutata a diventare mamma
Valentina Persia
Libro
editore: Solferino
Desiderare figli è normale. Farli, a volte, è difficile. Ma è dopo che comincia il delirio: la tua vita, all’improvviso, non è più tua. A parte il corpo che si affloscia come la carta di una caramella – come se il pezzo migliore se ne fosse andato e restasse solo l’involucro –, ti sembra di avere addosso gli sguardi di tutti, e non sono sguardi benevoli. Non allatti? Tuo figlio diventerà un criminale. Allatti? Non sei produttiva. Sei serena? Incosciente. Sei depressa? Fattela passare. Ma soprattutto, come la mettiamo se sei tra quelle – e non sono poche – che per l’esserino urlante che ha preso in ostaggio la loro vita non riescono a provare un immediato trasporto? Pare brutto. E allora taci, ti fingi mamma adorante e felice. E sbagli, stavolta sì, sul serio. Perché quella tristezza, quella sensazione di sconfitta e solitudine, se non espressa, se non affrontata, può diventare una forma di depressione. Valentina Persia, che ha vissuto quella tristezza, testimonia come attraverso questa prova sia diventata una madre più soddisfatta e consapevole, oltre che amorevole, per i suoi due gemelli. Racconta a cuore aperto la gioia della gravidanza, le difficoltà dei giorni dopo il parto, la fatica e il buio, le incertezze nel ritorno al lavoro e poi la decisione di farsi aiutare, la risalita verso la vita e l’affetto. Queste pagine sono dedicate a tutte le donne che, quando ha parlato pubblicamente del suo periodo cupo, le hanno scritto: è così anche per me, ma non osavo dirlo. Ma dirlo bisogna, per uscirne insieme. Con un sorriso.
A Carnevale ogni omicidio vale
Maurizio Ferrini, Giovanni Fabiano
Libro: Libro in brossura
editore: Solferino
anno edizione: 2026
pagine: 224
Cosa ci fa uno svizzero morto nella piazza di Fano, la mattina di San Valentino? Va bene, è periodo di Carnevale, ma uccidere qualcuno solo perché si aggirava in costume da alpino sembra un po’ eccessivo. Il caso appare da subito complesso e allo stesso tempo semplicissimo al titolare del CSI di Fano (struttura investigativa in franchising): poco lontano da lì, infatti, la sera prima si è svolto il party di San Valentino della diabolica signora Coriandoli. Una femme fatale, una mantide, che mentre finge di collaborare con lui nella soluzione dei casi in realtà si dedica a oscure trame, tra cui occasionalmente il delitto – purché commesso con i crismi dell’eleganza e dello spettacolo, perché su questo la raffinata signora non transige. Tra interrogatori surreali e sfilate allegoriche, tra costumi e veleni, emergono più domande che risposte. Perché la vittima ha mangiato le famose «frittelle sbattute al muro» in una combinazione potenzialmente letale? Che ruolo ha il catering altoatesino ingaggiato per l’evento? Quale potere esercita davvero la signora Coriandoli sugli uomini del CSI? Tutti la amano, molti la temono, nessuno può accusarla… In questa avventura rocambolesca giocata sullo sfondo sfavillante del Carnevale di Fano, la casalinga più amata d’Italia sorprende e seduce nelle vesti di inquietante investigatrice. Dando vita a un nuovo genere, il «fucsia crime», che unisce il giallo del mistero, il noir del delitto, il rosso della passione, l’oro dell’eleganza e tutti i colori dell’ironia.
Italiani come voi. Una storia di resistenza tra esilio tra Istria e Italia
Itti Drioli
Libro: Libro in brossura
editore: Solferino
anno edizione: 2026
pagine: 288
«Voltatevi, siamo quelli dell’esodo, abbiamo lasciato il deserto dietro, ci siamo portati via anche i morti nelle bare. Siamo italiani come voi.» È il grido da cui nasce questo libro. Il grido dei trecentomila esuli istriani, fiumani, dalmati e giuliani costretti a fuggire dalle loro case, tra il 1947 e il 1954, dopo l’assegnazione delle loro terre alla Jugoslavia comunista. È il grido di chi se n’è andato, ma anche di chi ha provato a restare e resistere, pagandone duramente le conseguenze. Come Luigi Drioli, unico nel Comitato di liberazione nazionale dell’Istria a non lasciare quel pezzo d’Italia contesa. Irredentista prima, antifascista poi, infine strenuo oppositore del dominio di Tito, visse per i suoi valori, senza mai abbandonarli, nemmeno durante i sette anni di prigionia in Slovenia. Al suo fianco, una moglie e quattro figlie, che affrontano, sole, soprusi e indifferenza. Un’indifferenza, sotto certi aspetti, tuttora persistente e che l’autrice vuole dissipare con il racconto appassionante di questo libro dedicato al padre. Ricostruendo le vicende della sua famiglia e ritrovando così una trama intima e personale di eventi, ideali e ricordi che riflettono in pieno una pagina drammatica della storia italiana.
Di arte si vive. Come la pittura resiste al tempo, e il potere che ha su di noi
Alberto Frigo
Libro: Libro in brossura
editore: Solferino
anno edizione: 2026
pagine: 272
Viviamo sommersi da immagini, che scorrono via velocemente e che teniamo a distanza negli schermi dei telefoni e dei pc. Eppure, i quadri restano fermi e chiedono a gran voce la nostra attenzione e la nostra presenza in carne e ossa. Possiamo assistere in streaming a un concerto, a una conferenza, a una messa, a uno spettacolo teatrale. Però un quadro ammirato dal vivo è diverso da un quadro visto sullo schermo di un cellulare o di un computer. Capire come mai un’opera d’arte abbia questo privilegio non è per niente semplice e Alberto Frigo, filosofo e pittore, prova a farlo stando da entrambi i lati del cavalletto, perché parlare della pittura senza averla praticata è come parlare delle nuvole senza averci mai volato sopra. Che qualità deve avere un dipinto per resistere appeso alle pareti di casa, tenendo quotidianamente testa ai nostri sguardi? È qualcosa che non ha a che fare né con le teorie del bello, né con la passione (o il feticismo) per l’antico conservato nei musei, ma con una filosofia dell’arte più attenta a come le opere nascono e a come possono entrare nelle nostre vite, accompagnandole per anni, reclamando sempre lo stesso sguardo attento, stupefatto, curioso.
Volevo fare il viceré
Salvatore Trifirò
Libro: Libro in brossura
editore: Solferino
anno edizione: 2026
pagine: 240
Sabbatureddu è un bambino curioso che corre sempre: corre tra i banchi dei Salesiani, tra Pozzo di Gotto e Barcellona, corre nelle strade assolate intorno alla chiesa di Santa Maria, giocando ‘u palluni e dando filo agli aquiloni. Corre persino verso il futuro quando a metà degli anni Cinquanta sale su un treno diretto al Nord: da quel viaggio nasce l’avventura di una vita. Apprezzato e acclamato giuslavorista, autentico Principe del foro, attraversa settant’anni di storia del Paese senza mai parlare davvero di sé, pur essendo protagonista di passaggi cruciali dell’Italia contemporanea. Oggi, salutista convinto, forte dei suoi primati mondiali di corsa over 90 e di una professione vissuta senza compromessi, decide finalmente di raccontarsi. In migliaia di cause e controversie seguite in tutta Italia, non ha mai dimenticato di mettere al centro le persone. Il suo motto: cercare un accordo prima del giudizio; quando non è possibile, battersi fino in fondo. In ogni caso, non mollare mai. Dai profumi della sua Sicilia alla Milano grigia e febbrile del boom economico, dai ricuttari e mitateri della sua infanzia all’incontro decisivo con il maestro Cesare Grassetti; dagli anni di piombo, vissuti in prima linea, spesso a rischio della vita, all’ascesa di uno degli studi legali più importanti d’Italia, fino alle battaglie che hanno segnato il mondo del lavoro: questa è la storia di un uomo che non si è mai fermato. Una vicenda esemplare di coraggio, lavoro e visione. Prefazione di Ferruccio De Bortoli.

