Zecchini
Martha Argerich. L'enfant et les sortilèges. Ediz. italiana e francese
Olivier Bellamy
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2017
pagine: 356
“Genio del pianoforte”, “miracolo della natura”, “ciclone argentino”, o ancora “leonessa della tastiera”: non mancano certo le definizioni per evocare la personalità di Martha Argerich. Nata nel 1941, la leggendaria pianista argentina, applaudita sulle scene internazionali da vari decenni, affascina per la potenza delle sue esecuzioni e per il mistero della sua personalità. Il suo temperamento indomabile, il carattere libero e indipendente ne fanno un personaggio davvero atipico nel mondo della musica classica. In una narrazione costellata di aneddoti inediti e di sorprendenti rivelazioni, Olivier Bellamy dipana le fila di una vita ricca di eventi e di sviluppi imprevedibili: dall’infanzia in Argentina, quand’era bambina prodigio a Buenos Aires, passando per gli studi di perfezionamento dapprima a Vienna con Friedrich Gulda e quindi ad Arezzo e Moncalieri con Arturo Benedetti Michelangeli, per arrivare all’esplosivo debutto ad Amburgo, ai trionfi del Premio Busoni di Bolzano e del Concorso “Chopin” di Varsavia, fino agli anni più recenti, caratterizzati anche da momenti di crisi, da rinunce ai concerti e ancora da trionfali ritorni... Di città in città (Buenos Aires, Vienna, Bolzano, Amburgo, New York, Ginevra, Bruxelles, Londra, Rio de Janeiro, Mosca...), attraverso i suoi colleghi musicisti, gli amori, le amicizie, il libro delinea il ritratto intimo di un’artista dalla profonda umanità.
Musica e cervello. Mito e scienza
Antonio Montinaro
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2017
pagine: 158
Questo saggio vuol essere una sintesi di quanto le Neuroscienze offrono costantemente alla nostra attenzione sull’affascinante rapporto Musica-Cervello. L’esplorazione di un percorso millenario che dal Mito conduce alla Scienza è una sfida che abbiamo cercato di affrontare con umiltà e amore. L’amore che deriva da una semplice e provvidenziale consuetudine: l’ascolto! I numerosi approfonditi studi funzionali, corredati da splendide neuroimmagini, hanno modificato profondamente negli ultimi 20 anni l’approccio ad un tema che la ricerca oggi può condurre con una strumentazione sempre più sofisticata. Ugualmente la musicoterapia, anche se con difficoltà, si va affermando come accettata terapia di supporto, mentre già Novalis asseriva: “Ogni malattia ha una soluzione musicale. Maggiore è il talento musicale del medico, tanto più breve e completa è la soluzione”. Di tutto ciò viene offerta in queste pagine una documentata esplorazione, frutto di una allegata ricerca bibliografica che può rappresentare il punto di partenza per ulteriori approfondimenti.
Maria Grisi. Una voce ritrovata
Marco Angelotti
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Zecchini
anno edizione: 2017
pagine: 160
Nata a Pesaro l'11 febbraio 1873, Maria Grisi si diplomò nell'anno scolastico 1892 alla scuola di canto nella classe di Virginia Boccabadati al Liceo Musicale di Pesaro. In quell'anno si distinse durante le manifestazioni del primo centenario rossiniano, ma il suo vero esordio fu nel Guglielmo Tell, al Teatro Carlo Felice di Genova nel febbraio 1894. Nei primi anni si esibì in opere di Bizet, Leoncavallo, Donizetti, ma soprattutto Verdi (Aida, Un ballo in maschera, Il trovatore, La forza del destino) in diversi teatri italiani, per poi ritornare a Pesaro nel 1896, nella stagione di Carnevale, dove fu Santuzza nella Cavalleria rusticana. Nell'aprile dello stesso anno si sposò con Angelo Ghiselli, nobile di Cesena, e si trasferì in quella città, mantenendo però sempre i rapporti con la nativa Pesaro dove vivevano i suoi famigliari. Dopo tre anni di forzata sospensione dalle scene per la nascita dei tre figli, riprese a cantare nel 1901, con un repertorio quasi esclusivamente verdiano, sia in Italia che all'estero (Corfù, Atene, Città del Messico, L'Avana, Lisbona). Nella stagione d'autunno del Teatro Comunale di Bologna, nel 1905, interpretò Brunilde nel Sigfrido di Wagner insieme a Giuseppe Borgatti e sotto la direzione di Toscanini. Questa fu la sua prima interpretazione di opere wagneriane, che diventarono poi il fulcro del suo repertorio fino alla fine della sua carriera: cantò infatti nelle opere Sigfrido, Valchiria, Tristano e Isotta, Lohengrin in molti teatri Italiani ed esteri (Venezia, Roma, Barcellona, ecc.) fino al 1915, anno in cui si ritirò dalle scene a causa della guerra: ultima sua apparizione in pubblico fu a dicembre a Pesaro, in due concerti organizzati da Giacomo Zanella per i soldati in guerra. Maria Grisi partecipò anche a due sessioni di registrazione con la “Gramophone and Typewriter Company” (prima casa discografica operante in Europa) a Milano nel 1906, sotto la direzione del maestro Sabajno al Teatro a La Scala: registrò arie tratte da opere di Verdi, Meyerbeer ed altri, che ora sono stati recuperati grazie ad un paziente lavoro di restauro dei rari dischi a 78 giri e riversati in digitale per comporre il CD allegato al libro.
Lo sguardo riflesso. Nuovi segni per il teatro d'opera all'aperto
Claudio Orazi
Libro
editore: Zecchini
anno edizione: 2017
pagine: 160
All’Arena di Verona e allo Sferisterio di Macerata, tra i più famosi e celebrati teatri all’aperto del mondo, Claudio Orazi dedica una riflessione sulla creatività della scena contemporanea nel Teatro d’opera. Con il contributo del critico musicale Enrico Girardi, e gli interventi dei registi Henning Brockhaus, Denis Krief e Graham Vick e un affascinante apparato fotografico, il libro ripercorre l’ideazione artistica ed i progetti registici e scenografici di alcune produzioni operistiche che hanno configurato una “nuova stagione” per i teatri musicali all’aperto, luoghi capaci di conservare il senso primigenio di theatron, con le rinnovate pulsioni dell’uomo contemporaneo. Certa concentrazione magnetica ed enigmatica di queste assemblee teatrali, composte da migliaia di spettatori, si discioglie nella visione istantanea dei nuovi Segni dell’opera. Come autentici fantasmi appaiono i riflessi dello specchio e la bambola-feticcio per Violetta, il mare di Lucia su di un telo, il vascello di Rigoletto sul fiume sospeso nel vuoto, la sfera nera come meteorite per Turandot, l’incombente montagna rosso sangue di Butterfly, l’albero di ulivo per il mondo arcaico di Cavalleria. Ed ancora, il volto dell’Angelo innalzato su Floria Tosca, il giardino dell’amore per Figaro, la ferrigna biblioteca-prigione-nave di Nabucco. Il resto sono pietre come sedili, montagne di carne, un aereo stilizzato che squarcia la notte sull’oceano e le mille immagini-pensieri di Giacomo che risalgono in superficie come da un Acheronte della memoria. Si tratta di “nuovi segni” inclini al linguaggio interdisciplinare, capaci di scolpire le pietre ed i muri degli antichi monumentali teatri, ove attraverso lo sguardo riflesso del pubblico con la scena si rigenera l’antico rito collettivo del teatro. Oggi con nuove immagini l’ideatore è in cammino verso altri siti, progetti e avventure. Tra i capitelli in pietra degli antichi monasteri, dentro le grandi basiliche, negli ampi spazi dei teatri greco-romani così come in quelli piccoli settecenteschi. Nei luoghi dove le nuove forme dell’arte contemporanea siano capaci di superare le tradizionali separazioni tra autore e pubblico, tra produttore e spettatore, a favore di un ininterrotto fluire della creazione artistica. Come sostiene Bill Viola verso i veri luoghi «in cui esiste l’opera d’arte, la mente e il cuore della persona che l’ha vista».
Schumann. Robert & Clara
Piero Rattalino
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2017
pagine: 234
Il diario di Nannerl Mozart. Con l'intervista a Nannerl che parla del fratello Wolfgang e con l'aggiunta di scritti di Mozart
Maria Anna Mozart
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2016
pagine: XVIII-150
Un vero spaccato della vita quotidiana di Nannerl Mozart e del padre Leopold rimasti soli a Salisburgo dopo il definitivo trasferimento di Wolfgang a Vienna. Esso registra anche le visite di Wolfgang con la moglie Constanze, con frequenti interventi diretti di Wolfgang nel Diario ed apporti intrisi di argute e di sovente pepate annotazioni del sommo compositore che arriva fino a scrivere fingendosi… la sorella. Il diario annota puntigliosamente la “quotidianità” della media borghesia e della piccola nobiltà locale nonché la presenza a Salisburgo di notevoli compositori e strumentisti quali Michael Haydn, fratello del ben più celebre Franz Joseph. Inoltre, di estremo interesse, l’intervista a Nannerl che parla del fratello Wolfgang. Infine è presente una miscellanea di brevi testi (poesie, testi teatrali, frammenti) dello stesso Wolfgang Amadeus Mozart.
Camille Saint-Saëns. Il re degli spiriti musicali
Giuseppe Clericetti
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2016
pagine: XII-540
Il saggio di Giuseppe Clericetti costituisce il primo studio pubblicato in Italia su Camille Saint-Saëns, considerato uno dei massimi rappresentanti dell’arte musicale del XIX secolo. Il libro è articolato in due parti: una prima sezione presenta la biografia del compositore, contestualizzato nel mondo culturale francese di metà Ottocento; la seconda parte è dedicata ai suoi scritti. La ricerca evidenzia la figura di intellettuale, attivo nell’àmbito letterario e poetico, acuto osservatore dei fenomeni astronomici e biologici, e soprattutto notevole critico, con 440 contributi pubblicati nel campo musicale. Il volume è completato dall’elenco delle composizioni di Saint-Saëns, la bibliografia, l’indice dei nomi e una serie di preziose fotografie e illustrazioni.
Francesco Cilea. Un artista dall'anima solitaria
Cesare Orselli
Libro
editore: Zecchini
anno edizione: 2016
pagine: XVI-152
Conquistarsi un posto di rilievo nella storia dell'opera con un solo titolo è stato lo strano destino di molti autori di fine Ottocento: Mascagni, Leoncavallo, Giordano, Zandonai. Ed anche al calabrese Francesco Cilea è toccata la stessa sorte, con la sua splendida Adriana Lecouvreur, creata nel 1902, ma presente ancora nei teatri di tutto il mondo e celebrata da indimenticabili interpreti, "umili ancelle del Genio creator". Musicista raffinato, personalità discreta e umbratile, docente e direttore di Conservatorio, Accademico d'Italia, Cilea ha consegnato al teatro altri titoli di spicco, come L'Arlesiana e Gloria, e al repertorio cameristico eleganti pagine pianistiche, romanze da salotto, un Trio e una squisita Sonata per violoncello. Ripercorrere l'esistenza di un personaggio colto e civilissimo, la maturazione creativa di tutta la sua produzione, il terreno da cui è sorto il capolavoro di Adriana Lecouvreur, è l'impegno di queste pagine, nella ricorrenza del 150° dalla nascita di Francesco Cilea.
Dino Ciani. Percorsi interrotti
Felice Todde
Libro
editore: Zecchini
anno edizione: 2016
pagine: XIV-114
Questo libro racconta le principali vicende di Dino Ciani, della sua vita e della sua parabola artistica, purtroppo breve, ma densa ed estremamente interessante. Musicista non convenzionale, studiò privatamente con Bianca Rodinis e Martha Del Vecchio, sua insegnante prediletta. Suonò con Claudio Abbado, Riccardo Muti, Gianandrea Gavazzeni, Vittorio Gui, Thomas Schippers, John Barbirolli, Carlo Maria Giulini e tanti altri direttori. Oltre possedere specialissime caratteristiche pianistiche e musicali, Dino Ciani aveva una personalità ricca e sfaccettata. Adorava l'opera lirica, della quale aveva una conoscenza molto profonda, amava il teatro, la pittura, il cinema, le arti. La sua cultura, musicale ed extramusicale era enorme, ma senza la minima ombra di saccenteria: la lettura di libri impegnativi era per lui, aiutato da una memoria straordinaria, quasi un gioco. E aveva uno spiccato senso dell'umorismo. Furono fondamentali per lui gli anni che visse in una casa sul Lago Maggiore, luogo di studio, ma sempre aperta agli amici, musicisti e non. Poi il trasferimento in una grande villa a Sacrofano, vicino a Roma, e dopo una breve tournée negli Stati Uniti con Giulini, l'incidente e la morte. In queste pagine, mediante ricordi e testimonianze, si cerca di delineare la personalità complessiva, artistica e umana, di Dino Ciani, senza indugiare su aspetti strettamente tecnici, nell'intento d'interessare sia gli intenditori che i semplici appassionati.
Tra le braccia del padre. Qualcosa di inaspettato su Cavalleria Rusticana?
Gianfranco Santoro
Libro: Libro in brossura
editore: Zecchini
anno edizione: 2016
pagine: IV-220
Un sacerdote cinquantenne, che ha vissuto sulla propria pelle e sulle stimmate del proprio dolore, emarginazioni e punizioni da parte della chiesa di fine '800 ed un giovane musicista, Pietro, maestro della banda di Cerignola, si incontrano per caso nella costale appenninica del paese di Roccafredda, nel sud dell'alto Lazio. Nasce tra di loro una spontanea amicizia che li proietterà su strade antitetiche ma feconde; rituffandosi nella trinacria del Mongibello, gruppi di folclore danzanti ed il rinascere, quasi per miracolo, di una magistrale esecuzione all'organo "ricostruito": sembra che i due siano capaci di estrarre da un ideale cappello a cilindro momenti sempre nuovi e sempre inaspettati. Così nel rivivere accadimenti ideali di storia della musica che vanno da Johann Sebastian Bach su, su fino a Wagner e Verdi assistiamo alla conclusione notturna in un misterioso appuntamento, giocato tra bimbi cresciuti troppo in fretta, ed alla rivelazione dei due uomini che, in un mondo ostile, ritrovano le inaspettate rivelazioni di un rifugio "Tra le braccia del padre".
La lanterna magica. Percorsi tra musica e letteratura da Euripide a Stravinskij
Alessandro Cazzato
Libro
editore: Zecchini
anno edizione: 2016
pagine: IV-148
I capitoli contenuti nel presente volume affrontano, in vari aspetti e in diverse prospettive, i rapporti tra musica e letteratura. In trentacinque brevi percorsi - che spaziano dalla letteratura moderna europea ai miti dell'antichità attraversando satira e follia, fantasmagorie barocche e rime d'amore, cosmogonie platoniche e allegorie, ricezioni letterarie e paesaggi sonori - si vuole offrire un possibile approccio interdisciplinare a quell'artefatto estremamente complesso qual è l'integrazione di musica e parola. Le interferenze tra le due arti sorelle si presentano in varie forme: come musicalità della parola poetica, come profondo interesse di un particolare scrittore per un determinato compositore (e viceversa), come corrispondenze, richiami, analogie, parallelismi nella produzione di romanzi, saggi, opere musicali. Ma sono tutte molteplici sfaccettature di un fecondo rapporto che ha prodotto, in ogni epoca, opere straordinarie. Molteplici sfaccettature di giochi di ombre di una "lanterna magica" capace, come nel Werther di Goethe, di proiettare, su bianche anonime pareti, immagini variopinte, illusioni ottiche di Arte e di Vita.

