Libri di Alberto Becherelli
Il Montenegro nel rapporto Ottolenghi (1879) e nella relazione Durando (1881)
Libro
editore: Nuova Cultura
anno edizione: 2019
pagine: 152
Il regno dei serbi, croati e sloveni nell'Europa di Versailles (1918–1921)
Alberto Becherelli
Libro: Libro in brossura
editore: Aracne
anno edizione: 2017
pagine: 244
Serbia e crisi balcanica (1908-13). Il carteggio dell'addetto militare italiano a Belgrado
Alberto Becherelli
Libro: Copertina morbida
editore: Nuova Cultura
anno edizione: 2015
pagine: 256
I Balcani dalla fine del XIX secolo diventano un'area di particolare interesse per l'Italia, che a sua volta, rappresenta per le élite politiche balcaniche un modello per la realizzazione dell'unità nazionale, un esempio da imitare per gli emergenti Stati nazionali, al punto che la Serbia, nel suo contradditorio ruolo di forza unificatrice dell'area jugoslava, sarà in quegli anni considerata il "Piemonte" dei Balcani, definizione utilizzata dai consoli italiani a Belgrado sin dall'epoca di Cavour. Le fonti utilizzate sono quelle dell'Archivio dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito (AUSSME). Gli ufficiali italiani impegnati nei Balcani - addetti militari, membri delle commissioni per la delimitazione dei confini, esperti e delegati ai convegni internazionali, personale in servizio presso gli eserciti stranieri - offrono la loro esperienza tecnica e organizzativa nel processo di definizione politica dell'area, resa problematica dagli accesi contrasti fra nazionalità.
Italia e stato indipendente croato (1941-1943)
Alberto Becherelli
Libro: Libro in brossura
editore: Nuova Cultura
anno edizione: 2012
pagine: 348
Il presente studio si propone di ricostruire alcuni aspetti delle relazioni politico-diplomatiche, militari ed economiche intercorse tra l'Italia e lo Stato Indipendente Croato fino alla caduta del fascismo e al successivo armistizio dell'8 settembre 1943. Ufficialmente contrassegnate dal rapporto di alleanza, le relazioni italo-croate furono caratterizzate in realtà da una forte conflittualità a diversi livelli, generata da alcune fondamentali questioni, tra le quali primeggiava la disputa dalmata. Le tensioni non riguardarono solo i rapporti tra Roma e Zagabria ma determinarono ancor più una serie di attriti tra le autorità militari e le personalità politiche italiane all'interno dello stesso Stato croato: gli ambienti militari italiani fin dall'inizio si dimostrarono critici nei confronti degli ustasa al potere, mentre la Legazione Italiana a Zagabria criticò gli atteggiamenti filo-serbi assunti da ufficiali e soldati italiani.

