Libri di Francesco Marescalco
La concezione di verità in Michel Foucault
Francesco Marescalco
Libro: Libro in brossura
editore: Aracne
anno edizione: 2020
pagine: 236
Il senso complessivo del lavoro intende proporre la filosofia come un "discorso della modernità e sulla modernità". Attraverso le originarie matrici kantiane, è possibile tracciare due percorsi paralleli caratterizzanti la concezione che Foucault ebbe della verità: da una parte, l'analitica della verità, desumibile dall'impianto complessivo delle tre critiche (e, segnatamente, della Critica della capacità di giudizio); dall'altra, l'ontologia del presente, ricostruibile attraverso i due testi (del 1784 e del 1798), intitolati, rispettivamente, "Che cos'è l'Illuminismo" e "Il conflitto delle facoltà". La "Parresia" pone dunque una questione cruciale nella storia del pensiero: può seriamente ritenersi che la verità pre-esista alla sua manifestazione? La verità, in tale specifica accezione, è intesa come terapia per evitare il deterioramento dell'anima provocato dall'opinione della moltitudine.
Il diritto di avere diritti. Storia, natura e giudizio nel pensiero politico di Hannah Arendt
Francesco Marescalco
Libro: Libro in brossura
editore: Aracne
anno edizione: 2020
pagine: 88
Attraverso il laboratorio del processo - considerato come naturale luogo di emersione dei diritti umani - si è tentata una complessa ricostruzione del confine mobile esistente tra "legalità" e "legittimità". La lezione che si trae dall'insegnamento di Hannah Arendt è che i movimenti totalitari «trovano un terreno fertile per il loro sviluppo dovunque ci sono delle masse che per una ragione o per l'altra si sentono spinte all'organizzazione politica, pur non essendo unite da un interesse comune e mancando di una specifica coscienza classista». L'innaturale conformismo di una società di massa costituisce, infatti, la causa principale della distruzione del mondo comune «che è di solito preceduta dalla distruzione della molteplicità prospettica in cui esso si presenta alla pluralità umana». In tale ottica, "il diritto di avere i diritti" deve costituire un predicato imprescindibile per l'uomo, affinché questi possa essere effettivamente considerato tale e non semplicemente "individuo".

