Libri di Giuliano Serioli
Chelys mons. Gli ultimi uomini liberi
Giuliano Serioli
Libro: Libro in brossura
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2018
pagine: 464
Mille anni fa, gli ultimi uomini liberi, i Longobardi dell'Appennino. Attorno a loro, da ogni parte, solo servi della gleba nelle terre dei signori. Chelys mons: il monte Caio in latino. I romani dal passo del Ticchiano dovevano essere rimasti impressionati dalla somiglianza del monte con la testuggine, Chelys in latino. In dialetto è ancora Caj o Chej. Milcar: Non portava sandali da pellegrino, eppure lo era. Robusti calzari da Hermann dell'esercito imperiale gli fasciavano i polpacci. Si era tenuto solo quelli, tutto il resto l'aveva sepolto sotto terra. Ormai era solo un maledetto disertore. Ulderico vent'anni. Di nobile famiglia di Lucca. Studente di legge, ma portato per il mestiere delle armi. Severo, orgoglioso, insofferente delle smancerie che nobili e chierici ostentavano per distinguersi dalla gente comune. Tellino: mercante senese in viaggio verso le fiere delle Fiandre. Gli piaceva straparlare, affascinare, trascinare all'entusiasmo chiunque capitasse, fossero anche solo i servitori che lo accompagnavano. Marius: Amava quella montagna in cui si era isolato. Quando la congregazione cluniacense, in terra di Francia, era diventata troppo potente, aveva capito che non era più casa sua. Dopo mille peregrinazioni era capitato in quel prato di san Matteo, sotto la cima del Caj e lì si era fermato. Brunilde: ammirata da tutti per la sua bellezza. Una donna alta e flessuosa, gli occhi verdi e i capelli corvini. Da tutti considerata quasi come una dea per il portamento altero e sprezzante.
La linea del bosco
Giuliano Serioli
Libro: Libro in brossura
editore: Nine9art
anno edizione: 2012
pagine: 412
Ovunque sulle montagne
Giuliano Serioli
Libro
editore: Nine9art
anno edizione: 2009
Via dalla pazza folla. Via dalla città per andare a vivere in montagna. Sulle montagne abbandonate da tutti e popolate solo da vecchi. Una scommessa persa in partenza in quel mondo desolato, senza occasioni di lavoro e privo di qualsiasi opportunità? Balle! Un'avventura, piuttosto. In mezzo ad un verde incontaminato. Dall'incontro coi vecchi montanari e i loro misteri a nuovi, insperati amori. Dal brivido per le luci silenti nel cielo attorno ai laghi, al ronzio in testa dei numeri vincenti al casinò di Saint-Vincent. Fino al castellaro degli antichi liguri e al pericoloso manufatto sepolto nelle sue fondamenta, capace di far sparire le persone. E i sogni, sogni incredibilmente strani, quasi venissero dal di fuori, dall'ambito stesso misterioso della montagna a suggerire qualcosa... Ricordate il film di Peter Weir "Picnic ad Hanging Rock"? Ricordate la misteriosa ed inspiegabile sparizione delle ragazze da cui prende le mosse il film? Una sparizione altrettanto misteriosa ed inquietante è anche nel romanzo, come a sottolineare il sorprendente percorso d'avventura che ne segna tutta la trama, lasciandolo così come sospeso. Come del resto è la nostra stessa vita.
Lepre pazza
Giuliano Serioli
Libro
editore: Officinema
anno edizione: 2008
pagine: 479
«Un qualsiasi libro sul '68 non poteva prescindere dalla politica. Era il suo elemento naturale. Tuttavia, un romanzo poteva passarci in mezzo, attraversarla toccando qua e là l'essenziale per servirsene a delinearne una trama. Poteva assumerla addirittura come il luogo stesso dell'azione e attraverso di essa farsi romanzo d'avventura. L'idea stessa d'avventura, poi, avrebbe aperto l'immaginario ad ogni possibile esperienza annessa alla politica, ma ben al di là dei suoi angusti confini razionali. Avrebbe dischiuso la porta dei sentimenti, portando a giorno anche i più riposti. D'altra parte cos'è che fa nascere l'esigenza di una palingenesi sociale e di una utopia politica? I sentimenti, non altro! Una volta che il cuore comincia a battere per le ingiustizie, lo fa anche per la libertà negata, per l'amicizia e la fraternità soffocate dall'egoismo e dall'ipocrisia e, infine, batte ancor più forte per l'amore ritrovato o finalmente trovato, per quella follia completa di sè che è l'innamoramento, che una società edonistica e ultracompetitiva sembra aver del tutto dimenticato. Questo il procedimento seguito in "Lepre pazza" e questo ne è anche l'obiettivo. Come dai sentimenti più elementari elusi e derisi nasca la passione civile e come da questa, poi, gli stessi sentimenti promanino prendendo il largo, travolgendo ogni barriera dettata dalla paura, dall'egocentrismo, dall'ipocrisia.» Giuliano Serioli.

