Guanda: Narratori della Fenice
Tre giorni di giugno
Anne Tyler
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2025
pagine: 192
Mancano poche ore al matrimonio di sua figlia, ma le cose non vanno per niente bene per Gail Baines. Innanzitutto al lavoro non ottiene la promozione che sperava e le viene rinfacciato di essere poco empatica. Come se non bastasse, l'ex marito Max si presenta a casa sua. Porta con sé una gatta soriana e tanto senso dell'umorismo, ma gli mancano un vestito per la cerimonia e soprattutto un posto dove dormire. Mentre Gail cerca di restare lucida e di capire che cosa sta succedendo nella sua vita, la figlia Debbie scopre che il futuro sposo nasconde un segreto che potrebbe farle cambiare idea. All'alba del grande giorno, Max sembra più interessato al pranzo del ricevimento che al possibile annullamento del matrimonio. Gail invece è seriamente preoccupata. Riuscirà la giovane coppia a superare la crisi? E che impatto avrà la loro decisione sul tormentato rapporto tra Gail e Max? Concentrata nell'arco di tre giorni, questa storia agrodolce di tradimenti, veri e presunti, di inciampi e di nuovi inizi, scorre leggera e ci mostra con ironia come accettare i sussulti della vita possa portare momenti di felicità inaspettata.
L'anno ha perso la sua primavera
Edgar Morin
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2025
pagine: 320
Un pomeriggio di giugno del 1931 a Parigi, un ragazzino di dieci anni esce allegramente da scuola. È sorpreso nel vedere che ad attenderlo c'è lo zio ma, lontano dal sospettare qualcosa, passa qualche giorno spensierato a casa sua fino al ritorno del padre, vestito di nero. Inizia così la storia di Albert Mercier, che è in parte anche quella dell'autore. Una storia segnata dal dolore per la perdita della madre e per le bugie degli adulti, che gli hanno impedito di dirle addio. Albert si chiude in se stesso e la sua adolescenza trascorre solitaria, nutrita unicamente da film e romanzi. Finalmente arriva il liceo, Albert si fa nuovi amici, trova una seconda famiglia nei compagni e nei professori, prova le prime attrazioni amorose. Sono gli anni che seguono l'ascesa di Hitler al potere: la politica irrompe nella scuola, gli studenti si schierano e si contrappongono, e Albert comincia a interessarsi agli avvenimenti internazionali. L'anno del diploma è anche quello in cui la Germania invade la Polonia e quando la Francia viene occupata per Albert giunge il momento di decidere davvero da che parte stare. Dopo essersi rifugiato a Tolosa, si unisce alla Resistenza appena ventenne. Edgar Morin racconta gli anni di passaggio all'età adulta di un giovane parigino che lui stesso definisce suo alter ego, in un periodo cruciale per la storia d'Europa. Un romanzo autobiografico scritto nel 1946 e rimasto inedito fino a oggi, che fa luce sulla formazione psicologica, intellettuale e politica di uno dei più grandi pensatori del nostro tempo.
Pomeriggio di uno scrittore
Peter Handke
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2025
pagine: 112
Uno scrittore, reduce da un periodo di crisi, s'incammina per la città dopo un pomeriggio di lavoro. Attraversa strade e piazze, giunge alla periferia e rientra a casa quando l'oscurità è già calata. Che accada poco, in queste pagine, è pura apparenza: si tratta del resoconto di un viaggio attraverso il mondo intero. Lo scrittore racconta del suo scrivere e del prezzo che per questo deve pagare, della sua vita e del poco tempo che gli rimane dopo i momenti di più intenso lavoro: una leggera pigrizia, il piacere di girovagare, la distaccata percezione delle cose quotidiane e dei particolari più insignificanti. E tutto rientra nello scrivere: assieme a un dubbio costante, nei confronti di se stesso e degli altri. Sotto il sole pomeridiano, alla luce del crepuscolo e poi dell'oscurità notturna, Peter Handke percorre una lunga strada attraverso la città e attraverso se stesso, offrendo al lettore una profonda riflessione su una letteratura che si alimenta nel concreto rapporto con la realtà.
Feh. Che schifo la vita
Shalom Auslander
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2025
pagine: 368
Che cosa accade quando un uomo di mezza età si accorge che la propria storia può essere letta attraverso quella della Bibbia e del suo Dio onnipotente e vendicativo? Shalom Auslander è nato e cresciuto in una rigida famiglia disfunzionale di ebrei ortodossi di Monsey, New York. Figlio di un padre alcolizzato e di una madre divorata dai sensi di colpa, ha vissuto da sempre sotto il giudizio implacabile di Dio. Oggi, però, ha finalmente capito che è stata proprio quella storia, impiantatagli dai rabbini in tenera età, ad avergli fatto credere di essere disgustoso, spregevole, fallito. Una storia che viene spietatamente raccontata da migliaia di anni. Una storia che gli ha insegnato che tutto e tutti, lui compreso, sono semplicemente feh, una espressione di disapprovazione che in yiddish significa più o meno uno schifo. Adesso che ha toccato il fondo, Shalom desidera solo riscrivere quella storia, per non trascinare con sé i suoi figli e possibilmente non avvelenare l'unica relazione sana della sua vita, quella con la donna che ama. Nel suo viaggio di trasformazione incontrerà Philip Seymour Hoffman, Schopenhauer e Kafka, Giobbe e Geremia, gli angeli Gabriele ed Elia. Dovrà affrontare sconfitte e delusioni, e metterà a rischio la vita, ma quando tutto sembrerà perduto sarà proprio in se stesso, dopo anni passati a criticarsi e disprezzarsi, che troverà la forza per ripartire. Un memoir irriverente e provocatorio, il miglior Auslander alle prese con una storia di famiglia raccontata senza filtri e senza tabù per mostrarci come in fondo è sempre possibile esorcizzare i nostri demoni e riscattare anche la più disonorevole delle esistenze.
Il mio traditore
Sorj Chalandon
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2025
pagine: 192
A partire dalla sua vera amicizia con Denis Donaldson, leader dell'IRA e dello Sinn Féin, Sorj Chalandon racconta di Antoine, un giovane liutaio parigino con una passione per la musica tradizionale irlandese, che arriva per la prima volta a Belfast nel 1975 con in mente le parole di un amico: se non conosci il Nord non conosci l'Irlanda. Qui l'immagine patinata che aveva del paese lascia il posto a una terra di scontri, di morte, ma anche di amicizia. Antoine conosce il movimento repubblicano e la sua lotta contro l'impero britannico, incontra uomini e donne che combattono per la libertà. E incontra Tyrone Meehan, carismatico leader dell'IRA, di quelli celebrati nelle canzoni, che diventa per lui un punto di riferimento. Nel corso degli anni – quelli di Bobby Sands, degli scioperi della fame, delle marce e delle bombe – Antoine vede i suoi compagni vivere, soffrire, resistere, e si identifica sempre più nella loro causa: «Ero diverso. Avevo un altro mondo, un'altra vita, altre speranze. Avevo un gusto di mattoni, un gusto di guerra, un gusto di tristezza e anche di rabbia. Ho smesso con le musiche inutili per suonare soltanto quelle del mio nuovo paese». Antoine continua a dividersi fra Parigi e Belfast, finché un mattino d'inverno del 2006 i giornali riportano una notizia a cui fatica a credere: Tyrone è un informatore dei servizi segreti britannici sin dai primi anni Ottanta. Cosa significa essere traditi da un mentore, da un padre? Questa domanda ha tormentato per anni Sorj Chalandon dando corpo a un romanzo intenso e struggente che attraversa trent'anni di storia irlandese, e ci conduce in uno degli angoli più intimi della sua vita.
Il folle di Dio alla fine del mondo
Javier Cercas
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2025
pagine: 464
«Ecco un folle senza Dio che insegue il folle di Dio fino alla fine del mondo». Da questo attacco folgorante prende avvio un libro unico, che nessuno finora aveva avuto l'opportunità di scrivere. Il «folle senza Dio» è uno scrittore ateo e anticlericale, che si definisce laicista militante, mosso dal desiderio di parlare a tu per tu con papa Francesco, il «folle di Dio», come amava definirsi anche il santo di cui ha scelto il nome. Ma oltre che unico, perché mai il Vaticano aveva aperto le sue porte a uno scrittore con tanta generosità, questo è un libro di notevole profondità, il racconto magistrale e personale che scaturisce dalla penna di un grande autore: quasi un thriller su quello che è il più antico mistero della storia dell'umanità. È vero che esiste la vita dopo la morte? Nella forma narrativa che lo ha reso celebre, quella del «romanzo senza finzione», Javier Cercas cerca una risposta alla domanda che nessuno può fare a meno di porsi, fondendo in queste pagine le sue più intime ossessioni con una delle preoccupazioni fondamentali della società contemporanea: il ruolo della spiritualità e della trascendenza nella vita umana, che inevitabilmente si confronta con la religione e con il desiderio di immortalità.
C'e' molta speranza (ma nessuna per noi)
Nicola H. Cosentino
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2025
pagine: 240
È H, il protagonista di questa storia. Uno che non ne può più del pessimismo che lo circonda, e nemmeno del proprio: approdato a Milano dalla provincia calabrese, ha dedicato gli ultimi anni a scrivere un saggio sulla fine del mondo, ma la Storia – tra guerre, pandemie e disastri vari – gli ha offerto troppo materiale, tanto da rendere il suo lavoro superato. Decide allora di cambiare rotta, e concentrarsi su tutt'altro: i desideri. Ambiziosi, timidi, comuni, impossibili, inconfessabili... Munito di taccuino e registratore, H pone ad amici, famigliari, alla compagna che vorrebbe sposare e a tutti quelli che incontra una domanda apparentemente semplice: «Cosa desidera più di tutto il tuo cuore?» È curioso di mappare le speranze del mondo, certo, ma anche di capire meglio se stesso; di scoprire se fra i sogni degli altri si annida pure il suo. (Perché com'è che si desidera? Dovremmo reimparare a farlo?) "C'è molta speranza (ma nessuna per noi)" è un romanzo che oscilla tra il personal essay, l'inchiesta e il pamphlet, e parla di tutti noi, di quello che vogliamo e di quanto i nostri desideri siano la sola cosa realmente capace di svelare chi siamo e la società in cui viviamo. Al centro c'è un giovane uomo che ambisce non tanto a concretizzare i propri obiettivi (trovare un lavoro stabile, una casa più grande, scrivere un buon libro...) quanto a poterseli permettere. Ma la vera protagonista, forse, è la letteratura, giacché l'unico modo per reimparare a desiderare – e per realizzare ciò che è materialmente irrealizzabile – è immaginare.
Tempo di ritorno. Una storia di clima e di fantasmi
Ferdinando Cotugno
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2025
pagine: 272
In statistica, il tempo di ritorno è la probabilità che un evento estremo si verifichi. È il tempo che ci mettono a ripresentarsi i grandi traumi, gli amori, gli scudetti, gli attacchi di panico, i messaggi che disperatamente aspettiamo, le ondate di calore, le alluvioni. La crisi climatica, con le sue catastrofi a distanza sempre più ravvicinata, ci ha trasformato in una società post-traumatica di massa. In questo libro, il tempo di ritorno però è anche il viaggio a ritroso del protagonista nella storia della sua famiglia, che una volta è stata «una piccola nazione fondata sui combustibili fossili»: il nonno operaio all'Italsider, il padre camionista, la madre che passa dagli studi umanistici alla gestione di una ditta di trasporti. Una storia di carbone e gasolio che nasce e riannoda i suoi fili nella zona industriale di Napoli, e si fa parabola per raccontare l'Italia intera dal dopoguerra a oggi. Non è una storia di clima ma, come ogni storia, è anche una storia di clima. Due generazioni che si ritrovano: quella dei padri che hanno lottato per uscire dalla povertà e costruire un piccolo benessere, e quella dei figli che quel benessere lo hanno ereditato, assieme a un mondo sul punto di collassare. Solo se impariamo ad abitare questa contraddizione e riconosciamo di essere compromessi in prima persona con il processo che sta conducendo la Terra all'inabitabilità, possiamo provare a sovvertire quello che sembra un destino già tracciato. Perché «l'ecologia è l'amore di chi non ha alternative» e noi, specie umana, non abbiamo un altro posto dove andare.
Il cremulatore. Storia banale e perciò straordinaria di Pëtr Nesterenko
Saša Filipenko
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2025
pagine: 256
Pëtr Nesterenko ha una certa familiarità con la morte. Come direttore del primo crematorio di Mosca durante l'era di Stalin, ha letteralmente «ridotto in cenere» dissidenti, presunte spie, ex eroi rivoluzionari vittime del terrore rosso e delle grandi purghe staliniane. Cremulatore: questa la sua professione – se avesse un nome – che poi coincide con il macchinario che si utilizza per polverizzare ciò che resta di un individuo dopo la cremazione. Tante volte Nesterenko è scampato alla morte per un soffio, fino a convincersi di esserne immune. Finché, nel 1941, il secondo giorno dell'invasione nazista in URSS, arriva il momento del suo arresto. Dovrà rispondere adesso dell'accusa di spionaggio, e delle giravolte della sua vita tumultuosa. Ufficiale dell'Armata bianca e poi di quella rossa, fuggito dai bolscevichi in Ucraina, sopravvissuto allo schianto del suo aereo, rifugiatosi a Istanbul e poi a Parigi… Riuscirà a cavarsela anche questa volta? Tra il commissario inquirente e Nesterenko inizia una caccia del gatto al topo in cui ben presto si confondono le acque tra carnefice e vittima, giustizia e menzogna, bene e male. Saša Filipenko intreccia con virtuosismo verità storiche e fiction, e a partire dai documenti di Memorial su un personaggio affascinante e controverso – il «Caronte di Mosca» – racconta la tragica storia sovietica con un'ironia agghiacciante, offrendoci una potente chiave di lettura per la Russia di oggi.
Underground. Ovvero un eroe del nostro tempo
Vladimir Makanin
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2025
pagine: 640
Capolavoro che viene continuamente riproposto e studiato, "Underground. Ovvero un eroe del nostro tempo" è senza dubbio uno dei momenti irripetibili dell'arte romanzesca russa del XX secolo. Appartiene a quel novero di opere scritte a ridosso dei grandi cambiamenti della storia e che con quei cambiamenti fanno i conti. Negli anni cruciali tra il 1989 e il 1993, Petrovič – vagabondo, filosofo, amante della vodka e scrittore senza libri pubblicati – si considera un figlio del sottosuolo, ossia l'ultimo interprete di tutta quella tradizione letteraria di poeti dispersi che popolavano la Mosca comunista senza un mestiere, senza un vero credo politico, e che per questo vivevano da marginali. Con la sua macchina da scrivere, Petrovič si aggira come un fantasma per la capitale dove, sulle macerie del sogno sovietico, si cominciano a porre le fondamenta di una nuova era. Vladimir Makanin ci ha lasciato una lettura indispensabile per sentire il polso di quell'anima russa che negli scantinati, nelle portinerie, nelle camere affollate degli alloggi comuni teneva in vita una resistenza ironica e poetica contro il potere, l'idolatria del denaro e del successo. Per provare a capire cosa resta di quell'anima oggi.
La quarta parete
Sorj Chalandon
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2024
pagine: 288
Samuel Akunis, regista greco oppositore della dittatura dei colonnelli, ebreo sfuggito all'Olocausto, francese d'elezione, ha un sogno folle: portare l'Antigone di Anouilh tra le strade di Beirut straziate dai combattimenti. «Nata in Grecia, immaginata tra le mani del Reich o interpretata nella Parigi occupata, Antigone era di tutti i tempi. Della nostra attualità.» Ma ora Sam è troppo malato e chiede all'amico Georges di portare avanti il suo progetto. Con un passato da attivista nel movimento del Sessantotto parigino e di scontri anche violenti con gli studenti di estrema destra, Georges da tempo ha abbandonato la politica per dedicarsi al teatro. Adesso ha una famiglia, una figlia piccola, ma non può tirarsi indietro. Così, nel febbraio del 1982 parte per il Libano, dove tocca a lui mettere in scena l'Antigone. Per farlo si dovrà negoziare una tregua di due ore. La rappresentazione dovrà avvenire sulla linea di confine, le macerie faranno da scenografia. Gli attori sono scelti da ciascuna delle fazioni nemiche: Antigone sarà palestinese, Emone un druso, Creonte un cristiano maronita, le guardie sciite. Tutti insieme sul palcoscenico: perché se la guerra è una pazzia, anche la pace deve esserlo. Georges si trova a muoversi impreparato tra cecchini, posti di blocco, edifici crivellati di colpi; per la prima volta sente i rumori della guerra. Ma non rinuncia al sogno di Sam, che è diventato anche il suo. Finché, dopo essere stato testimone della violenza e della sofferenza, con il massacro perpetrato nei campi profughi di Sabra e Shatila anche lui avrà la sua parte nella tragedia.
Gli anni inquieti
Devika Rege
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2024
pagine: 432
Cosa significa vivere in India nel momento in cui il Bharat Party, un partito nazionalista hindu, sale al potere con la promessa di farne un paese al passo coi tempi? Naren ha poco più di trent'anni e lavora come consulente finanziario negli Stati Uniti, ma non riesce a essere felice e sente che sta perdendo se stesso. Forse la sola possibilità di cura è tornare a casa, a Mumbai. A partire insieme a lui c'è Amanda, un'amica dei tempi dell'università, che ha deciso di prendere una pausa dalla sua vita agiata nella campagna del New England per fare un'esperienza di alcuni mesi in uno slum. E poi c'è Rohit, il fratello minore di Naren, quello che tra i due ha sempre avuto più fascino, quello che «compariva sempre sulla lista degli invitati di tutti i locali notturni». Ora però prova il bisogno di un'autenticità che vada oltre i piaceri della vita mondana, e intraprende un viaggio nel cuore del paese per rintracciarla nelle radici famigliari. Tutti e tre si trovano a fare i conti con una nazione che sta repentinamente mutando, in rapida crescita economica ma attraversata da contraddizioni e divisioni. E mentre i loro ideali e le loro ambizioni rischiano di andare in frantumi, dovranno mettere in discussione le loro scelte. Attraverso lo sguardo di una generazione che sta maturando una propria coscienza politica, Devika Rege racconta la nuova India, che si affaccia sul XXI secolo con la sua fragile complessità e la sua intricata rete di identità contrapposte.

