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Libri di Francesco Guercio

Gatti e zecche. Agamben e Derrida sull’animale

Gatti e zecche. Agamben e Derrida sull’animale

Kevin Attell

Libro: Libro in brossura

editore: Novalogos

anno edizione: 2023

pagine: 132

Il confronto fra Giorgio Agamben e Jacques Derrida sull’“animale” ha influenzato il vocabolario filosofico degli ultimi venti anni, aprendo ambiti di ricerca nuovi nella teoria e nella prassi. Sullo sfondo dell’intera opera dei due pensatori, L’aperto. L’uomo e l’animale di Agamben e L’animale che dunque sono di Derrida appaiono tutt’altro che casi episodici. Al contrario mettono in risalto i tratti più caratteristici del loro pensiero, esemplificati da due figure molto emblematiche: la zecca (capace, per Agamben, di restare per anni in uno stato di pura potenza) e la gatta (il cui sguardo, per Derrida, fa vacillare tutta la presunzione del soggetto umano). Biopolitica e zoopolitica in che rapporto stanno con la questione animale? Gatti e zecche di Kevin Attell risponde a questa e ad altre domande assumendo una prospettiva agambeniana capace di chiarirne alcuni aspetti problematici e di rispondere ai tanti interventi di stampo derridiano che negli anni hanno costellato l’acceso dibattito sull’animalità.
12,00

Le origini

Le origini

Reiner Schürmann

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni Efesto

anno edizione: 2020

«Nato troppo tardi per conoscere la guerra, troppo presto per dimenticarla». Così, nella prima pagina di "Les origines" – unico récit “autobiografico” dell'autore, nato ad Amsterdam nel 1941 da famiglia tedesca – Reiner Schürmann ricapitola l'ineluttabilità della distretta epocale tra appartenenza ed espropriazione in cui si trova, ab origine, l'“io” che nel suo libro si racconta. È narrata qui in uno stile elegante e mai lezioso – sempre spietatamente lucido nello smuovere quel rimosso che è, per la coscienza occidentale, lo scandalo della Germania nazista – l'erranza pellegrinale di una singolarità che si fa punto d'incidenza, e di dissidio istoriale, tra ricordo personale e memoria collettiva della catastrofe. Resoconto in forma di fuga, di una (im)possibile “fuga” del sé da sé, Le origini aprono la superficie d'iscrizione di quell'itineranza geografica – tra Europa, Israele e Stati Uniti – attraverso cui Schürmann tenta di fare i conti con la colpa e l'orrore di un passato dei padri, e della patria, che non cessano di ritornare. Un passato principiale, mai del tutto passato, che in quanto arché – in quanto origine cominciante e comandante – lo ossessionerà per tutta la vita.
20,00

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