Transeuropa
Metamorfosi del desiderio in «Memorie dal sottosuolo» di F. M. Dostoevskij
Margherita Geniale
Libro
editore: Transeuropa
anno edizione: 2013
pagine: 189
Il "sottosuolo" nasce con l'intento di separare l'"uomo buono e sensibile" del XIX secolo dall'homme de la nature et de la vérité. Ma non fa che duplicare a totalità rappresentata dall'altro. Il mondo di sotto è, in realtà, un'illusione, il riflesso di una "aspirazione ad imitare" impossibile da realizzare. Nel percorso esistenziale e letterario di Dostoevskij "Memorie dal sottosuolo" segna l'impossibilità della scelta e apre alla questione della trascendenza, poiché rivela l'incapacità "autoredentiva" dell'uomo. A negargli la speranza soteriologica è proprio l'ostinazione sotterranea, la dimensione puramente razionale della mente. D'altronde il desiderio di "cavar la lingua di fronte al palazzo di cristallo" racchiude tutto il senso di annichilimento del "sottosuolo", ultima enclave esistenziale protetta dalle ingerenze del positivismo. Ma di fronte alla "neutralizzazione totale" operata nello "Stato tecnicizzato", portato epigonale della filosofia positivista, il problema del chi decide diviene sempre più pressante. Chiunque abbia i mezzi tecnici per farlo è libero di annientare l'altro. Non è più possibile procrastinare la risoluzione del problema del potere, giacché la mancata rinuncia alla violenza condannerebbe il mondo alla fine.
Evoluzione e sacrificio. Paradigmi filosofici, antropologici e mimetici
Margherita Geniale
Libro
editore: Transeuropa
anno edizione: 2013
pagine: 128
Molti autori e da varie prospettive disciplinari affrontano lo studio del comportamento violento nel suo straordinario ruolo di sprone evolutivo per la specie umana. Il modello etologico della pulsione aggressiva di Lorenz e il modello del "desiderio mimetico", evolutivo e sacrale di Girard vengono confrontati, in questo lavoro, con la biologia genetica di Dawkins e con la teoria evoluzionista di Darwin; senza dimenticare l'influenza esercitata dalla filosofia di Heidegger sulle discipline scientifiche e, in particolare, sul concetto di "eccesso pulsionale", che qualifica l'uomo per l'antropologia filosofica di Gehlen. Il contributo teorico di Rudolf Kassner confronta i modelli interpretativi del rapporto fra evoluzione e sacrificio. Essi evidenziano la perenne tensione fra la necessità di fondare un ordine sociale stabile in assenza di dominance patterns, e l'incombenza di bonificare situazioni di crisi mimetica, facendo periodicamente ricorso al sacrificio cruento e ritualizzato di vittime innocenti. Ma ragione e sacrificio non sono altro che il duplice aspetto dell'empasse storico-esistenziale nella quale è incorsa la storia evolutiva del genere umano, il debito contratto nel pervenire all'ominazione.
Il leviatano fuori dal mito. Le pronunce politiche di Hobbes e di Schmitt
M. Stella Barberi
Libro
editore: Transeuropa
anno edizione: 2013
pagine: 184
Thomas Hobbes, autore del controverso e famigerato "Leviatano", è stato il riferimento costante della riflessione di Carl Schmitt e, in un certo senso, il suo alter ego. Nella Germania del 1938, anche Schmitt scrisse un assai controverso Leviatano. Il pericolo dell'incontro con il potere gioca un ruolo chiave nella filosofia politica dei due autori, ampliandosi a criterio di indagine storica su diversi momenti della crisi europea. Ma nei tre secoli che separano questi testi il pericolo era cresciuto, lo troviamo riflesso nella trattazione 'esoterica' del filosofo tedesco, imitatore dissenziente della secentesca rappresentazione e dissimulazione barocca. Il presente studio confronta tali problematici percorsi del Potere con le ipotesi sulla sua origine, utilizzando la prospettiva teorica di René Girard.
Al nostro posto donne che resistono alle mafie
Ludovica Ioppolo, Martina Panzarasa
Libro
editore: Transeuropa
anno edizione: 2013
pagine: 128
Sei storie di donne che, in ambiti molto differenti, hanno intrapreso un impegno antimafia, storie molto diverse l'una dall'altra: Maria Carmela Lanzetta, sindaco di Monasterace; Lucrezia Ricchiuti, vicesindaco di Desio;Cinzia Franchini, presidente nazionale di cna Fita (autotrasportatori); Rosaria Capacchione, giornalista de "Il Mattino"; Maddalena Rostagno, figlia di Mauro; Valentina Fiore, direttrice del consorzio Libera Terra Mediterraneo. Donne del nord e del sud, ragazze e signore. Operano in contesti pubblici, abitualmente associati a una gestione maschile, come l'economia, la politica, il giornalismo, o l'autotrasporto. Donne che hanno fatto una scelta, non di "rottura" rispetto a un sistema di appartenenza, ma di "coerenza" con i propri principi e ideali, con le proprie urgenze e i propri desideri. Donne che hanno scelto di fare lavori che amano. In loro il "personale" diventa immediatamente "sociale e politico", senza bisogno di mediazioni. Sia che si tratti del dolore per la morte del padre, del lavoro di giornalista, della passione per la politica, della cooperazione o dell'amore per la propria terra. Non sono attiviste in senso stretto. Ma ciascuna ha deciso ostinatamente "di non stare al suo posto e mettere, finalmente, un po' di ordine". Ciascuna ha rifiutato i ruoli tradizionalmente attribuiti alle donne e ha trovato un modo nuovo, tutto suo, femminile, di cambiare le cose. Non sono rimaste a guardare. Prefazione di Nando dalla Chiesa.
Con i suoi stessi occhi. Walter Benjamin e la città
Domenico Scalzo
Libro
editore: Transeuropa
anno edizione: 2012
pagine: 387
"Con i suoi stessi occhi" è un'espressione di Walter Benjamin. L'autore dice di non ricordare più in che posto sia. Ma nel frattempo è stato catturato da quegli occhi, ha fatto un passo nel vuoto e ha scritto un libro sulla città. Benjamin è stato la sua guida. Il suo sguardo di Medusa ha pietrificato il mito della città moderna. Il libro è passato dalla guerra alla produzione del consumo, dalla mobilitazione totale al feticcio della merce - spazi simbolici sulle vie del linguaggio e della politica. Ma il suo viaggio si è diretto verso l'antico. La prima pietra è di fondazione. Forse è stata scagliata in una battuta di caccia, in un linciaggio, una contesa. Avrà ucciso qualcuno, tenuto fermo un morto, commemorato una vittima o celebrato un capo. Dopo Parigi, capitale del XIX secolo la Storia di Roma dalla sua fondazione. Un'altra guida si affianca a Benjamin, Michel Serres. Se un errore questo libro ha commesso è di aver creduto ciecamente a una cosa, dura come la pietra - che dove origine e distruzione si incontrano è la fine del dominio. E poi di stare dalla parte dei poveri, dei vinti, dei senza nome, togliendo il bando che li ha esclusi dall'uso comune della città.
La pillola del giorno prima. Vaccini, epidemie, catastrofi, paure e verità
Marco Malvaldi, Roberto Vacca
Libro: Copertina morbida
editore: Transeuropa
anno edizione: 2012
pagine: 172
Di cosa abbiamo paura oggi? E di cosa avremo paura domani? Ciclicamente da giornali, tv e internet arrivano i più disparati allarmi apocalittici,: dall'elettrosmog all'influenza e all'aviaria, dall'AIDS all'effetto serra, dalla minaccia crescente dell'obesità ai pesticidi. A un picco di adrenalina mediatica ne segue sempre uno nuovo, senza soluzione di continuità. Non è facile orientarsi. Il giallista ma chimico di formazione Marco Malvaldi si allea al noto scienziato e divulgatore Roberto Vacca per tirarci fuori da questa selva di catastrofi annunciate, insospettabili untori, vere e false minacce globali. In questa indagine scopriremo che il Radon è un rischio ben più tangibile delle onde elettromagnetiche, vedremo come le aziende farmaceutiche speculano sui vaccini, ci ricorderemo che l'Herpes era stato considerato la peste del futuro, analizzeremo le insidie del "principio di precauzione"... Di esempio in esempio, seguiremo Malvaldi e Vacca nel loro viaggio tra passato, presente e futuro dell'umanità, fino a capire che forse l'epidemia per antonomasia è proprio quella della paura stessa. Perché niente è più infettivo, pericoloso e catastrofico, niente è in grado di dominare gli esseri umani come il puro e semplice panico, alimentato dall'ignoranza e addomesticato da poteri forti e media. E gli unici veri antidoti alla paura, gli unici vaccini utili per difendersi, restano la curiosità, l'umiltà, il desiderio di conoscenza.
Covering Islam. Come i media e gli esperti determinano la nostra visione del resto del mondo
Edward W. Said
Libro: Copertina morbida
editore: Transeuropa
anno edizione: 2012
pagine: 175
"Covering Islam. Come i media e gli esperti determinano la nostra visione del resto del mondo" costituisce l'ideale prosecuzione dei libri che hanno reso celebre Edward W. Said: "Orientalismo" e "La questione palestinese". L'assunto di Said è presto detto: l'imperialismo economico americano ed europeo necessita, per mantenere il suo dominio, di una costruzione simbolica del nemico. L'Islam, il "diverso", l'Altro diventano l'oggetto artificiale su cui riversare le inquietudini di un Occidente in preda al panico. Said studia la cronaca giornaliera dei maggiori quotidiani, pesa ciascuna parola proferita nei dibattiti televisivi, smonta le opinioni interessate degli esperti di geopolitica: ne esce un quadro a tinte fosche delle distorsioni ideologiche praticate dai media, in favore di una chiara strategia militare e politica. Le analisi di Said forniscono un utile e aggiornato corollario alle tesi foucaultiane sulla costruzione dei discorsi di potere, attraverso uno dei più precisi documenti critici sulle capacità del dominio mediatico di plasmare i fatti e porsi a cavallo del potere politico. La questione palestinese, qui sullo sfondo, resta tuttavia il momento-chiave: negare cittadinanza a un popolo significa anzitutto ritrarlo, all'opinione pubblica, come irrazionale, infido, irrimediabilmente diverso. Una logica del capro espiatorio che non sembra lasciare alcuno spazio alla contraddizione, ma che sollecita la critica della cultura a impegnarsi nella pratica nobile della demistificazione.
San Paolo reloaded. Sul futuro del cristianesimo
Slavoj Žižek, John Milbank
Libro: Copertina morbida
editore: Transeuropa
anno edizione: 2012
pagine: 198
Dopo il serrato dibattito su "La mostruosità di Cristo", John Milbank e Slavoj Zizek si ritrovano focalizzando le loro riflessioni su Paolo di Tarso, ovvero San Paolo apostolo. Figura profondamente complessa, egli è stato capace di influenzare, tanto positivamente quanto criticamente, tutto il pensiero occidentale, fino alla sua attuale riscoperta filosofica, in particolare, nelle originali formulazioni di Giorgio Agamben a Alain Badiou. La riattualizzazione, in chiave non solo politica, del pensiero paolino, viene qui declinata, da una parte, secondo la prospettiva filosofico-teologica, radicale e paradossale, di Milbank, e, dall'altra, secondo quella genialmente irriverente di Zizek. E Paolo diviene, così, pretesto assolutamente non banale per un dialogo agonico sul futuro della filosofia, della politica, e oltre. E possibile che colui che Nietzsche bollava come il "persecutore di Dio" possa diventare il "persecutore" del nichilismo contemporaneo, prezioso alleato contro l'idolatria del capitale già denunciata da Walter Benjamin?
Gli imperi tremano
Jacek Dukaj
Libro: Copertina morbida
editore: Transeuropa
anno edizione: 2012
pagine: 168
Immaginate che l'Unione Sovietica non sia crollata. Immaginate che invece il suo impero totalitario sia vivo e vegeto, e tenga nella sua morsa popoli e paesi dell'Est Europa. Tra questi paesi c'è la Polonia, impegnata da decenni in una lotta di Resistenza che non disdegna veri e propri atti di terrorismo sanguinario. A guidare l'Esercito Polacco di Liberazione c'è lui, l'inafferrabile Xavras Wyzryn, comandante spietato e visionario che sogna di portare una bomba atomica nel cuore di Mosca, per detonarla e vendicarsi di decenni di soprusi. Ian Smith, reporter di guerra statunitense, viene spedito in Polonia sulle tracce di Xavras per strappargli un'intervista, forse l'ultima. Smith attraverserà una terra dilaniata dalla guerra, abitata da mutanti figli dei bombardamenti atomici, e conoscerà finalmente il comandante, seguendolo come un'ombra nella guerriglia. Ma dove sta il bene, dove il male in una guerra che trucida uomini, donne e bambini da entrambe le parti, dove la lotta armata è disposta a sacrificare tutto per un futuro lontano di libertà, un futuro che per ora è soltanto il profilo sfuggente di una premonizione, l'ombra sognata di un'utopia? O forse è solo umana, disperata vendetta? Un romanzo che reinventa la Storia in nome della fantascienza. Il racconto di tutte le guerre di liberazione, di ogni atto di terrorismo. La storia della ricerca della libertà, attraverso la violenza, il destino e, soprattutto, la volontà.
Poesie del Mississippi. Testo inglese a fronte
William Faulkner
Libro: Copertina morbida
editore: Transeuropa
anno edizione: 2012
pagine: 69
La più grande ambizione di William Faulkner era affermarsi come poeta. Come è noto, dovrà accontentarsi di diventare uno dei più grandi romanzieri del XX secolo, Premio Nobel per la letteratura 1949. Eppure è nella produzione poetica, romantica e vigorosa al tempo stesso, che Faulkner getta le basi di tutta la sua vicenda letteraria. "Poesie del Mississippi "raccoglie due sillogi, scritte tra il 1925 e il 1926, che restituiscono due squarci diversi e complementari del futuro artefice de "L'urlo e il furore". "Helen, un corteggiamento" nasce da un fallimento amoroso: il giovane William aveva conosciuto Helen Baird a New Orleans, per poi innamorarsene perdutamente durante un'estate a Pascagoula, Mississippi. È l'inizio di un relazione tormentata, che sfocia in una proposta di matrimonio che la ragazza, inaspettatamente, rifiuta. Faulkner scrive allora una raccolta di quindici sonetti che copia meticolosamente a mano in un piccolo libro artigianale, che poi regalerà a Helen. Quest'unica copia verrà ritrovata, dopo la morte di Faulkner, e pubblicata postuma insieme all'altra raccolta, "Poesie del Mississippi". In questa sezione, a farla da padrone è il rapporto tra l'uomo e la natura, in una condizione di solitudine e calma inattesa, contraltare ideale e malinconico alla difficoltà della vita tra gli uomini, alla labilità delle relazioni amorose incarnata dalla figura sfuggente di Helen. Prefazione di Marco Missiroli.
La conca del tempo
Elio Lanteri
Libro: Copertina morbida
editore: Transeuropa
anno edizione: 2012
pagine: 112
In una caletta chiusa da tre lati e aperta sul mare, quattro personaggi vivono dei ricordi della loro vita passata nelle viscere della natura aspra: quella Liguria di Ponente già protagonista de "La ballata della piccola piazza" e che ancora una volta non si limita a fare da sfondo, ma è elemento essenziale del racconto. Damìm, Viturìn, Bellagioia, Rosy, Badulìn e gli altri personaggi gravitano intorno a un ecosistema apparentemente immobile ma in cui sono proprio i minimi movimenti, i tempi infinitesimi della natura, a dettare il ritmo dell'esistenza. E proprio gli elementi naturali - una cornacchia, un vecchio ponte - parlano e pensano per ripercorrere in vesti nuove la leggenda di un uovo Sisifo e del suo destino, non imposto da una divinità ma scelto consapevolmente. Perché Damìn ogni giorno risale verso la vecchia casa sulla scogliera? Quale scelta lo condanna, quale dolore lo tiene vivo? Un racconto che respira tra la danza leggera delle foglie d'autunno e il mare in miniatura che, di notte, culla i sogni fantasiosi di una gioventù lontana.
Essere o non essere Ion. Testo rumeno a fronte
Herta Müller
Libro: Copertina morbida
editore: Transeuropa
anno edizione: 2012
pagine: 174
Essere o non essere Ion è la prima opera che il premio Nobel Herta Müller ha scritto in romeno: un testo geniale che mescola prosa, poesia e arte visiva, un caleidoscopio di parole e immagini che riesce a unire una raffinatezza stilistica elevatissima e un'immediatezza giocosa e surreale che parla al bambino che è in tutti i lettori. Un gioiello letterario e visivo che, utilizzando ritagli di riviste e giornali, fa affiorare in superficie la lingua romena che è sempre stata presente nella scrittura della Müller, seppur nascosta dentro la sua lingua madre, il tedesco. Herta Müller gioca con le parole, con quella lingua amata e odiata, la lingua della dittatura di Ceausescu che l'ha costretta all'esilio. E mentre prende il controllo artistico della lingua usata per interrogarla, mentre la interroga a sua volta, trova un modo nuovo per continuare il suo percorso letterario, per scandagliare i traumi, biografici o storici che siano, attraverso la scrittura, attraverso la scomposizione e ricomposizione delle parole. Per ritrovare forse, nel gioco, un senso.

