Libri di Philip Avon
Jim Morrison proibito
Philip Avon
Libro: Libro in brossura
editore: Blues Brothers
anno edizione: 2013
pagine: 234
La tormentata intimità di Jim Morrison (1943-1971), raccontata attraverso la dimensione erotica: sia come sex symbol della celebre rockband “The Doors”, sia come giovane ribelle, sovversivo e trasgressivo, nell’America degli anni Sessanta. «Il sesso può essere liberatorio, ma può anche essere una trappola. Tutto dipende da quanto ascoltiamo il nostro corpo, le nostre sensazioni... La sessualità è piena di menzogne. Il corpo tenta di dire la verità, ma di solito è troppo frustrato e annichilito dalle regole per essere ascoltato... William Blake sosteneva che il corpo è la prigione dell’anima finché i cinque sensi non sono pienamente sviluppati, lui considerava i sensi le “finestre dell’anima”. Quando il sesso coinvolge tutti i sensi, può diventare un’esperienza mistica...».
Mercury. Diario apocrifo
Philip Avon
Libro: Libro in brossura
editore: Blues Brothers
anno edizione: 2012
pagine: 164
I primi passi e la scalata al successo dei Queen nel corso degli anni Settanta, attraverso le pagine del "Diario apocrifo" di Freddie Mercury. Le difficoltà e i retroscena, la ribalta musicale e le individualità di Brian May, Roger Taylor e John Deacon, le inci- sioni e le tournée, le notizie ufficiali e quelle inedite... Fra storia e leggenda, pubblico e privato, queste pagine diaristiche rico- struiscono l'epopea dei Queen nel decennio dal 1970 al 1979, attraverso un'ipotetica cronaca – sincera e provocatoria – attribuita al vocalist più famoso della storia del rock.
Pink Floyd live
Philip Avon
Libro: Libro in brossura
editore: Blues Brothers
anno edizione: 2012
pagine: 162
Syd Barrett: «Il mio primo strumento musicale, quando ero bambino, è stato un ukulele» Roger Waters: «La definizione di "musica psichedelica" non mi dispiace, perché rende il senso della nostra musica, che è anarchia totale; ma un'anarchia cooperativa...» – Nick Mason: «All'inizio ero completamente preso dall'idea di diventare una popstar agghindata con abiti di Carnaby Street...» Richard Wright: «All'Ufo eravamo underground, ma non puoi più esserlo quando i tuoi album arrivano al numero uno delle charts. No, i Pink Floyd non sono più underground».

