Neri Pozza: Bloom
Tornare al Cairo
Denise Pardo
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2025
pagine: 352
Millenovecentoquaranta. A Kate Lambert bastano pochi giorni al Cairo per innamorarsene perdutamente. Si è lasciata alle spalle una Londra plumbea su cui già soffiano i venti della nuova guerra. La capitale egiziana è luminosa, rifulge perfino di notte del chiarore del deserto, una babele di odori, cibi, lingue, religioni che non conosce barriere né diffidenza, solo accoglienza e curiosità. A un primo sguardo, Kate è come molte donne inglesi, gli occhi azzurri, i capelli dorati, i lineamenti fini. La sua fame di vita però la rende diversa. I luoghi prediletti dalla comunità cosmopolita, come il Shepheard’s Hotel e la Pasticceria Groppi, sono magnifici, ma lei preferisce perdersi nei vicoli polverosi, respirare il profumo di gelsomino e di legno di Agar, camminare lungo la Corniche del Nilo. Crede nella libertà dei suoi vent’anni che si spalancano davanti a lei come una promessa. Fino all’incontro con Hafez. Di lui non sa nulla se non ciò che vede, gli abiti occidentali, l’accento di Oxford, anche se percepisce qualcosa di sfuggente e misterioso. Non sa ancora che Hafez ha un profondo legame con Gamal Abd el-Nasser, quel Nasser che trama insieme a un gruppo di ufficiali per rovesciare re Farouk e restituire l’Egitto agli egiziani. Che fomenta il sentimento antibriannico e l’antisemitismo dilaganti per sancire la fine del colonialismo e il nuovo corso del Levante. L’amore tra Kate e Hafez è un terremoto che li trova impreparati e li distoglie dal loro destino. Da Londra al Cairo, da Alessandria a Beirut, arriverà il tempo della scelta fra la loro unione o l’Idea più grande che potrebbe distruggerla. Tornare al Cairo è un romanzo che dice della nostalgia per il dialogo fra civiltà, per il luogo e il tempo in cui la magica alchimia è stata possibile.
Diva Sophia
Herman Koch
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2022
pagine: 256
È il 31 dicembre e il regista Stanley Forbes ha appena deciso che declinerà qualsiasi invito in arrivo per la festa di Capodanno. La vuota mondanità del suo ambiente lo ha irrimediabilmente annoiato, e le sue uscite al vetriolo, con cui è solito scandalizzare l’uditorio e ravvivare un po’ l’atmosfera, lo hanno ormai stancato. Anziché un invito, però, sul suo cellulare compare un messaggio: «Sto cercando Sophia, sai dov’è? Stanotte non è rientrata». È Karl Hermans a inviarglielo, uno scrittore «che pensa ancora di essere famoso» e che, soprattutto, si crede suo amico dopo che lui gli ha dedicato un documentario. Passata qualche ruggine, hanno ripreso i rapporti da un anno, precisamente da quando Stanley si è ritrovato davanti la figlia di Karl, decidendo all’istante che avrebbe fatto un film con quella splendida ragazza appena sbocciata, il film del rientro in patria dopo l’avventura hollywoodiana. Lui è sulla settantina, a fine carriera, Sophia di anni ne ha diciassette, il liceo ancora da finire. Stanley potrebbe essere suo padre, se non addirittura suo nonno; se richiesto, potrebbe elargire consigli affettuosi, estremamente indulgenti. Tutto questo se… se lei non fosse così maledettamente incantevole! Del resto, sul set, nessuno è parso immune al fascino della ragazza, alla sua spontaneità che non conosce malizia: Sophia ha stregato tutti, anche Michael Bender, l’ex bellissimo primattore che non si capisce bene cosa si sia messo in testa con quelle smancerie da vecchio seduttore seriale. Certo, mentre il nuovo film prendeva forma, ripresa dopo ripresa le motivazioni di Stanley si sono fatte via via più oscure: che cosa voleva da quel film e, soprattutto, che cosa vuole ora da quella ragazza e da sé stesso? In quest’ultima sera dell’anno, Stanley sa esattamente dove si trova Sophia, ma decide che la risposta a Karl può pure aspettare… In un continuo rovesciamento di prospettive in cui nulla è mai come appare, "Diva Sophia" segna il ritorno di Herman Koch all’affilata ironia e allo sguardo spavaldo sui guasti della contemporaneità che da sempre caratterizzano i suoi romanzi.
Arrivano i Sister
Patrick Dewitt
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2012
pagine: 336
Far West, 1851. Tra le illustri dimore di Oregon City svetta la grande villa di un uomo potente dai tanti intrallazzi e dalle altrettante preoccupazioni. È noto come il Commodore poiché nessuno conosce il suo vero nome e, nella sua dimora, dispensa le istruzioni per i "lavoretti" dei suoi sicari prediletti: Charlie ed Eli Sister, fratelli di sangue e di crimine. L'ultimo "lavoretto" riguarda un tipo bislacco, un cercatore d'oro chiamato Hermann Kermit Warm. Calvo, barba rossa incolta, il ventre strabordante di una donna incinta, Warm passa ore e ore nei saloon di San Francisco, pagando il whisky con polvere d'oro e dilettandosi con la stramba lettura di libri di scienza e di matematica. Il compito dei fratelli Sister è chiaro: trovare Warm e accopparlo, a mo' di monito per chiunque si azzardi a fare quello che Warm ha osato: derubare un uomo potente. Ma l'incarico questa volta non è dei più facili. Warm sarà pure un tipo bizzarro, ma gira armato di una piccola Colt appesa a una fascia legata in vita e ha tutta l'aria di voler difendere a tutti i costi il suo soggiorno in questo mondo. La strada per Sacramento, poi, dove il cercatore ha la sua miniera, è lunga e per niente agevole. Avverando i timori di Eli, il viaggio dei Sister si rivela una vera e propria odissea. Lungo il sentiero per la California i due fratelli passano da una peripezia all'altra incontrando un sedicente dentista, una tisica tenutaria di saloon e una quantità di altri personaggi tra i più folli delle terre di frontiera.
Cose da fare di notte al circolo polare
Leonardo Piccione
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
pagine: 352
Io e la lepre
Chloe Dalton
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2026
pagine: 304
Durante la pandemia, Chloe Dalton abbandona la città per ritirarsi in campagna, prendendo le distanze dal suo ruolo di influente consigliera politica. È un inverno rigido e solitario. Un giorno, imbattutasi in un cucciolo di lepre abbandonato, decide di prendersene cura. Accudire una lepre selvatica è un’impresa quasi impossibile; eppure, contro ogni aspettativa, la giovane leprotta sopravvive. Ha così inizio un tentativo paziente e profondo di colmare l’abisso tra le specie, un processo di apertura e ascolto che porta la narratrice a osservare il mondo da una prospettiva radicalmente diversa. "Io e la lepre" è una storia vera e intensamente toccante, che intreccia un legame straordinario a riflessioni profonde sul nostro rapporto con la natura.
Scrivere lettere d'amore prima di diment come si fa
Eley Williams
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
pagine: 192
L'uomo verde
Kingsley Amis
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2026
pagine: 256
Maturo etilista, fissato col sesso e tormentato da un ego fatuo, Maurice Allington è il proprietario dell’Uomo Verde, prestigiosa locanda di posta sulla strada per Cambridge, che vanta origini antichissime, e non solo quelle: come tutte le locande di solida tradizione britannica, sulla guida turistica dichiara, oltre al menù tipico, infestazione di spettri. Poiché la vita di Maurice è una gimcana tra clienti assillanti, un anziano padre bisognoso di cure, una stramba figlia adolescente e la giovane seconda moglie in cerca di attenzioni, il crollo nervoso è sempre in agguato. Pure la salute non manca di procurargli qualche cruccio, per il whisky e i cibi grassi sempre a portata di bocca. Non giova, dunque, che il fantasma residente dell’Uomo Verde (non certo un’ombra innocente che incute educati brividi bensì lo spettro secentesco del fu dottor Underhill, negromante perverso e probabile uxoricida) decida di manifestarsi dopo lunghissima latitanza proprio a Maurice Allington. In rigorosa assenza di altri testimoni. Anche perché Underhill ha intenti malvagi e un feroce aiutante per portarli a compimento. Così Maurice sarà costretto a sospendere la coltivazione dei suoi bassi istinti per combattere non solo l’incredulità di chi lo circonda, ma anche le spaventose forze oscure che minacciano quanto gli è più caro. Scritto nel 1969, L’Uomo Verde è l’incursione nell’horror del versatile maestro d’ironia che fu Kingsley Amis, cui dobbiamo romanzi che reggono il passare dei decenni. Lettura insolita e crudele in tempi di correttezza politica, questo atipico romanzo di genere non si ritrae davanti a questioni esistenziali ma nemmeno teme gli sberleffi all’ortodossia, di convenzioni e religioni.
Molto dipendeva dal futuro. Diari 1922-1974
Cecil Beaton
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2025
pagine: 560
È stato fotografo di regine e dive, ha rincorso Marilyn Monroe nella sua stanza d’albergo ubriacandola di parole e consumando tre rullini. È stato costumista, scenografo da Oscar, cronista socialite, dandy estenuato, artista mercuriale. Questo e molto di più è stato Cecil Beaton, che ha attraversato il Novecento e i suoi tanti mondi. Beaton conosceva e fotografava tutti, tutti conoscevano Beaton e si facevano fotografare da lui: i reali d’Inghilterra, Winston Churchill, Picasso, Greta Garbo, André Gide, Audrey Hepburn, Rudolf Nureev, i Rolling Stones. Vanitoso e sottile, favolosamente pettegolo e talvolta perfido, ha annotato in diari fluviali la sua esistenza, la sua arte, il suo secolo, dai Roaring Twenties al frastuono della guerra fino all’elegante disincanto della vecchiaia. Con sguardo acuto e teatrale su sé stesso e sull’intorno, ha riversato nelle sue cronache quotidiane introspezione e mondanità, ironia e malinconia: dietro gli scintillanti ricevimenti a Corte e i ritratti luminosi di Dietrich, Chanel o della giovane Elisabetta II, ha lasciato trapelare la sua vulnerabilità, la sua ossessione per la bellezza, che per tutta la vita ha tentato di sottrarre alla tirannia del tempo. Da quel fiume di scritti privati, Laura Grandi ha saputo costruire, con empatia e intelligenza, una autobiografia di Sir Cecil Beaton come non l’avete mai letta: oltre cinquant’anni di amicizie, viaggi, mirabolanti incontri, avventure creative, dalla voce sofisticata e contraddittoria di un grande protagonista della cultura britannica. Un ritratto in movimento di un’epoca irripetibile. La magnifica opera di un diarista eccentrico e meticoloso, in ogni momento consapevole che l’arte, come la vita, è palcoscenico.

