Moretti & Vitali: Il tridente. Campus
Jung e le immagini
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2010
pagine: 237
È pressoché inevitabile, quando si ragiona sul pensiero fantastico, lo scontro con una concezione di fondo che lo svaluta, perché teorizza lo sviluppo umano come qualcosa che procede dall'inconscio alla coscienza, dal pensiero fantastico a quello razionale. È sufficiente ricordare il freudiano "là dov'era l'Es sarà l'io". Certamente il mondo di fantasie ingenue e lussureggianti che ci viene presentato dalle mitologie ha più affinità con la creatività artistica che non con la registrazione fedele del mondo reale; lo stesso vale per il mondo psichico dei primitivi, dei bambini e dei folli. Per questo motivo, nell'interrogarsi su quale sia il significato ultimo del fantasticare, gli autori hanno voluto in primis esplorare il tema della creatività. Sappiamo bene che solo quando accedono ad una consapevole individuale elaborazione le immagini che appaiono nel nostro mondo interiore acquisiscono uno statuto particolare e prezioso: diventano appunto creatività. E il punto focale della creatività consiste, come ci suggerisce Jung, nell'accettare il passaggio da una utilizzazione estetica delle immagini, che in estrema sintesi è un modo più o meno inconscio per negare le potenzialità conflittuali che esse recano, a un atteggiamento etico, che vede nelle fantasie la raffigurazione di contenuti che non sono più o non sono ancora riconosciuti dall'Io.
Due racconti dal sottosuolo. La follia come stile di vita
Clemente Iannotta
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2009
pagine: 115
Si tratta di due storie di vita, due storie di follia, raccontate da un biografo che si fa medio della riflessione dell'istituzione di cura su se stessa. Un autoaggiramento, un prendersi alle spalle, per quel che si può. Siamo ancora sprovveduti, e forse lo rimarremo, di fronte al malessere e al male, ma proprio questo esige una quotidiana determinazione a cercare vie inesplorate. I racconti di Adriano e di Guido ci ricordano la profonda solitudine -ma anche la titanica pervicacia -che segna da dentro e da fuori gli esclusi, o meglio, alcuni esclusi per i quali una metafora possibile potrebbe essere quella della malattia autoimmune del loro psichismo. Ecco allora il recupero delle storie difficili. La narrazione biografica cerca di valorizzare ogni forma di esperienza e di rintracciarne il senso implicito, accogliendo perciò ogni forma di vita e allargando le maglie del senso. Essa offre al singolo la possibilità di comprendersi seguendo quell'unica autorità rappresentata dall'alterità che incontra in se stesso.
Il tempo e l'anima
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2009
pagine: 180
Fino a Bleuler la psichiatria aveva considerato il tempo nella sua dimensione di Cronos, ma con la fenomenologia, il tempo diviene progressivamente i tempi dell'esperienza soggettiva. Assumendo il vertice interno del soggetto in cui si inscrivono i cambiamenti e la tensione vitale. Potrà quindi essere vissuto, arrestato, sospeso, dilatato, negato, svuotato, recuperato. Da parte sua la psicoanalisi, sin dalle origini, sostanzialmente si distanzia in modo netto da questa visione del tempo: l'esistenza del soggetto è nelle identificazioni con i propri oggetti e, quindi nella difficoltà soggettiva a potersene separare. "...può darsi che l'oggetto non sia morto davvero, ma sia andato perduto come oggetto d'amore" (S.Freud, 1905). Si potrebbe affermare che, sostanzialmente, per la psicoanalisi la vita psichica del soggetto si organizza e si dispiega contro ogni regola temporale. Anche per Jung il tempo nel transfert assume solo la dimensione "sincronica" in cui gli eventi, prima che accadere, coincidono (C.G. Jung, 1950). È solo l'intersezione di due menti che iscrive il tempo - che tenderebbe a rimanere simile a se stesso all'infinito - in una dimensione di realizzazione. La domanda drammatica sulla durata effettiva del tempo, che sottende ogni azione, ogni relazione, ogni contenuto di pensiero, è stata a lungo difensivamente rimossa. Gli interventi proposti in questo libro intendono riportare la domanda alla sua centralità per l'esperienza del soggetto nella sua relazione con sé e con la Storia.
Giochi del corpo e delle emozioni nello psicodramma analitico
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2009
pagine: 150
Critico e testimone. Storia militante della poesia italiana 1948-2008
Daniele Maria Pegorari
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2009
pagine: 592
Freud e Severino
Gabriele Pulli
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2009
pagine: 100
Per Freud l'inconscio è "soprattutto fuori del tempo". Emanuele Severino definisce la propria filosofia come "la ricerca di quell'essere che è fuori del tempo". Freud ritiene che una riflessione sulla a-temporalità dell'inconscio, una sua "esatta valutazione filosofica", possa "aprire il varco verso le massime profondità", ed è questa la sua ultima parola sul tempo e sull'inconscio, il suo testamento spirituale. La filosofia di Severino sembra prestarsi proprio a questo scopo. Ma le due concezioni non sono affatto sovrapponibili. Né sarebbe sufficiente integrarle fra loro intendendo l'una come il complemento dell'altra. La possibilità più feconda è quella di confrontarle non solo per rilevarne identità e differenze ma per produrre fra loro una "reazione chimica", dalla quale scaturisca qualcosa di nuovo: di non riconducibile a nessuna di esse ma a una sintesi più ampia, in grado di comprenderle entrambe. Tali concezioni cioè possono illuminarsi a vicenda in quanto ciascuna illumina qualcosa di esclusivo dell'oggetto a cui si riferisce, che in entrambi i casi è la radice più profonda della vita. Ne risulta un saggio che si addentra effettivamente nel varco verso le massime profondità indicato da Freud che, oltre agli addetti ai lavori della psicoanalisi e della filosofia, "dice" qualcosa a chiunque sia sensibile alle tematiche culturali.
La grande madre. Convergenze. Volume Vol. 5
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2009
pagine: 195
Jung ipotizza che le influenze esercitate dalla madre sui propri figli non derivino necessariamente dalla madre stessa e dai suoi reali tratti di carattere. Accanto a questi vi sarebbero qualità che la madre, in quanto persona, solo apparentemente possiede, ma che di fatto sorgono dalla struttura archetipica che la circonda e sono proiettate su di lei dai figli stessi. Dire della Grande Madre è dunque un modo di nominare un'immagine tratta dall'esperienza culturale collettiva. In quanto "immagine", essa rivela una pienezza archetipica, ma anche una distinta polarità tra positivo e negativo.
Bricolage per un naufragio. Alla deriva nella notte del mondo
Enrico Borla, Ennio Foppiani
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2009
pagine: 323
Accompagnati dal dialogo fantastico dei due personaggi letterari, Robinson Crusoe e Venerdì, il libro si dispiega nella riflessione sul tramonto del tempo in cui la certezza dell'intero, riempiva la coscienza degli uomini. In una sorta di apologia del naufragio, realtà esperita dell'uomo del terzo millennio, si dispiega nel libro un viaggio rapsodico che attraversa lo scacco della condizione umana, per giungere all'analisi della crisi della psicoterapia contemporanea. Lo psicoterapeuta diviene così, nel filo della narrazione, un bricoleur che non possiede un progetto aprioristico del suo fare analisi, ma che si accinge a riparare la zattera, propria e del paziente, attraverso una cura onirica dettata dal momento e dall'opportunità. Nel testo questa "oniromantica" è esposta ed esemplificata con numerosi sogni, tratti dall'esperienza clinica e che accompagnano costantemente il lettore, aprendo così l'uso del trattato non solo ai medici e agli psicologi, ma soprattutto a chi ricerca la possibilità di un diverso atteggiamento psicologico nella vita.
Quale Dio? All'ascolto di voci eretiche
Adriano Lanza
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2009
pagine: 157
Scusi, Lei crede in Dio? Quale sorpresa sarebbe se, l'intervistato rispondesse, a sua volta, socraticamente, con una interrogazione: Scusi me, ma che cosa intende Lei per "Dio"? Si dà, infatti, per scontato il concetto che con quella parola si debba intendere il creatore onnipotente e giudice supremo del Vecchio Testamento. Eppure, l'Occidente ha conosciuto un'epoca nella quale l'obiezione non avrebbe destato sorpresa; quando, cioè, quella parola non aveva ancora necessariamente assunto lo stesso senso per tutti. Nel corso della storia dell'Occidente cristiano si sono levate voci di dissidenti, i quali, mettendo in discussione il Dio imposto dal dogma, non sono passati all'ateismo, ma hanno anzi voluto purificarne l'immagine. Quelle voci sono state, ricorrendo a strategie diverse, emarginate e ridotte al silenzio. Dobbiamo, però, pensare che esse esprimessero esigenze profonde, che hanno continuato, spesso in maniera sotterranea, a farsi sentire. Anche oggi esse tornano a riaffiorare. Perché non tornare ad ascoltarle? Il libro affronta tre ambiti di particolare interesse: "la tentazione del buddhismo", la "religione della Luce" di Zaratustra, il "catarismo" implicito nella
Libertà va cercando. Il catarismo nella «Commedia» di Dante
Maria Soresina
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2009
pagine: 297
Dante era eretico. Non per aver messo i papi all' Inferno, ma perché la dottrina che espone non è cattolica: è quella dei catari. Lo sostiene Maria Soresina analizzando uno ad uno gli aspetti della loro dottrina, ciò in cui credevano e ciò che della Chiesa cattolica respingevano. La dimostrazione è sconvolgente: è tutto presente nella "Divina Commedia". E non solo. I catari avevano un unico sacramento, il "consolamentum", che prevedeva un percorso spirituale complesso, segnato da varie tappe, che sono chiaramente individuate dall'autrice nel cammino di Dante attraverso il Purgatorio. Dante aderiva pienamente al catarismo: era un "perfetto", come dicevano gli inquisitori, un "buon cristiano", come dicevano i catari di se stessi. Questa è l'ardita tesi, sostenuta con rigore e suffragata da piccoli e grandi riscontri intercettati nel testo del poema. Un secondo obiettivo, perseguito dall'autrice con altrettanta passione, è quello di far conoscere i catari, raccontarne la tragica storia e denunciare le falsità che ancora circolano su di loro. Il poema dantesco appare così dettato dall'urgenza di trasmettere la conoscenza di un mondo di idee e di valori che stava per essere cancellato: il mondo dei "buoni cristiani" e il loro messaggio di amore e di libertà.
Metodo impossibile. Vittorio Benussi e la psicoanalisi sperimentale
Antonino Trizzino
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2008
pagine: 133
Vittorio Benussi (1878-1927) attraversò la vita con incauta rapidità; stabilì, all'interno della sua riflessione, un ponte tra scienza e psicoanalisi; di fronte a una sfida così radicale rispose con qualcosa di più dell'adesione a un metodo, qualcosa di imponderabile che ha tutta l'aria di un destino; infine, la mattina del 24 novembre 1927, a quarantanove anni, si uccise con una tazza di tè al cianuro. Questo saggio intende ricostruire il suo progetto di psicoanalisi sperimentale. Per Benussi il linguaggio dell'inconscio non rinvia mai a un ambito sperimentale o psicoanalitico, ma sempre a un loro rapporto possibile. Dal contatto di queste prospettive emerge uno dei tentativi più estremi di conoscenza della mente; l'"analisi psichica reale". Qui Benussi è al cuore dell'idea di misurazione della psiche e il suo stile si allinea alle ricerche di psicopatologia sperimentale condotte al Burghölzli di Zurigo da E. Bleuler e C.G. Jung, assegnando la pratica di laboratorio alle aree interdette allo sperimentatore. Ma non basta il lessico freudiano a spiegare l'inconscio. Benussi convoca nuovi strumenti al centro della sua riflessione: l'"inconscio fisiologico", .l'"analisi metrica del respiro", il "sonno base", l'"autonomia funzionale emotiva". Se il discorso benussiano si pone al limite tra sperimentazione e psicologia del profondo è in questo limite che esprime i suoi vertici teorici e la sua tragica conclusione.
Atque. Il presente
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2008
pagine: 463
È di fondamentale importanza, per ogni persona, impegnarsi a vivere nel suo presente, e prendersene cura, senza cedere alla tentazione di capitolare di fronte alle forme del passato, con un'unilaterale e acritica esaltazione della tradizione e della memoria, o di lasciarsi ammaliare dalle lusinghe del futuro, con un'altrettanto pericolosa caduta in un'utopia astratta. È un'esigenza fondamentale per gli uomini (e le donne) riuscire a mantenere il passo del tempo in cui vivono, adeguando le proprie forme di vita e i propri stili di pensiero alle necessità e alle esigenze in rapida trasformazione, studiando il passato in modo da conoscerlo, rispettarlo e trarne i dovuti insegnamenti, e guardando al futuro per acquisire la capacità di "gettarsi avanti" quel tanto che serve per progettare, ma senza servile devozione nei loro confronti.

