Libri di Francesco Tripaldi
L'individuo superfluo
Francesco Tripaldi
Libro: Libro in brossura
editore: LietoColle
anno edizione: 2022
pagine: 113
"L'individuo superfluo" si pone, da un lato, come un monito all’auto-coscienza di quella che l’autore definisce “E-poca”; dall’altro, come innesco di un processo di (auspicabile) riappropriazione della stessa. Quest’E-poca è, infatti, contraddistinta dalla predominante componente elettronica, ma è compito dell’individuo controllarne l’evoluzione nell’ottica di una nuova dimensione E-tica ed E-pica per non rischiare di venirne estromesso. Prefazione di Vincenzo Costantino Cinaski.
Il machine learning e la notte stellata
Francesco Tripaldi
Libro: Libro in brossura
editore: LietoColle
anno edizione: 2019
"Tripaldi è un giocoliere che lancia sulla carta e vi fa volteggiare sopra, uno dopo l'altro, anzi uno insieme all'altro, emozioni, immagini, geografie e registri linguistici attinti da dimensioni parallele e contesti spaiati. Il suo è un surrealismo con i piedi ben ancorati al cloud e che non a caso si nutre al contempo di macchine e cieli stellati. Nell'arco di uno stesso componimento si sorride, ci si stupisce, si riflette, ci si commuove, ci si compiace della familiarità con le situazioni portate in scena, ci si sente davvero figli del proprio tempo. La tecnologia, la televisione e i social la fanno da padroni, nella raccolta come nella vita di noi tutti. La poesia è un'interlocutrice seria ma non seriosa, una che sa stare allo scherzo, una che sa ascoltare. C'è tanta quotidianità mai banale, tanta attualità umana, una punta di sano sarcasmo, un pizzico di solidarietà, quel tanto di ironia e, soprattutto, autoironia che non guastano".
Preghiere cibernetiche e animali guida
Francesco Tripaldi
Libro
editore: LietoColle
anno edizione: 2026
pagine: 72
La nuova silloge poetica di Francesco Tripaldi rilegge e rovescia i registri dell’implorazione e della supplica: assume i modi della prece cattolica per costruire un personalissimo Libro d’Ore contemporaneo, fatto di “preghiere digitali”, invocazioni e immagini che interrogano il nostro rapporto con la tecnica e con ciò che, nella quotidianità, essa invade e modifica. Il volume nasce in dialogo costante con le fotografie di Giulietta Luise, che sostituiscono la miniatura medievale con uno sguardo ispirato e autonomo: parola e immagine non si limitano a illustrarsi a vicenda, ma aprono uno spazio ulteriore di senso, evitando ogni funzione didascalica e suggerendo invece un ampliamento dello sguardo e della riflessione sul dire e sull’evocare. Con una scrittura insieme trasgressiva e rigorosa nella costruzione del libro, Tripaldi e Luise mettono in scena una relazione circolare tra poesia e fotografia, in cui l’energia corrosiva della parola trova un contrappunto di ordine e geometria nell’immagine, fino a comporre una traccia compatta e compiuta (dalla prefazione di Augusto Pivanti).

