Montedit: Le schegge d'oro (i libri dei premi)
L'altro versante
Rosa Maria Corti
Libro: Copertina morbida
editore: Montedit
anno edizione: 2017
pagine: 76
"La silloge di Rosa Maria Corti riconduce ad un itinerario lirico, tra Italia, Francia e Svizzera. Si avverte il desiderio di espandere lo sguardo oltre l'orizzonte come ad alimentare il profumo del tempo, le antiche fragranze tra valli e borghi solitari ed ammantare le impressioni offerte dalla natura con il suo magico silenzio. La poesia di Rosa Maria Corti è sempre precisa, nitida, trasparente come cristallo. Il senso della luce, che irradia dalla sua lirica, diventa armonia universale." (Massimo Barile)
Io abito il tempo
Filippo Inferrera
Libro: Copertina morbida
editore: Montedit
anno edizione: 2017
pagine: 68
Nella silloge di Filippo Inferrera, "Io abito il tempo", la funzione lirica assume toni di sapiente narrazione e, nella propensione riflessiva del discorso poetico, prevale la maturità della sua voce recitante che sa fondere canto e recupero memoriale in uno spessore unico dal carattere lirico ed evocativo... Nella filigrana del Tempo Filippo Inferrera ricerca il prodigio, perché lui "non ha mai perso l'incanto", sempre alimentando il suo universo d'emozioni e profonde riflessioni dentro le pagine di un diario che incarna la vibrante prosa lirica dove fluiscono i ricordi, tra "scenari di solitudine" e la ricerca costante del "senso da dare alle parole": ecco la vita vissuta sulla "pelle da naufrago", il seme vitale che s'innalza a preghiera per "cogliere il soffio eterno della poesia". (dalla prefazione di Massimo Barile)
A piedi tra le nuvole
Luisa Foddai
Libro: Copertina morbida
editore: Montedit
anno edizione: 2017
pagine: 90
«Nella silloge poetica di Luisa Foddai emerge chiaramente la sua profonda passione per la poesia, unica ispiratrice che offre il vero incanto e, grazie alla sua forza vitale, permette di cantare lo stupore, l'impulso primigenio, ciò che strugge l'anima... La luce della poesia penetra nel profondo del suo essere ed è allora che, tra le mani, "si plasmano libellule", quando l'assoluto lirismo del canto di "un'anima vagante" possiede la sublime alchimia e custodisce il "fiore bianco" della poesia.» (Massimo Barile)

