Libri di A. Castellari
Foresta tacita
Pino D'Alfonso
Libro: Copertina morbida
editore: La Biblioteca Libri Perduti
anno edizione: 2015
pagine: 144
Per la prima volta dopo oltre trent'anni, esce una raccolta inedita del poeta e artista di Busto Arsizio Pino D'Alfonso. Il libro, già concepito interamente dal suo autore, che lavorò a esso fino alla sua scomparsa avvenuta nel 2013, è corredato da alcune riproduzioni delle installazioni poetiche del suo stesso autore. La poesia di D'Alfonso è ben collocabile nell'arco temporale in cui essa venne pensata e redatta, perciò riconoscibile e ascrivibile a un'epoca ben precisa; tuttavia, conserva aperture e slanci che la rendono unica, ricca di spunti, ma soprattutto sempre attuale e leggibile. Punto di partenza per potersi avvicinare a tale opera è il saper leggere non solo le parole con il loro significato, ma anche la loro disposizione nello spazio dell'installazione o della pagina: nel primo caso, esse prendono vita propria in maniera intima, interagendo con il lettore che guarda l'opera; nel secondo, esse formano veri e propri spartiti che contribuiscono a una lettura modulata ed espressiva, ma anche a una lettura performativa. Prefazione di Silvia Colombo. Nota critica di Dome Bulfaro.
Qui da ogni luogo
Libro
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2008
pagine: 86
«Chi comanda al racconto non è la voce: è l'orecchio», scrive Italo Calvino. Così "dieci scrittori per diletto" si sono fatti orecchio nel quartiere San Donato di Bologna ascoltando storie di nativi e migranti e restituendole in forma di racconto. Ne emerge quella trama sottile e spesso nascosta che solo chi sa ascoltare riesce a cogliere nel vissuto dell'altro, dell'altra che narra. I testi qui raccolti sono di: Stefano Gualandi, Raffaella Lubian, Paola Biavati, Nicoletta Pierantozzi, Franca Raimondi, Adelaide Grella, Paola Franceschini, Alberto Albertazzi, Antonio Orsi, Dolores Monetti.
Madame Bovary
Gustave Flaubert
Libro
editore: Principato
anno edizione: 1994
pagine: 356
Charles Bovary, un modesto medico di campagna, sposa in seconde nozze Emma Rouault. Emma, sognatrice e romantica, è presto delusa dalla mediocrità del marito e dalla sua vita in provincia. Bovary, per distrarla, si trasferisce a Yonville dove Emma è corteggiata da un giovane, Léon, che però non le confessa il suo amore e parte per Parigi. Emma diventa l'amante di Rodolphe, un dongiovanni di provincia, da cui però è abbandonata. La donna, sconvolta, cerca in ogni modo di stordirsi. A Rouen ritrova Léon, ma ben presto stanca anche lui. Inizia così la degradazione di Emma: si indebita con un usuraio, all'insaputa del marito, e non sa come pagarlo. Chiede aiuto a Léon e a Rodolphe poi, disperata, si uccide. Bovary si lascia lentamente morire.

