Libri di Sergio Rappino
Roma la borgata Garbatella, tra utopie europee e realtà
Sergio Rappino
Libro: Libro rilegato
editore: Libria
anno edizione: 2025
pagine: 448
Questo libro, nel rappresentare le origini e le trasformazioni del villaggio operaio in Europa, prefigura le condizioni che daranno luogo al modello "suburb garden city". A Roma, il modello si configurerà prima con la Borgata marittima di Ostia (1916) e poi con la Borgata giardino Garbatella nei pressi della Basilica di San Paolo. È la borgata dalle molte facce tanto per chi l'immagina che per chi la vive; è la borgata delle meta-morfosi, è quella che, parafrasando Sigfried Giedion, prima d'essere architettura è l'idea d'una struttura sociale. Tutto inizia il 31 gennaio 1922 con la vendita di un'area dell'Ente Autonomo per lo Sviluppo Marittimo e Industriale di Roma (SMIR) all'Istituto per le Case Popolari di Roma (ICP). Per capirne la vicenda, occorre rifarsi a sei anni prima, quando Gustavo Giovannoni e Marcello Piacentini presentano il Piano Regolatore della zona industriale di Roma, la grande visione che investirà il quadrante sud della Capitale e che trasformerà un piccolo villaggio operaio in un insediamento su un'area di 36 ettari, una fra le più significative sperimentazioni urbane nonché uno dei quartieri più intriganti e attraenti di Roma.
Franco Pedacchia, restauro come architettura. I lavoro nella chiesa di S. Francesco a Venafro
Sergio Rappino
Libro: Libro in brossura
editore: Libria
anno edizione: 2010
pagine: 120
L'architettura di Pedacchia non è semplicemente una ricerca di non finito, di caos, un' immersione nella fantasia più sfrenata del disegno, è viceversa un laboratorio in cui si sperimenta e si affronta una ricerca continua. In altre parole Pedacchia ci parla di architetture e di spazi che "potevano" essere, ma di cui la storia ci ha privati, ci ricorda attraverso la sua declinazione architettonica particolare che siamo nel campo dell' arbitrio, offrendoci una lettura complessa e ponendoci di fronte alle nostre personali e numerose interpretazioni. In fondo questo è il motivo della maggiore incomprensione delle opere di Pedacchia: il suo lavoro non indica una formula, un'unica e sicura strada da battere a ritroso; al contrario in maniera molto meno didattica e più poetica veniamo lasciati soli davanti alla storia e alle infinite pieghe di una immaginazione instabile e mutevole. Una fantasia che si manifesta in forme che esprimono un ingegno a tratti sovversivo.

