Libri di Gilda Giancipoli
Villa Boccaglione. Identità, storia e restauri del complesso monumentale
Valeriana Mazzasette, Maria Brucato, Gilda Giancipoli
Libro: Copertina morbida
editore: Morlacchi
anno edizione: 2021
pagine: 240
Il secondo numero della collana Riflessioni. Studi della Soprintendenza ABAP dell'Umbria sulla Tutela del Patrimonio Culturale vuole fare il punto alla data odierna sulle vicende di nascita, sviluppo, decadenza e restauro della Villa Boccaglione a Passaggio di Bettona (PG), con particolare riguardo allo studio architettonico, come passaggio preliminare ineludibile degli interventi di restauro. Questo Bene Culturale di proprietà dello Stato dal 1991, la cui tutela è assegnata alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'Umbria, ha visto una lunga vicenda di abbandono e depauperazione durante il secolo scorso, arrestatasi solamente all'alba del XXI secolo con l'inizio dei consolidamenti strutturali del complesso e dei restauri architettonici, e in parte pittorici, degli interni. La conoscenza diretta della Villa Boccaglione e gli approfondimenti tematici della stessa confermano che l'edificio è molto probabilmente frutto di un progetto organico, ideato con piena fedeltà al gusto neoclassico, anche se ancora contaminato da reminiscenze e suggestioni del tardo periodo barocco.
OMU 50-65. Colonia, la casa e il manifesto
Gilda Giancipoli
Libro: Libro in brossura
editore: Morlacchi
anno edizione: 2020
pagine: 384
Questo libro costituisce la ristesura della Tesi di Dottorato di Ricerca discussa dall’autrice nel 2015 e che ha ottenuto la Menzione d’Onore alla X Edizione del Premio Bruno Zevi. Il lavoro indaga il primo periodo di attività di Oswald Mathias Ungers negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, in un intreccio di casi e sperimentazioni, di approfondimento teorico e accrescimento intellettuale. All’interno di questa fitta trama di avvenimenti, opere e contributi, sono evidenziate le due opere cardine: la Haus Ungers in Belvederestraße n. 60 a Köln-Müngersdorf, e il manifesto ideologico Zu einer neuen Architektur. La prima spicca nel contesto delle opere realizzate nella Colonia del Dopoguerra per la densa complessità formale, frutto di molteplici azioni compositive e forme primarie. L’attenzione della critica non tarda a porre gli occhi su questo piccolo edificio e, in generale, sull’opera del giovane Ungers, innescando il fervido dibattito, che porterà alla redazione del manifesto, scritto con la collaborazione del collega e amico Reinhard Gieselmann.

