Libri di M. Ravazzini
I Rom in una metropoli e noi
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2008
pagine: 159
I Rom a Milano, i Rom in una metropoli italiana ed europea: è un in contro-scontro che perdura da molto tempo, ma che sta acquistando oggi note, a volte, particolarmente drammatiche. La politica, con i "pacchetti sicurezza", è un amplificatore del disagio. Dal disagio dell'immigrato, di cui il popolo italiano ha più di un secolo d'esperienza, si è passati al disagio "a causa" degli immigrati, e qui la metropoli rischia di respirare l'aria forzata di una cappa ideologica che ormai attraversa i partiti, le opinioni, le cosiddette forze sociali e che va sotto il tema "sicurezza", dimenticando che l'insicuro è, anzitutto, chi è senza domicilio fisso, senza lavoro, senza aiuti, senza stima, senza volto... dimenticando che l'accattonaggio, lo scippo e altra violenza sono un frutto e non una causa. "I Rom e noi" sono i termini di un rapporto che fotografa perciò il nostro disagio sociale e civile e così si può perdere l'occasione che i Rom contribuiscano al realizzarsi di una società pluralista. Il pluralismo è la tensione inevitabile di una metropoli che non voglia implodere, come testimoniano figure tra loro diversissime, come Mumford o Panikkar, Geddes o l'Abbé Pierre. L'implosione di una metropoli non è il disordine, il misto, il diverso, il cumulo dei problemi, l'incontro-scontro, ma l'ordine totalizzante ed escludente.
Le ha ma la ja. Da un viaggio di parole e immagini tra i rom della Serbia, il tratto di un popolo
Libro: Libro in brossura
editore: Monti
anno edizione: 2005
pagine: 63
Marzia Ravazzini, insieme a Monika Bulaj, entra nella vita dei rom. Ne condivide ogni momento, conscia che i gajè - gli stranieri, nel vocabolario degli zingari - non possono capire quel mondo segregato se non vivendolo dall'interno. La scelta del luogo non è casuale. La Serbia è forse il posto d'Europa dove i rom sono circondati da minor pregiudizio. Ricorda polemicamente - ma con profonda ragione - Emir Kusturica che questa repubblica, nonostante la guerra sciagurata costruita a Belgrado in nome della nazione, resta uno dei Paesi più inter-nazionali dei Balcani, un Paese dove le differenze convivono con meno problemi.

