Libri di Aldo Peressa
Cereal Docks Academy. Ediz. italiana
Aldo Peressa
Libro: Libro in brossura
editore: Gaspari
anno edizione: 2025
pagine: 48
In un’epoca in cui l’architettura tende a cristallizzarsi in forme compiute e definitive, il progetto Cereal Docks è una rara eccezione: un gesto progettuale che accetta l’impermanenza come valore, e la trasformazione come linguaggio. Realizzata in sopraelevazione del fabbricato originario progettato dallo stesso architetto, si configura come uno spazio destinato all’incontro, ai dibattiti e ad allestimenti espositivi. Un volume autonomo, dal profilo essenziale ma incisivo, che con la sua parete curva evoca la prua di una nave. L’interno, ribassato rispetto al piano esterno, suggerisce un’esperienza immersiva: chi vi siede si trova con lo sguardo all’altezza del mondo, in una condizione quasi meditativa. Qui, l’ingegno si è fatto cantiere. Soluzioni sartoriali, studiate punto per punto, dove ogni elemento parla il linguaggio dell’ascolto e della precisione.
Aldo Peressa. Cereal Docks Demethra
Aldo Peressa
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2019
pagine: 104
L’opera di Aldo Peressa che viene documentata in questa monografia è un’opera della maturità, un’opera che – anche per la sua complessità funzionale e articolazione compositiva – in qualche modo costituisce una sintesi di alcuni dei principali temi fino ad oggi trattati dalla sua architettura, innanzi tutto, quello della luce. Questo progetto Cereal Docks Demethra si sviluppa secondo l’elaborazione di alcuni volumi elementari che, grazie alle peculiari soluzioni costruttive, si pongono di fronte all’azione della luce in modo autonomo, proponendosi nei suoi confronti con attitudini ed esiti differenziati. Poi quello del rapporto natura/artificio. In fondo, per l’architettura la natura in sé non esiste, è sempre frutto di un’astrazione, è natura simbolizzata, ipostatizzata. Natura artificiale, per così dire. Infine quello del luogo. «Uno degli scopi profondi dell’architettura» – scrive Peressa – «non è tanto quello di prendere luogo, di dislocarsi nelle aree o negli spazi prescelti o concessi, ma è quello di creare luoghi. La creazione del luogo è il suo fine ultimo».