Libri di Paola Caporossi
Città al centro. Semplificare e spendere bene i soldi pubblici
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2025
pagine: 260
I Comuni hanno un ruolo cruciale nello sviluppo economico e sociale di un Paese, in quanto rappresentano il livello istituzionale pubblico più vicino ai cittadini, quello con cui essi interloquiscono maggiormente anche solo per contiguità territoriale. È lì, dunque, che si gioca la tenuta del rapporto fiduciario tra amministratori e amministrati, basato sempre meno sulle promesse elettorali dei primi e sempre più sulla soddisfazione dei secondi per i servizi ricevuti. Quello su cui, oggi, una comunità giudica il governo locale è la capacità di rispondere ai bisogni del territorio, ed è su questo, pertanto, che gli attori politici dovrebbero cominciare a focalizzarsi già a partire dalla competizione elettorale: più che su programmi ideali futuri, sulla capacità a monte dell’Amministrazione comunale di funzionare concretamente nelle attività ordinarie di erogazione di buoni servizi. Risposte rapide ed efficaci: è quanto si aspettano i cittadini, ed è quanto spesso viene disatteso, con la conseguenza nefasta di erodere pian piano la fiducia dei cittadini verso chi li governa sul territorio. Su talune carenze i Comuni hanno molte e valide giustificazioni, dal pluriennale blocco del turnover ai vincoli sulla spesa ai tagli dei trasferimenti, che ne hanno compromesso la performance. E tuttavia, a parità di condizioni, le città non hanno reagito tutti nello stesso modo: pur nelle difficoltà, alcuni sono riusciti a far funzionare la macchina amministrativa in modo efficace ed efficiente, oltre che a renderne conto ai cittadini in modo trasparente e responsabile. È quanto si rileva dai dati che, in base alle norme vigenti sulla trasparenza, i Comuni devono pubblicare sui rispettivi siti web: è lì che cittadini, imprese, investitori, possono trovare le informazioni e i dati sulla capacità di un’Amministrazione comunale di performare. Non parole, ma numeri. Proprio su quei numeri si basa l’analisi di questo libro, in cui i Comuni capoluogo di provincia vengono valutati in chiave comparata, non per dare pagelle, ma per individuarne i punti di debolezza su cui intervenire miratamente. Nessun Comune funziona meglio, o peggio, degli altri in assoluto: ognuno ha qualcosa da imparare e qualcosa da insegnare, e il libro mostra dove e perché. Costituisce, per questo, uno strumento di diagnosi e di monitoraggio utile anche al decisore pubblico centrale, che voglia adoperarsi con strumenti di supporto concreti a favore dei Comuni, oltre che, in prospettiva, con incentivi finanziari che riconoscano il merito di chi spende bene i soldi pubblici. Il diritto a una buona amministrazione, sancito dalla Costituzione italiana e incluso nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, comincia da qui. Prefazione di Giuseppe Busia.
Regioni, cosa non sappiamo. Serve più autonomia, più coesione o più efficienza?
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2023
pagine: 190
È tornato centrale nel dibattito pubblico il regionalismo differenziato: una questione cruciale per gli esiti che potrà produrre sulla coesione politica, sociale ed economica di un Paese nel quale il dualismo territoriale Nord/Sud non è mai stato superato. La questione merita, per questo, molta cautela: occorre prestare attenzione, da un lato, a non demonizzare quel diritto alle diversità che il riconoscimento costituzionale delle autonomie comporta e, dall’altro, a non sottovalutare i rischi di disgregazione sociale che un percorso non governato verso l’autonomia differenziata potrebbe implicare. Prima di avviare quel percorso, pertanto, sarebbe ragionevole preoccuparsi di conoscere la macchina amministrativa che dovrà affrontarlo. L’Italia non è nuova all’avvio improvvisato e approssimativo di processi di cambiamento che, pur sostenibili sulla carta, non risultano tali in termini di praticabilità istituzionale e organizzativa. Serve ora – prima dell’approvazione di una maggiore autonomia, e non dopo – la radiografia comparata delle Regioni italiane, non tanto in termini di politiche intraprese, quanto di buon funzionamento della macchina amministrativa e della sua sostenibilità ESG, misurati in termini di capacità di bilancio, di governance, di gestione del personale, di qualità dei servizi erogati, di integrità degli appalti, di impatto ambientale. Questo libro offre esattamente quella radiografia: analizza, infatti, in chiave comparata i dati pubblicati dalle Regioni, attraverso l’Indice di Capacità Amministrativa. I risultati dell’analisi confermano, in primis, che il divario tra Nord e Sud non è, purtroppo, un luogo comune. È un divario, innanzitutto, tra Regioni ricche e Regioni povere, prima ancora che tra diverse collocazioni geografiche, ma soprattutto è un divario tra Regioni capaci di amministrare la macchina pubblica e Regioni che lo sono poco, se non molto poco. I dati rilevati raccontano anche che, su quel divario, non sembra incidere in modo decisivo l’autonomia statutaria vigente per alcune Regioni italiane, contrariamente a quanto comunemente si sente affermare. Le Regioni con migliore capacità amministrativa, infatti, non sono quelle a statuto speciale, ma quelle a statuto ordinario e, in primis, l’Emilia-Romagna, il Piemonte, la Lombardia. Anche tra le Regioni del Sud risulta essere più accountable e performante la Puglia, Regione a statuto ordinario, rispetto alla Sicilia, Regione a statuto speciale. Prefazione di Nicola De Michelis.
I comuni e la sfida della sostenibilità. Misurazione della capacità amministrativa pubblica, tra efficienza, trasparenza e anticorruzione
Paola Caporossi
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2021
pagine: 338
Cittadini e amministratori locali si confrontano, solitamente, sui servizi e sulle politiche pubbliche, rispetto a temi che vanno dagli asili nido al verde pubblico. Ma quasi mai il confronto riguarda la capacità amministrativa di un Comune, senza la quale quei servizi e quelle politiche non sono realizzabili. È per questo che l'Unione Europea raccomanda regolarmente ai suoi Stati membri di rafforzare la propria capacità amministrativa quale condizione, ad esempio, per il buon utilizzo dei fondi strutturali e del PNRR. Far arrivare soldi europei, infatti, non basta a garantire lo sviluppo: al contempo, deve essere migliorata la macchina organizzativa pubblica in ciascun Paese. Altrimenti, sarebbe come iniettare benzina in un'automobile con il motore in panne. L'analisi del Rating Pubblico qui proposta non mira a dare pagelle ai Comuni, ma a individuare punti di forza e punti di debolezza così da poter meglio finalizzare azioni mirate di supporto al rafforzamento amministrativo. Il libro rappresenta, pertanto, uno strumento conoscitivo per i cittadini e una bussola per il Governo sulla performance qualitativa dei Comuni, in grado di individuare le molte buone pratiche esistenti. La trasparenza è la premessa perché ciò sia possibile: pertanto, di fronte alle difficoltà di adempimento degli obblighi di pubblicazione da parte di alcuni Comuni, la risposta di uno Stato moderno non può essere la riduzione degli obblighi di trasparenza, come scritto nel PNRR, ma il supporto all'adempimento stesso, innanzitutto con la digitalizzazione. Prefazione di Fabrizio Barca.
Regions an engine to be repaired. Where and how to strengthen administrative capacity so as not to waste the European Recovery Plan
Paola Caporossi
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2021
pagine: 164
Regioni, un motore da riparare. Dove e come rafforzare la capacità amministrativa per non sprecare il piano di ripresa europeo
Paola Caporossi
Libro
editore: Rubbettino
anno edizione: 2021
pagine: 154
La ripresa economica post Covid 19 non sarà solo una questione di quanti soldi arriveranno nel nostro Paese, ma anche e soprattutto di "come" quei soldi saranno spesi e "da chi". Nel dibattito politico, invece, l'attenzione sembra concentrarsi quasi esclusivamente su quali progetti di investimento scegliere - se più per la green economy o per la digitalizzazione - e su chi dovrà gestire i relativi aiuti europei. Non basta: serve cominciare subito a porre l'accento sul rafforzamento di quella "capacità istituzionale" che l'Europa esige come condizione essenziale affinché il Piano di ripresa "Next Generation EU" non rischi di essere sprecato. Il problema è che in Italia, ad oggi, non esiste una mappatura di quella capacità istituzionale, se non limitatamente ad alcune categorie di dati. Questo Rapporto, basato sulla metodologia del Rating Pubblico, prova a porre le basi di quella mappatura, fornendo una sorta di due diligence dell'apparato amministrativo delle Regioni, per capire se e come esse sono pronte per partecipare al piano di ripresa europeo per il dopo pandemia. Quella due diligence è il primo requisito per attirare investitori nel nostro Paese, siano essi l'Unione Europea o fondi privati: è a partire da essa che il Governo italiano può avvalorare il programma di investimenti da presentare in Europa accompagnandolo con un piano dettagliato di rafforzamento istituzionale delle Amministrazioni chiamate a essere gli attori principali di investimento e spesa sui territori. Senza quel piano, i soldi europei serviranno a poco, come benzina iniettata in un'automobile con il motore in panne e le gomme a terra. L'Italia deve dimostrare fuori dai suoi confini di conoscere il motore della propria macchina pubblica e di sapere dove e come intervenire per risanarlo. Prima di mettere la benzina di Next Generation EU, non dopo. Prefazione di Gregorio Gitti.
Né smart né open, intanto città. Secondo rapporto sul rating pubblico dei Comuni: valutazione comparata della performance, trasparenza, anti-corruzione
Paola Caporossi
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2018
pagine: 221
La macchina amministrativa pubblica non funziona ed è un freno per lo sviluppo del Paese. Ma perché cambi non servono le continue critiche: per quanto malandata, quella macchina consente di aprire scuole, ospedali, tribunali, autostrade, ogni mattina e per tutti. Non servono neppure le grandi riforme, perché buone norme già esistono. Né servono nuove sanzioni per le inadempienze, che sono previste da tempo. Per riparare e innovare la macchina pubblica serve rendere conveniente il cambiamento, con un sistema di incentivi e disincentivi. Il primo incentivo è di tipo finanziario: i Comuni, le Regioni e tutte le PA devono ricevere risorse in base al merito, misurato su trasparenza e performance, per cui chi fa meglio, deve avere più soldi dallo Stato. Il secondo incentivo è di tipo reputazionale: la comparazione innesca una sana competizione tra i Comuni, con un ritorno di consenso e di fiducia dei cittadini verso gli amministratori più virtuosi. Per incentivare, però, serve prima valutare e per valutare serve prima conoscere: ad oggi, invece, nessuno ha la diagnosi completa degli oltre 8.000 Comuni e di tutte le altre PA. E non per mancanza di trasparenza: i dati pubblicati oggi sono molti, ma spesso incompleti, non aggiornati e disomogenei. Il rating pubblico è uno strumento concreto che permette di elaborare le informazioni disponibili e di tradurle in un indice sintetico immediatamente comprensibile per i cittadini: maggiore è il rating, migliore è la performance del Comune. La principale innovatività del rating pubblico sta nell'adottare il punto di vista degli stakeholder delle PA, e in particolare dei cittadini, che sono non solo utenti, ma anche "azionisti", tramite il prelievo fiscale. Hanno, pertanto, il diritto di conoscere non solo "quanto" spende il loro Comune, ma anche "come" e "per cosa". Per questo, il decreto trasparenza del 2013, modificato nel 2016, riconosce ai cittadini un ruolo di monitoraggio diffuso sull'utilizzo delle risorse pubbliche, da affiancare a quello di Anac. Trasparenza e performance devono diventare non più adempimenti burocratici, ma il fulcro su cui dirigenti e assessori devono essere valutati all'esterno. Questa è la città davvero open e smart: una città che funziona per il bene di tutti. Prefazione di Giovanni Vetritto.
From corruption to civic participation. Making public administration more open, accountable and efficient
Paola Caporossi
Libro: Copertina morbida
editore: Youcanprint
anno edizione: 2017
pagine: 194
Burocrazia e corruzione continuano a frenare la pubblica amministrazione, nonostante le continue riforme approvate. Per migliorare la macchina pubblica serve cambiare approccio e iniziare a valutare le PA: da un lato, misurandone la performance, la trasparenza e le attività anti-corruzione; dall'altro, comparandone i risultati, così da innescare una sana competizione tra amministrazioni. È quanto fa questo libro, con un viaggio tra i comuni che presenta molti aspetti innovativi. Innanzitutto, perché adotta il punto di vista dei cittadini, che dei comuni sono utenti, ma anche "azionisti" con il prelievo fiscale. In secondo luogo, perché analizza non solo i dati di bilancio dei comuni, ma anche i dati qualitativi, quali la governance, la gestione degli appalti, i servizi. In terzo luogo, perché compara i risultati della valutazione delle amministrazioni comunali, individuando quelle che spendono meglio il denaro pubblico e proponendole non più come best pratice, ma come benchmark da seguire. Il rapporto, con cadenza annuale, è anche un contributo allo Stato che voglia orientare la spending review al merito, anziché ai tagli lineari, e a quei cittadini che siano interessati a una partecipazione più matura e incisiva alla gestione del bene comune.
Come rendere trasparenti ed efficienti le amministrazioni. Primo rapporto sui Comuni italiani tra luoghi comuni e sorprese
Paola Caporossi
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2017
pagine: 133
Burocrazia e corruzione continuano a frenare la pubblica amministrazione, nonostante le continue riforme approvate e i progetti "smart" e "open" avviati in Italia. Per migliorare la macchina pubblica serve cambiare approccio e iniziare a valutare le pubbliche amministrazioni: da un lato, misurandone la performance, la trasparenza e le attività anti-corruzione; dall'altro, comparandone i risultati, così da innescare una sana competizione tra amministrazioni della stessa tipologia. È quanto fa questo libro, con un viaggio tra i comuni che presenta molti aspetti innovativi. Innanzitutto, perché adotta il punto di vista dei cittadini, che dei comuni sono utenti, ma anche "azionisti", con il prelievo fiscale. In secondo luogo, perché analizza non solo i dati di bilancio dei comuni, ma anche i dati qualitativi, quali la governance, la gestione degli appalti, i servizi. In terzo luogo, perché compara i risultati della valutazione delle amministrazioni comunali, individuando quelle che spendono meglio il denaro pubblico e proponendole non più come best practice, ma come benchmark da seguire. Il rapporto, che avrà cadenza annuale, è anche un contributo a quello stato che voglia orientare la spending review al merito, anziché ai tagli lineari, e a quei cittadini che siano interessati a una partecipazione più matura e incisiva alla gestione del bene comune. Prefazione di Giovanni Bazoli.