Libri di Alfonso D. Casella
Zero al 100%
Alfonso D. Casella
Libro: Libro in brossura
editore: Pascal
anno edizione: 2010
pagine: 120
Un uomo pedina il clone che va a letto con sua moglie, un altro chiede la mano al padre della sua bambola gonfiabile; c'è persino chi porta a spasso lucertole col collare: una tragicomica umanità alla fiera del trash apocalittico. Cinquantadue romanzi digitali interrotti da un semplice clic. Esistenze compresse in mp3, piccole storie inverosimili raccontate dietro l'anonima finzione della chat. Zero al 100% come totale. Lo zero come unica cifra di riferimento. Il nulla elevato all'ennesima potenza. Un prontuario su come sopravvivere nel postfuturo postumo che si sta lentamente avverando.
Promenade. Monologo mancato
Alfonso D. Casella
Libro: Libro in brossura
editore: Vittoria Iguazu Editora
anno edizione: 2019
pagine: 80
La vasca
Alfonso D. Casella
Libro: Libro in brossura
editore: Vittoria Iguazu Editora
anno edizione: 2016
pagine: 64
C'è chi racconta che Ulisse annegò dentro una pozzanghera proprio davanti casa sua, appena sbarcato a Itaca. E invece eccomi qua. Dopo dieci lunghi anni, che suono il citofono. E mi aprono la porta.
Cicoria. L'Italia che non vorremmo
Alfonso D. Casella
Libro: Libro in brossura
editore: L'Autore Libri Firenze
anno edizione: 2014
pagine: 108
«Questo romanzo sembra scritto "dopo", ma in realtà è stato scritto durante la (o prima della) definitiva mutazione dell'Italia in soggetto patologico. A dimostrazione di come la letteratura, più della sociologia o della politologia (ammesso che essa esista), sappia cogliere ciò che accade e spesso addirittura intuire ciò che accadrà. L'ultimo rapporto Censis definisce la società italiana (ideologicamente, economicamente, culturalmente, moralmente) una "mucillagine". Il romanzo di Casella tale "mucillagine" la analizza in maniera scientifica come il referto di un check-up... Ora, con la genetica vocazione a delinquere della classe politica italiana (non tutta, ma in parte, e soprattutto ideologicamente "bipartisan"), e data l'ossessiva monotonia con cui essa si è sempre manifestata (mafia e latrocinio, o latrocinio e mafia), una storia così infame e creativa come questa poteva costituire un prezioso suggerimento, una estrosa variante al loro uggioso delinquere. La realtà copia l'arte, diceva Oscar Wilde. Le più recenti imprese dei nostri politici, quelle che fanno cadere i governi e quelle su cui si reggono i governi che sostituiscono quelli caduti, e i loro eroi, non solo si sono ispirati al romanzo di Casella, ma lo hanno letteralmente copiato. Come abbiano fatto, essendo esso ancora inedito, resta un mistero». (dalla Nota di Antonio Tabucchi)

