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Libri di Umberto Pizzi

Cafonal. Gli «italioni» nel mirino di «Dagospia»

Cafonal. Gli «italioni» nel mirino di «Dagospia»

Roberto D'Agostino, Umberto Pizzi

Libro: Copertina rigida

editore: Mondadori

anno edizione: 2008

pagine: 439

Ogni giorno Roberto D'Agostino sul suo sito Dagospia, celebra, con il titolo di "Cafonal", il rito dell'Italia cafona. Che s'ingozza, che balla, che si "rifà", attovagliata alle feste che accadono di solito in un palazzo romano, normalmente proprietà di qualche aristocratico papalino o di qualche arricchito a base d'appalti pubblici e speculazioni edilizie. L'Italia velina e briatora, con le facce spianate dal botox e cotte dalla lampada. L'Italia di comunisti e fascisti, popolo della libertà e popolo democratico, giornalisti Rai e capitani d'aziende pubblicamente possedute o sussidiate, cardinali e prelati, signorine svariate e svariatamente svestite, finti artisti del momento, ex democristiani ed ex socialisti riemersi da qualche processo, giornalisti non Rai e segretari particolari di ministri in carica, alti burocrati dello Stato passati e presenti, magistrati di Cassazione, sindacalisti di grido, e financo qualche generale dei carabinieri o della finanza, tutti a bere champagne rimpinzandosi di caviale e aragosta, per poi far finta di ballare il rock'n'roll sudando e baciandosi sguaiatamente per la gioia di noi sudditi tutti e dei paparazzi. Venti anni fa Roberto D'Agostino, aveva censito gli anni Ottanta in un celebre libro, "Il peggio di Novella 2000". Con "Cafonal" cartografa il presente, che è ancora peggio.
30,00

Ultra cafonal. Il peggio di «Dagospia»

Ultra cafonal. Il peggio di «Dagospia»

Roberto D'Agostino, Umberto Pizzi

Libro: Libro rilegato

editore: Mondadori

anno edizione: 2010

pagine: 575

"'Ultra cafonal' potrebbe avere una sua ragione di riscatto e redenzione, e chissà che Dagospia, quale nuovo Torquemada non l'abbia proprio progettato per quello, per generosa voglia di riportare pecorelle e pecoroni, porcelle e porcelloni, sulla retta via, fosse anche solo quella della dignità estetica. Ma in questo ha già fallito due anni fa il suo predecessore 'Cafonal': infatti i suoi protagonisti sono passati a ultra cafonal contentissimi di essere ancora vip in quanto fotografati da Pizzi nei momenti della loro massima dissoluzione. Nessuno di loro si è vergognato, si è ripromesso di non portare più miniabiti se ottantenne, di non addormentarsi in Parlamento se deputato, di sparare al chirurgo che le ha messo un paraurti al posto della bocca, di non ficcarsi le tartine in gola, di non aprire la giacca su pance smodate. Addirittura: di starsene per sempre a casa propria, tenendo Pizzi e qualsiasi altro fotografo a distanza. (...) E impressionante come una società dell'abbondanza conosca come sola ragione di incontrarsi il cibo, momento magico di ogni festa ricevimento incontro. Si mangia sempre, e a furia di mangiare, oltre a perdere ogni connotato umano, si finisce per non fare altro, con disperata follia. I tempi in cui ci si trovava per discutere di cinema, libri, politica, sono lontani: al massimo qui si raccontano lise barzellette e per il resto, cibo! Dove saranno finite la voglia di bellezza e la bellezza stessa?" (dalla prefazione di Natalia Aspesi)
40,00

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