Libri di Carmela Gaini Rebora
Oggi è la mia festa. Benedetta Bianchi Porro nel ricordo della madre
Carmela Gaini Rebora
Libro: Libro in brossura
editore: EDB
anno edizione: 2019
pagine: 176
Il 23 gennaio 1964, a soli 27 anni, moriva la beata Benedetta Bianchi Porro. Nata a Dovadola, nel forlivese, nel 1936, fu colpita a pochi mesi di vita dalla poliomielite e poi da una malattia rara e incurabile che la rese progressivamente sorda, paralizzata e infine cieca. Con gli altri comunicava attraverso un alfabeto tattile trasmessole attraverso la mano destra. Nonostante le sue infermità, Benedetta seguì un normale corso di studi e si iscrisse alla Facoltà di Medicina, che frequentò fino al 1958, quando sostenne il suo ultimo esame. Personalità ricca e sensibile, maturò un’intensa spiritualità e seppe confortare coloro che intrattennero con lei rapporti diretti ed epistolari. Carmela Gaini Rebora, che conobbe la famiglia Bianchi Porro in anni lontani, traccia un profilo di Benedetta attraverso i racconti della madre e la lettura del diario della giovane. La presentazione è di padre Guglielmo Camera, postulatore della causa che ha portato nel 2019 alla beatificazione di Benedetta.
L'orso e la suora
Timothy Radcliffe
Libro: Libro in brossura
editore: EDB
anno edizione: 2017
pagine: 56
L’immagine di un orso competitivo e invincibile che spicca da un cartellone pubblicitario si intreccia con il delicato ricordo di una suora che canta nel buio davanti a un cero pasquale. Un insolito accostamento che offre lo spunto per una riflessione sul senso della vita religiosa e sulla sua potenziale capacità di suggerire una storia alternativa al mercato e alla sopraffazione dei potenti sui deboli. «Esistono ferite così profonde che soltanto la bellezza può guarire», afferma il domenicano Timothy Radcliffe. «Di fronte a certe sofferenze, la speranza può essere espressa soltanto dall’arte».
Padre Marella. L'orgoglio vinto dalla carità
Carmela Gaini Rebora
Libro: Libro in brossura
editore: EDB
anno edizione: 2011
pagine: 192
La basilica di San Petronio e Piazza Maggiore non furono in grado di contenere la folla confluita ai funerali di don Olinto Marella, morto il 6 settembre 1969. Tutta Bologna - sia quella cattolica, sia quella laica - aveva la netta sensazione di congedarsi da un santo. La carità senza mezze misure era il tratto che per lunghi anni aveva contraddistinto la sua presenza in città e per questo, sostanzialmente, era noto. Solo in pochi sapevano che questo sacerdote proveniente dalla laguna veneta, nativo di Pellestrina, era anche colto e vivace studioso, docente di teologia, insegnante di filosofia, esperto pedagogista, e che per qualche tempo fu sospeso a divinis sospettato di modernismo. I pubblici riconoscimenti che hanno accompagnato in vita l'azione educativa e di carità di don Olinto Marella - autentico "padre" per i moltissimi di cui si prese cura - sono continuati dopo la morte. La nuova edizione della sua biografia è accresciuta da significative testimonianze e dal resoconto delle grazie a lui attribuite: esse accompagnano il cammino di verifica del processo di beatificazione, ormai al termine.
Gli amici di Anna e Andrea. Storie di bambini, animali e altri personaggi
Carmela Gaini Rebora
Libro: Libro in brossura
editore: Golden Press
anno edizione: 2011
pagine: 68
Padre Marella. L'orgoglio vinto dalla carità
Carmela Gaini Rebora
Libro: Libro in brossura
editore: EDB
anno edizione: 1994
pagine: 168
A venticinque anni dalla morte, una biografia su padre Olinto Marella. Professore di filosofia, lasciò ancora giovane l'insegnamento per dedicarsi all'assistenza dei ragazzi abbandonati. Con i fondi raccolti in francescana umiltà, organizzando la rivendita di materiali usati e tendendo il cappello per le vie di Bologna, accolse oltre ottomila giovani di diverse nazionalità e religioni, portò alla laurea chi di loro voleva studiare, creò undici istituti.
Oggi è la mia festa. Benedetta Bianchi Porro nel ricordo della madre
Carmela Gaini Rebora
Libro: Libro in brossura
editore: EDB
anno edizione: 1994
pagine: 144
Il 23 gennaio 1964 a 27 anni moriva Benedetta Bianchi Porro. Nata a Dovadola nel 1936, a pochi anni veniva colpita dalla poliomelite. Successivamente una malattia rara e incurabile la rese sorda, completamente paralizzata e infine cieca. Comunicava con gli altri attraverso un alfabeto tattile. Seguì comunque un regolare corso di studi e si iscrisse alla facoltà di medicina che frequentò fino al 1958 quando sostenne il suo ultimo esame. Benedetta visse la malattia come occasione di configurazione al Cristo sofferente, seppe confortare quanti intrattennero con lei rapporti diretti o epistolari. L'autrice, amica della famiglia Porro, traccia nel volume un profilo di Benedetta ascoltando i racconti della madre e leggendo il diario della giovane.

