Libri di Carlo Babando
Miss Black America. Percorsi sonori nell'identità afroamericana
Carlo Babando
Libro: Libro in brossura
editore: Mar dei Sargassi
anno edizione: 2024
pagine: 220
Dai ritmi subsahariani che si mescolano con le partiture europee, passando per New Orleans e il soul di Memphis e Detroit, fino alla cultura hip hop che fa da sfondo a Black Lives Matter, l’America nera non ha mai smesso di dare vita a nuove geometrie sonore. Ma in che modo queste si legano al contesto che le ha partorite? Mai come oggi, certi percorsi sembrano condizionati da una ridefinizione dello schiavismo nella storia atlantica, ma anche della dicotomia selvaggio/civile all’interno del triangolo Africa, Europa, America. Artisti come Beyoncé raccontano anche questo: resta da capire quanto il messaggio è ancora decifrabile, tra necessità di lotta e capitalismo woke. Dopo l’omicidio di George Floyd, molte suggestioni politiche e culturali sono tornate al centro del mercato discografico. Dall’abbattimento delle statue di Colombo alle accuse di blackwashing a Hollywood e Disney, i pugni levati al cielo sembrano replicare quelli che nel 1972 animarono Wattstax, la “Woodstock nera”. Nel 2024 le cose sono cambiate, ma forse non abbastanza. Miss Black America intende costruire un ponte tra storiografia e critica musicale. Una narrazione costruita su incontro, attivismo e afrofurismo.
Soul. La musica dell'anima
Antonio Bacciocchi
Libro: Libro in brossura
editore: DIARKOS
anno edizione: 2022
pagine: 342
Alternativa al rock 'n' roll dei giovani bianchi, la musica soul nasce nel profondo sud degli Stati Uniti come forma di celebrazione afroamericana. Alla fine degli anni Cinquanta, infatti, era sempre più forte il bisogno di un megafono che potesse parlare di autoaffermazione attraverso nuove sonorità che intrecciassero jazz, blues e gospel. Proprio dalle ultime due il soul ha assimilato quegli aspetti che legano emotività e impegno sociale, facendone la manifestazione compiuta della black music. In questo libro Antonio Bacciocchi racconta due decenni e oltre nei quali questo sound ha saputo contaminarsi attraverso matrimoni artistici con psichedelia, elettronica, hip hop, country e punk, generando derivazioni sonore che vanno dal funk al northern soul fino alla disco music. Anche quando ha lasciato la scena per far spazio ad altre sonorità, il soul non ha mai smesso di essere un'ispirazione per tutta la cultura musicale successiva, fino a oggi. Prefazione di Carlo Babando. Prefazione di Graziano Uliani.
Blackness. Storie e musiche dell'universo afroamericano
Carlo Babando
Libro: Copertina morbida
editore: Odoya
anno edizione: 2020
pagine: 288
Si può ascoltare un brano rap, o vedere un film di Jordan Peele, cercandovi delle connessioni con gli antichi imperi africani? Le pagine di Blackness ci provano partendo dal rapporto che intercorreva tra Europa e Africa prima della tratta atlantica, quando ancora gli schiavi non erano solo neri e i padroni solo bianchi. Forse solo così è possibile osservare da un'angolazione inedita e sorprendente le dinamiche attraverso cui il popolo afroamericano si è mosso in campo musicale, sportivo e cinematografico, fino a scoprire in che modo certe traiettorie si sono riverberate fino a oggi. Soffermandosi su dischi che hanno fatto la storia e piccoli capolavori sconosciuti, dal gospel profano di Ray Charles alle grandi produzioni Stax e Motown firmate da Otis Redding e Marvin Gaye, giungendo fino al retro soul di Charles Bradley e ai linguaggi ibridi di Beyoncé e Childish Gambino, si viene immersi in un universo affascinante e talvolta controverso. Una dimensione in cui si intrecciano gli interessi del capitalismo discografico e l'impegno dei movimenti attivisti, le schiacciate dell'NBA e i casi di blackwashing con cui l'industria del cinema cerca un pubblico sempre più vasto.
Marvin Gaye. Il sogno spezzato
Carlo Babando
Libro: Libro rilegato
editore: Vololibero
anno edizione: 2016
pagine: 144
Le colpe degli uomini ricadono sui figli e, per qualche assurdo gioco del fato, Marvin Gaye vedeva sciogliere la propria vita nel fumo di una calibro 38, dall'altra parte della quale si trovava la mano di suo padre. Ma prima di quel 1° aprile 1984 c'erano stati i giorni del doo wop a fiorire sotto i lampioni del quartiere, di una favola dai contorni sfocati chiamata Motown e dell'ennesimo ritorno da un universo parallelo in cui era fin troppo facile restare intrappolati.