Libri di Shirin Neshat
Shirin Neshat. Women without men
Shoja Azari, Eleanor Heartney, Shirin Neshat
Libro: Libro in brossura
editore: Charta
anno edizione: 2011
pagine: 120
Il primo lungometraggio dell'artista iraniana Shirin Neshat "Women Without Men" è un adattamento del romanzo, trasognato e realistico al tempo stesso, di Shahrnush Parsipur. In questo libro la storia è accompagnata da una serie di cinque video installazioni e fotografie. Ciascuna installazione-video narra il destino di cinque donne: Mahdokht, Zarin, Munis, Faezeh, e Farokh Legha. In Iran, nel tumultuoso 1953 durante il colpo di stato appoggiato dalla CIA, il destino di ognuna delle cinque protagoniste fa sì che tutte convergano nel medesimo bellissimo frutteto, dove trovano indipendenza, conforto e compagnia. Incisivo e filmicamente assai ricco, "Women Without Men" è un'importante riflessione artistica su questo momento cruciale nella storia iraniana, che ha portato direttamente alla rivoluzione islamica e all' Iran di oggi. Il film è stato premiato con il Leone d'Argento alla Mostra del cinema di Venezia nel 2009. Estratti di Shahrnush Parsipur.
Shahram Karimi
Shirin Neshat, Dan Cameron, Brigitte Schenk
Libro: Libro rilegato
editore: Charta
anno edizione: 2010
Shirin Neshat. Game of desire. Catalogo della mostra (Brussels, 3 settembre-3 ottobre 2009; Parigi, 16 settembre-21 novembre 2009). Ediz. inglese e francese
France Morin, Catherine Choron-Baix, Shirin Neshat
Libro: Libro in brossura
editore: Charta
anno edizione: 2009
pagine: 70
Sedurre con le parole, la voce, i gesti: questi sono i "Giochi del Desiderio" protagonisti del film sui riti di corteggiamento realizzati da Shirin Neshat a Luang Prabang (Lao PDR). (...) L'artista iraniana li ha scoperti durante il primo soggiorno a Luang Prabang nel 2005 e nell'autunno 2008 è tornata a filmarli. I riti richiamano in modo molto diretto diversi soggetti dei film nei quali Neshat ha esplorato i confini tra i sessi, la specificità dei territori maschile e femminile e la loro ripartizione tra spazi pubblici e privati. (...) In questo lavoro c'è tutto l'occhio di Shirin Neshat e l'acutezza della sua visione, che da un punto di vista continuamente altalenante, grazie alla sinteticità delle forme e ai primi piani sui volti, trasforma la tradizione orale d'altri tempi in un'arte della presenza.

