Libri di Jordi Puntí
Essere Leo Messi. Esercizi di stile e lezioni calviniane
Jordi Puntí
Libro: Copertina rigida
editore: Baldini + Castoldi
anno edizione: 2020
pagine: 249
Da quando Leo Messi è arrivato al Barcellona, all'età di tredici anni, la sua dimensione calcistica è cresciuta a tal punto da farlo diventare il miglior giocatore di tutti i tempi, il primo ad avere vinto per sei volte il Pallone d'Oro, il massimo riconoscimento per un calciatore. Tutti i bambini e le bambine vogliono essere Messi, la sua maglia è la più venduta e i video dei suoi gol e delle sue azioni sono i più visti su YouTube. Leo Messi ha reso felici spesso gli appassionati del gioco più bello del mondo e gli esercizi di stile qui raccolti sono un tentativo di perfezionare e prolungare questa felicità. Jordi Puntí cattura la bellezza nel gioco, la voglia di vincere, il genio e l'ossessione di un calciatore che è stato paragonato a Mozart e a Picasso, e li trasforma in letteratura. La sua figura è al centro di ognuno di questi racconti: dalle prime reti di quando era bambino a Rosario, in Argentina, fino al modo inimitabile di tirare i calci di punizione, dalla rivalità con Cristiano Ronaldo al rapporto con i compagni del Barcellona, dai record e i premi individuali alla facilità di ripetere alcune prodezze proibite persino ai migliori del passato. Al tempo stesso, Messi è un artista del XXI secolo e insieme incarna i pilastri che Italo Calvino nelle sue "Lezioni americane" aveva fissato come valori fondamentali di questo millennio: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità.
Valigie smarrite
Jordi Puntí
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2012
pagine: 442
Quando Gabriel Delacruz, sessant'anni, scompare senza lasciare spiegazioni, nel suo appartamento di Barcellona viene ritrovato un foglio in cui compaiono quattro nomi: Cristòfol, Christophe, Christopher e Christof. Questi altro non sono che i suoi figli, avuti da donne diverse, in giro per l'Europa, e accomunati dal singolare destino di portare lo stesso nome. I quattro scoprono di essere fratelli solo il giorno in cui la polizia li contatta per informarli della scomparsa del loro padre. Le strade da percorrere per ritrovarlo sono molte e corrispondono alle rotte che Gabriel ha battuto insieme a Bundó, amico di una vita, negli anni trascorsi a lavorare come camionista per una ditta catalana di traslochi. Pur viaggiando attraverso un'Europa in pieno fermento culturale, sociale e politico - dalla Parigi del Sessantotto, alla Germania degli anni Settanta, fino alla Londra degli anni Ottanta e al rientro a Barcellona -, Gabriel è riuscito nella difficile impresa di gestire l'amore e le esigenze di quattro famiglie in altrettanti paesi. Con iniziale smarrimento e stupore, i "Cristofori" scoprono di non conoscere affatto questo padre così originale e dalle molteplici vite. A poco a poco, attraverso i racconti e le testimonianze delle persone con cui entrano in contatto, i fratelli si ritrovano spettatori del film che è stata l'esistenza di Gabriel, un uomo dall'infanzia infelice, assetato di avventure e con il vizio del gioco, ma di grande umanità.

