Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina

Libri di Ferdinando Zucconi Galli Fonseca

Trattatello su di me. Autobiografia in negativo

Trattatello su di me. Autobiografia in negativo

Ferdinando Zucconi Galli Fonseca

Libro: Libro in brossura

editore: Officine Gutenberg

anno edizione: 2023

pagine: 96

Il vecchio – che sarei io – si alza a fatica, apre la finestra, vede alberi e campi e colline ancora brumosi mentre in una delle ultime albe della sua vita il cielo si va schiarendo, poi lentamente si illumina.
12,00

Il marchigiano errante

Il marchigiano errante

Achille Ribechi

Libro: Libro rilegato

editore: Ephemeria

anno edizione: 2020

pagine: 152

Il volume che raccogli alcuni saggi dell’autore è stato curato da due personaggi illustri molto amici di Ribechi, anch'essi di orine marchigiana, il giornalista Alberto Sensini, (già Direttore del TG2 e del quotidiano la Nazione di Firenze) e Ferdinando Zucconi Galli Fonseca (già primo Presidente della Corte suprema di Cassazione).
24,00

Diario con variazioni. Ricordi di un giudice e utente di giustizia

Diario con variazioni. Ricordi di un giudice e utente di giustizia

Ferdinando Zucconi Galli Fonseca

Libro: Libro in brossura

editore: Archinto

anno edizione: 2018

pagine: 216

«Fra pochi giorni dovrò affrontare la carica di procuratore generale. Ma stamattina, a un’enorme distanza, nel mondo del bosco dopo la pioggia, fra i suoi odori, mormorii e trasalimenti, estirpo rovi e libero tronchi dai viluppi delle vitalbe.» La responsabilità di alto magistrato (è stato Primo presidente della Corte di cassazione) non esaurisce vita e pensieri di Ferdinando Zucconi. La sua memoria è segnata dagli alberi e dalla natura quanto dalle responsabilità sociali e dai rapporti umani. È devota a una casa di campagna quanto al suo dovere di amministratore di giustizia. Ne sortisce un diario irrequieto e vario, irriducibile alla consueta disciplina della memorialistica o dell’autobiografia, il cui bilancio è ancora pienamente aperto: non chiude i conti con la vita, con gli esseri umani, con gli affetti, con le delusioni e con le dispute. «Da molto vecchi, increduli di esserci ancora, si guarda intorno con occhi nuovi, bambineschi, dubbiosi. Si guarda e ci si meraviglia. Ci si stupisce di cose guardate mille volte con indifferenza.» La vivacità di questo libro è tutt’altro che senile. È in una scrittura accurata, riflessiva, eppure mai sentenziosa. Come se scrivere non servisse a dare delle risposte, ma a ridefinire continuamente le domande che contano. Scrivere di se stessi non per celebrarsi, ma per interrogarsi. Nella sua affettuosa prefazione un altro illustre vecchio, Andrea Camilleri, loda, dell’autore, l’ironia, che «percorre tutto il libro come un fiume carsico, la avverti scorrere sotterranea ma a un tratto esplode in superficie». L’ironia come antidoto alle lusinghe del potere? Zucconi è stato un uomo di potere, ma leggendo questo diario si intende che non ne ha approfittato. Le domande più profonde – specie nell’ultima parte, dedicata al presente e alle riflessioni sulla vecchiaia e sulla morte – rimangono intere, non consumate. Non sono un peso, semmai una compagnia: anche per il lettore.
18,00

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.