Libri di Andrea Olivo
Il tempo del tiglio. Haiku
Andrea Olivo
Libro: Copertina morbida
editore: Atile
anno edizione: 2022
pagine: 183
Il tempo del tiglio raccoglie haiku e poesie in forma di haiku scritti in diverse stagioni dell'anno e della vita, oscillando tra tradizione poetica giapponese e occidentale: è infatti un approccio interculturale quello che muove la mano del poeta-haijin, così al lettore con orecchio avvertito non sfuggiranno le differenze tra i due modi di comporre; ed è a lui che si rivolge l'autore nell'introduzione, accompagnandolo in una passeggiata amichevole sulle due rive del fiume haiku, visto come limes naturale e punto di incontro tra due letterature - giapponese e italiana - diverse per lingua e cultura. Uscendo dai confini linguistico-culturali, lo haiku diventa diade creativa, spazio condiviso, occasione per rallentare e riaccordarsi con l'intorno e con se stessi, attitudine allo stupore, all'osservare e al conservare i piccoli e grandi sussulti della natura e dell'umano vivere.
Lo svago bianco
Andrea Olivo
Libro
editore: Giovane Holden Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 248
È una giungla sociale la Milano odierna. È la Milano che emargina, nasconde, la Milano che non si vede perché troppo vista, nascosta in chiaroscuri dietro quella laboriosa e profumata dei saloni e dei locali alla moda, dei grandi cartelloni pubblicitari che offrono modelli di vita impossibili; è la Milano che corre, che inciampa, che non si ritrova; è la Milano borderline delle piccole tragedie umane narrate dalla cronaca quotidiana, cui prestiamo poca attenzione derubricandole a voyerismo, ma in realtà sineddoche di un disagio sempre più diffuso che ci guarda e riguarda da vicino con gli occhi di adulti immaturi e di ragazzi maturati troppo in fretta. È una Milano popolata da tossicodipendenti, che non fanno più notizia, da ludopatici, ragazzi squillo, cuori solitari e anime perse, verghianamente uniti dalla sconfitta sociale. Dieci racconti, dieci storie, dieci protagonisti che riportano uno sguardo disincantato, realista, a volte grottesco, ma sempre con quel grammo di amore e poesia addosso su tutto questo. Milano è il palcoscenico, la luce è quella dei lampioni, delle insegne al neon dei locali notturni; poi compare la luna, curiosa, sadica, patibolare spettatrice e giudice silente a illuminare le piccole grandi tragedie urbane di questa parte di umanità abbandonata a se stessa.

