Libri di Deborah Rodriguez
The Zanzibar wife
Deborah Rodriguez
Libro
editore: LITTLE, BROWN & COMPANY
anno edizione: 2018
pagine: 336
Essere amiche a Kabul
Deborah Rodriguez
Libro: Copertina morbida
editore: Piemme
anno edizione: 2012
pagine: 339
A volte, è dai più grandi insuccessi che nascono imprese straordinarie. Lo sa bene Sunny, che ha lasciato gli Stati Uniti, dove si sentiva una fallita, per ritrovare se stessa in Afghanistan. Adesso, il caffè che gestisce a Kabul ha il sapore di casa per chi è lontano dalla propria famiglia: perché ha scelto una missione altruista o pericolosa, o perché è dovuto fuggire da un destino tragico. E così, nel caffè s'intrecciano le storie più disparate: quelle di donne occidentali finite laggiù per lavoro o, come Sunny, in cerca di una nuova vita, e quelle di donne afgane che invece non possono decidere da sole né dove né in che modo vivere. Come la giovane Yasmina, cui Sunny ha offerto un tetto e un mestiere dopo averla raccolta dalla strada, e che rischia un'accusa di prostituzione perché, avendo appena perso il marito, non può dimostrare la paternità del figlio che porta in grembo. O Halajan, che a quasi sessant'anni ricorda ancora il sapore della libertà, conosciuta nell'Afghanistan pre-talebani, e si concede piccoli gesti di ribellione privata fumando di nascosto, celando sotto il burqa un cortissimo taglio di capelli e le lettere d'amore che le scrive Rashif, il sarto. Nell'intimità del caffè, donne tanto diverse finiranno per confidarsi e proteggere i rispettivi segreti da un mondo ancora dominato da leggi arcaiche, dove gli attentati si moltiplicano giorno dopo giorno e i talebani stanno riprendendo piede.
La parrucchiera di Kabul
Deborah Rodriguez
Libro: Libro in brossura
editore: Piemme
anno edizione: 2009
pagine: 280
Da lontano sembrano fiori nella polvere, sprazzi di azzurro nel grigio delle strade di Kabul. Fiori calpestati, ma non spezzati, che sotto il burqa celano storie di sofferenza e coraggio. Come quella di Baseera, promessa sposa a dodici anni a un uomo più vecchio di lei e costretta a partorire sul nudo cemento di un ospedale privo di personale medico. O quella della quindicenne incarcerata perché fuggita dal marito che la picchiava e denunciata alla polizia dagli stessi genitori. A raccontare queste storie è Deborah Rodriguez, una volontaria americana che nel 2002 è partita per l'Afghanistan con una piccola ONG. È stata tra le fondatrici della prima scuola per estetiste della capitale afghana: un progetto nato per offrire a tante donne un'opportunità di indipendenza economica, e per ridare una speranza a quelle che, durante il regime talebano, avevano dovuto chiudere i loro saloni di bellezza e sotterrare gli specchi, proibiti al pari degli aquiloni. La sua testimonianza è anche un inno all'amicizia, perché nell'oasi della Kabul Beauty School, libere dal burqa e dal controllo degli uomini, le donne hanno trovato uno spazio tutto per sé, dove sono nate complicità inaspettate, capaci di superare le barriere erette da una cultura repressiva. In un paese in cui la strada verso la pace e la conquista dei diritti civili sembra impraticabile, questa impresa straordinaria lancia un messaggio di speranza.

