Libri di Irene Giacché
Spezia. Calendario della città d'un tempo 2026
Irene Giacché
Prodotto: Calendario
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 28
Il celebre Teatro Politeama "Duca di Genova", con la sua storia, è il protagonista principale del calendario di Spezia "la città d’un tempo", edizione 2026, appuntamento annuale delle Edizioni Giacché, proposto nella consueta veste d'antàn in edizione di pregio, con grandi foto d'epoca dalle collezioni di Giuseppe Cappellini, Sergio Del Guerra, eredi Devoto, Euro Costa, archivio Cattedrale di Cristo Re, stampato in grande formato (aperto 30 x 60 verticale) che include le fasi lunari ed offre ampio spazio per appunti. In copertina campeggia una rara immagine del teatro, poco prima della demolizione, e già affiancato al Palazzo delle Poste. L’inserto contenuto all’interno contiene foto inedite del grande teatro inaugurato nel 1880, edificato principalmente per l’esecuzione delle opere liriche. Fu un progetto «grandioso» sottoposto, come usava un tempo, al rispetto di rigorosi standard estetici che ne garantivano l'inserimento in maniera armoniosa nel tessuto urbano esistente e che doveva «dar degno riscontro al costruendo Palazzo d’ingresso dell’Arsenale» con cui il Politeama era in asse e che in qualche modo fronteggiava. L’imponente Politeama contava ben «42 palchi in tre ordini, 2 gallerie, locali per l’Istituto Musicale e sala per caffè». Ma il calendario ci regala altre belle immagini con accurate descrizioni della città d'un tempo, come la bella vista di Piazza Garibaldi attraversata da uno dei primi tram di passaggio, con i suoi bei palazzi in un'immagine d'epoca inedita commentata per l'occasione da Gino Ragnetti che ne ripercorre brevemente la storia. Lo stesso autore, commentando più avanti l'immagine del complesso di San Francesco il Grande, ci racconta la leggenda di un tesoro custodito nell'antico convento, nascosto e mai più ritrovato. Il calendario raccoglie altre immagini di edifici di grande interesse e bellezza come il Palazzo Oriana di Via Roma, una delle opere più significative di Bacigalupi, tra coloro che maggiormente contribuirono a dare un nuovo ed elegante volto alla città di primo Novecento. Lo stile e la storia del palazzo sono descritti da Diego Savani che illustra anche la splendida immagine della sala da tè dello scomparso bar e pasticceria Bazell-Crastan con la «boiserie in palissandro del Brasile, soffitti decorati in oro zecchino e interventi di marmo nero del Belgio. I pavimenti vennero affidati alla ditta Boletto che riprodusse speciali tappeti floreali». Non potevano mancare i luoghi simbolo della vecchia Spezia come Piazza Brin, il Sacro Cuore, la Piazza del Mercato con le sue tettoie Liberty, o come la bella immagine della passeggiata Morin animata presso il pontile dei vaporetti, con il battello della Società Esperia in arrivo, una delle numerose società e cooperative che si contendevano il primato sulle acque del Golfo. Così a dicembre possiamo oggi solo sognare i vecchi stabilimenti balneari di un tempo che sorgevano sulla costa, come l’«Helios», all'epoca davvero ampio e moderno.
Spezia. Calendario della città d'un tempo. 2025
Irene Giacché
Prodotto: Calendario
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 2024
pagine: 28
Gli stabilimenti balneari d'un tempo sono i protagonisti del calendario, proposto nella consueta veste d'antàn, con foto d'epoca, in grande formato (aperto 30 x 60 verticale), le fasi lunari e ampio spazio per appunti. La copertina e l'inserto all'interno del calendario ci riportano al tempo in cui Spezia era rinomata per il suo mare. Da metà Ottocento infatti la città divenne meta apprezzata dei viaggiatori dell'epoca; aprirono nuovi alberghi, molti dei quali avevano un proprio stabilimento balneare. Tra fine Otto e primi Novecento numerosi stabilimenti sorgono sulla costa e si affiancano alle spiagge libere (e ai cantieri) già esistenti, a partire dal più antico "Selene", di cui riproduciamo un rarissimo "carnet di abbonamento" (1878). In tema di alberghi, l'elegante "Grand Hotel Spezia" della foto di novembre, era composto da tre palazzine e venne costruito nel 1875 da Agostino Chiappeti, già costruttore, assieme al padre, del Teatro Politeama. A giugno troviamo le mura del Castello com'erano prima dell'apertura della porta su via XXVII Marzo, con didascalia a cura dell'architetto Roberto Venturini che ne descrive funzioni ed elementi architettonici. Affascinanti sono i palazzi con le facciate decorate pubblicate, da quella in via Genova con un'elegante facciata dipinta a finto bugnato, alla facciata del palazzo di Corso Cavour di fine Ottocento, ricca di decorazioni a grottesche e raffiguranti figure femminili e putti tra le finestre. Nella città d'un tempo, oggi scomparsa, c'è anche una piazza Beverini appena rifatta; siamo nel 1911, la piazza è ariosa e circondata da grandi edifici, in primo piano, un gruppo di allegri bimbetti. Altri bimbi giocano in Viale Mazzini, con l'inconsueto fondale del Colle dei Cappuccini, in una Spezia di transizione come è quella della foto di febbraio in cui si intravede, alla Stazione, la struttura ottocentesca semicircolare per il ricovero dei vagoni, poi demolita. A ottobre siamo a Marola nel 1884 dove, tra i resti di San Gerolamo e il mare, c'è ancora la spiaggia. Il paese, scrive Gino Ragnetti, era un borgo fortificato, una specie di roccaforte con un'unica strada d'ingresso, mentre tutti gli altri accessi erano scalinate, come i "rompicollo". E non poteva mancare la "nuova" Spezia con una via XX Settembre in costruzione; in primo piano Palazzo Cozzani. E sulla via delle trasformazioni, come non ricordare l'inaugurazione della tramvia elettrica? Siamo nel 1902 e l'immagine ritrae l'evento che attirò la curiosità degli spezzini, assiepati in Via Chiodo. Le vetture, le "Helios Duplex" gialle, chiuse d'inverno e aperte d'estate, partono precedute da uno scampanellio di avviso. Ma altre "rivoluzioni" sono annunciate nella foto del mese di settembre con un incredibile incidente auto-moto in un Viale Amendola anni '60 quasi privo di traffico, su un pregiato pavé, oggi non più in sede, e sotto ai bei platani frondosi. Un evento che attira, come vediamo, un gran numero di curiosi.
Spezia. Calendario della città d'un tempo. 2024
Irene Giacché
Prodotto: Calendario
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 2023
pagine: 28
L'appuntamento annuale delle Edizioni Giacché con il calendario di Spezia della «Città di un tempo» per il 2024 nella consueta veste d'antàn con grandi foto d'epoca incorniciate da fili giallo-oro, propone in copertina il primo Teatro Civico, in una splendida foto del 1871. Anche le pagine interne di approfondimento trattano la storia del teatro in stile neoclassico, opera dell'architetto Ippolito Cremona, del 1846. Per la "solenne apertura del Nuovo Teatro" si tenne dal 14 al 30 agosto un fitto programma di divertimenti; dall'immancabile Ballo, all'illuminazione "a piccoli globi del boschetto annesso al pubblico giardino", dalle luminarie in città e ai giardini, alle "cucagne di mare e di terra". Poi regate, voli del pallone aerostatico, gioco dell'oca, musica nel boschetto e corsa nei sacchi, "con le attrazioni che la città può offrire ai Signori Forestieri", i rinomati stabilimenti balneari e "le amenità di un Golfo, nel cui seno natura si compiacque di spandere e depositare i più dilettevoli incanti". E sempre ai bagni, in particolare al "trenino", è dedicato ottobre, con le sue fermate a Porta Rocca, al Canaletto, a Fossamastra con gli stabilimenti in stile Belle Époque dell'Iride e del Nettuno E ancora mare e costa a novembre tra Cadimare e Marola, con Gino Ragnetti che commenta una bella foto inedita dei borghi della costa ovest visti dal mare e racconta quello che c'era e oggi non c'è più, dai ruderi della torre seicentesca, alla punta di San Gerolamo, fino al miracolo della "polla" di Cadimare. Nelle immagini dei mesi si va poi da un viale Mazzini di fine Ottocento, quando non c'erano le palme, al palazzo del Governo appena terminato, di cui Diego Savani ci svela in anteprima notizie sugli arredi interni e le maestranze che li hanno costruiti, anticipando alcune notizie dal suo libro di prossima uscita. Nella bella immagine inedita di gennaio, siamo nell'ex Viale Margherita di primo Novecento, tra la Caserma di Fanteria e il Palazzo Maggiani, l'edificio Art Nouveau più rappresentativo della città, con la ricchezza dei suoi elementi scultorei (Valeria Scandellari). Altra immagine storica della vecchia Spezia è "la mescita della mes-ciüa ai quattro canti. Nella foto un "punto di ristoro" a base di mes-ciüa, con la venditrice del piatto spezzino per antonomasia, immortalata dal fotografo assieme a un distinto cliente col piatto in mano e a un vivace gruppo di bambinetti e operai sorridenti. Un'altra bella foto di primo Novecento ci porta a maggio in una via Chiodo fiorente di attività, con insegne dipinte a mano, lampade in stile, e belle vetrine rivestite con raffinate boiserie che caratterizzano l'arredo dell'elegante città del tempo. Bellissima l'immagine di dicembre di una Migliarina di primo Novecento, ormai scomparsa, con i bimbi che giocano in strada, in cui vediamo ancora un lampione a gas e la chiesa antica, sacrificata nel 1933. A giugno una nutrita schiera di scolaretti impara ad attraversare la strada in piazza Chiodo, sotto la guida di maestri e vigili urbani e, a marzo, un'immagine molto nitida ritrae l'incrocio Viale Garibaldi / Corso Cavour agli inizi del traffico veicolare: in primo piano un vigile "smista" l'incredibile traffico tra un autobus e un'automobile! Nel viale e nei controviali lindi e liberi da "ingombri", pavimentati con la rinomata pietra arenaria di Biassa, si ammira il "tunnel" formato dalle chiome dei platani già grandi e di notevoli dimensioni, opportunamente potate dal nutrito staff di giardinieri comunali che operava all'epoca in città. Questa, come la foto di febbraio, ci rimanda a epoche in cui ben pochi erano i mezzi circolanti e una pompa di benzina Agip del 1936 fa ancora bella mostra di sé in Corso Cavour nel dopoguerra.
Spezia. Calendario della città d'un tempo. 2023
Irene Giacché
Prodotto: Calendario
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 2022
pagine: 28
Anche per il 2023 le Edizioni Giacché propongono al pubblico il calendario di Spezia "della città di un tempo" con la consueta veste d'antàn, belle foto d'epoca tra cui alcune rarità, incorniciate da fili giallo-oro e stampate su fondo avoriato. In copertina troviamo la foto inedita della prima Campionaria, del 1925, al cui ingresso troneggiava una riproduzione tridimensionale della torre dello stemma spezzino. Iniziamo con le mura di cinta e il Parco della Rimembranza e Porta Genova. La didascalia ci rammenta la storia del Parco in cui ogni pianta simboleggia un Caduto spezzino nella grande guerra. A febbraio siamo in via Paleocapa attorno al 1910, con il traffico veicolare costituito da carretti con un tram che va alla Stazione. E che dire della piazza Felice Cavallotti con il suo bel monumento in marmo di Carrara, davanti all'Antico Caffè Terrile? Ad aprile troviamo una delle immagini simbolo della vecchia Spezia: la piazza del mercato con le sue bellissime tettoie Liberty e i "bancheti" dei contadini all'aperto. Maggio ci sorprende con la drogheria "Stoppani Peer" in Piazza del Mercato in una pagina che ripercorre la storia, a Spezia da metà Ottocento, delle famiglie svizzere e delle loro drogherie, pasticcerie e liquorerie. Un'mmagine molto suggestiva di Rodolfo Zancolli ci mostra la costruzione del nuovo palazzo civico contemporanea alla demolizione del vecchio edificio storico che inglobava l'antica loggia medievale comunale, rinvenuta durante i lavori di demolizione. Si dà conto delle polemiche che il nuovo palazzo Liberty, costruito in cemento, suscitò in città. Luglio ci trova in Piazza Mentana, con una bella foto inedita di primo Novecento in una città dai locali e negozi eleganti, dalle vetrine e le boiserie in legno e le lampade in stile; le strade pulite e ordinate col bel lastricato in arenaria di Biassa. Un'altra foto inedita documenta una delle "inondazioni" a cui era soggetta la città dopo le variazioni urbanistiche relative all'allargamento Ottocentesco; qui siamo in Via Chiodo, sotto il portico del Palazzo Doria, l'8 giugno 1903. A settembre la Passeggiata Morin ci appare com'era nel 1915, con le palme piccole appena piantate e gli spezzini che si godono il sole invernale. Novembre ci porta a Marola, nella zona di San Vito descritta da Gino Ragnetti, così come appariva dopo l'inaugurazione dell'Arsenale, con la nuova chiesa edificata in compensazione di quella medievale atterrata nel 1863, per far posto allo stabilimento militare. La pagina dopo ci racconta la storia della centrale termica della Pianta, progettata dell'architetto Oliva in un elegante stile Déco, ed edificata dalla SIEL - Società Idroelettrica Ligure che, grazie all'energia idroelettrica, consentì di elettrificare il circondario. Questa disponibilità di energia a prezzi contenuti, che è il presupposto essenziale dello sviluppo economico, consentì allora lo sviluppo industriale della Spezia, non più condizionato dall'antieconomico impiego del carbone. Il calendario si chiude con una sorpresa: le stampe d'epoca e la descrizione della grandiosa Esposizione del 1887 descritta da Pier Gino Scardigli, che aveva all'ingresso, in via della Cernaia, un grandioso arco elegante in 'stile arabo' progettato da Agostino Fossati. Molte le attrazioni come la 'grande fontana con zampillo d'acqua alto 18 metri'. Questa e le molte altre curiosità descritte, assieme a un intensissimo programma di manifestazioni, attirarono visitatori e celebrità da tutta Italia, come Giosuè Carducci e Giovanni Pascoli, e decretarono il grande successo dell'Expo che si voleva che «per dimensioni e richiamo, adeguatamente testimoniasse il progresso economico e civile del Circondario».
Spezia. Calendario della città d'un tempo. 2022
Irene Giacché
Prodotto: Calendario
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 28
Calendario con foto d'epoca di alcune tra le più belle immagini della Spezia tra fine '800 e primi '900, con commento. Le foto storiche di luoghi e eventi simbolo come l'inaugurazione del monumento a Garibaldi, il Teatro Rossi, la Chiesa di Santa Maria con l'antico campanile e la facciata cinquecentesca, la banchina con le pirobarche, la vecchia Stazione del 1887, il Palco della Musica, Largo Marcantone a Migliarina, ecc. In bella veste anticata, con foto grandi, stampate su fondo avorio e riquadri giallo-oro. Con le festività italiane, ampio spazio per note e appunti e le fasi lunari.
La Spezia carta turistica 1:3.000. Guida storico-artistica del centro città
Diego Savani, Irene Giacché
Libro
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 2015
Carta turistica dettagliata del centro storico della Spezia, in scala 1:3000. Contiene foto e descrizioni di ottanta tra monumenti, palazzi, musei, piazze e luoghi simbolo della città, assolutamente da non perdere. Una carta che è un’agile compagna di viaggio, una guida che ci accompagna attraverso secoli di storia urbana e architettonica tra antichi portali, giardini, palazzi liberty, déco e razionalisti della città della Spezia.
La Spezia Tourist Map 1:3.000. Central points of historic and artistic interest
Diego Savani, Irene Giacché
Libro
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 2015
Carta turistica in inglese, dettagliata del centro storico della Spezia, in scala 1:3000. Contiene foto e descrizioni di ottanta tra monumenti, palazzi, musei, piazze e luoghi simbolo della città, assolutamente da non perdere. Una carta che è un’agile compagna di viaggio, una guida che ci accompagna attraverso secoli di storia urbana e architettonica tra antichi portali, giardini, palazzi liberty, déco e razionalisti della città della Spezia.
La Spezia Carte touristique 1:30.000. Guide historique et artistique du centre ville
Diego Savani, Irene Giacché
Libro
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 2015
Carta turistica in francese, dettagliata del centro storico della Spezia, in scala 1:3000. Contiene foto e descrizioni di ottanta tra monumenti, palazzi, musei, piazze e luoghi simbolo della città, assolutamente da non perdere. Una carta che è un’agile compagna di viaggio, una guida che ci accompagna attraverso secoli di storia urbana e architettonica tra antichi portali, giardini, palazzi liberty, déco e razionalisti della città della Spezia.
La Spezia Mapa turístico 1:30.000 Guía histórico-artística del centro ciudad
Diego Savani, Irene Giacché
Libro
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 2015
Carta turistica in spagnolo, dettagliata del centro storico della Spezia, in scala 1:3000. Contiene foto e descrizioni di ottanta tra monumenti, palazzi, musei, piazze e luoghi simbolo della città, assolutamente da non perdere. Una carta che è un’agile compagna di viaggio, una guida che ci accompagna attraverso secoli di storia urbana e architettonica tra antichi portali, giardini, palazzi liberty, déco e razionalisti della città della Spezia.
Viaggio romantico a Porto Venere con George Sand nel golfo dei Poeti. Ediz. italiana, inglese e francese
George Sand
Libro: Libro rilegato
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 2002
pagine: 80
I percorsi da La Spezia al Golfo, dalle Isole a Porto Venere, sulle orme della scrittrice francese George Sand che soggiornò nel golfo e qui ambientò la bellissima storia d'amore tra Thérèse e Laurent... Illustrato dalle fotografie suggestive di Davide Marcesini
Pignone, centro viario dell'antichità. Itinerari e percorsi storici dalle Cinque Terre alla val di Vara
Irene Giacché, Laura Ravecca
Libro
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 1997
pagine: 118
Itinerari e percorsi storici dalle incantevoli Cinque Terre alla verde Valle del Vara, alla ricerca delle testimonianze del passato, dall'età del bronzo del Monte Castellaro, sulla strada dei mercanti, ai borghi fortificati di Corvara e Ponzò, dagli antichi portali in arenaria ai preziosi Santuari, alle grotte di Pignone. Incantevoli passeggiate ed escursioni nella suggestiva Valle Chiose, nel verde delle pinete e dei boschi di castagni, o al ponte medievale di Villa. Leggende, storie e tradizioni delle antiche attività contadine ed artigianali. La cucina di Pignone.
Maestri d'arte. Tecnici del restauro d'epoca nei laboratori del golfo
Irene Giacché, Catia Bernardi
Libro
editore: Giacché Edizioni
anno edizione: 1993
pagine: 80
Il libro affascinante ed istruttivo, un vademecum di selezionatissimi maestri del restauro di dipinti, mobili, dorature ed imbarcazioni d'epoca. Gli oggetti antichi hanno sempre avuto un fascino particolare. Ogni angolo smussato, ogni tacca, e persino le gallerie scavate dai tarli, ci parlano del tempo trascorso, scivolato su quel pezzo. Il collezionista vince la sua battaglia con l'inesorabile trascorrere del tempo, scovando e mettendo in fila preziosi oggetti del passato, ma spesso trova sul suo cammino solo rottami prodotti dall'usura e dagli anni. Non si darà pace finchè non avrà riportato l'oggetto antico allo splendore di un tempo, affidandolo al restauratore che lo recupera e ne ricompone le membra con un paziente lavoro di ore, giorni, mesi e a volte anni. Il nostro viaggio tra i restauratori comincia dalla ricerca delle tecniche di restauro; tra laboratori attrezzati, artigiani capaci, progettisti scrupolosi, che con il loro paziente e meticoloso lavoro di recupero ridanno vita alle preziose testimonianze del passato.