Officina Libraria: Libri di fotografia
Giocarsi la vita. Storie di detenzione in Cina. Ediz. italiana, inglese e cinese
Guozheng Niu
Libro: Copertina morbida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2019
pagine: 179
Niu Guozheng è ormai un signore in pensione, nato e vissuto nella regione dello Henan, la più popolosa della Cina, ma a lungo esclusa dallo sviluppo economico delle città costiere. Spinto da un grande e autentico afflato egualitario e da un profondo senso della giustizia, Niu Guozheng per più di trent'anni scelse di testimoniare realtà "impresentabili" del suo paese, certo dell'importanza e del valore della memoria. Impiegato nei ranghi della Pubblica Sicurezza a Pingdingshan, il capoluogo di una zona mineraria molto attiva, entrò presto in contatto con alcune situazioni che il suo senso della giustizia riteneva ingiustificabili. Si dedicò quindi, con un profondo e assai raro senso di responsabilità storica, a registrare le vicende umane all'interno di alcune case mandamentali (in cinese shoushensuo , istituti, ormai quasi tutti dismessi, nei quali sono detenute le persone in attesa di giudizio per reati lievi, oppure condannate a pene fino a un anno), ritenendo che il trattamento riservato ai detenuti non facesse onore al suo paese. La sua attività di poliziotto munito di macchina fotografica, accettato o tollerato dai colleghi e dai detenuti, è durata quasi dieci anni, e deriva dalla convinzione che solo la conoscenza dei fatti possa portare alla soluzione dei problemi. Scegliere questa posizione equivale però a rinunciare alla visibilità, in un paese in cui le notizie che non abbiano un lieto fine non vengono rese pubbliche. Infatti la serie sulle case mandamentali a tutt'oggi non è mai stata pubblicata in Cina ed è stata mostrata solo una volta, per breve tempo, all'Accademia di Belle Arti di Beijing (CAFA). La fine della sua attività di testimone nelle case mandamentali coincide con la chiusura delle stesse perché le loro condizioni sono state riconosciute ai margini della legalità. Le immagini di Niu Guozheng, crude e sconvolgenti in alcuni casi, teneramente poetiche in altri, denotano un occhio che affianca all'intento documentario una qualità estetica molto accentuata che ci rimanda ai classici della fotografia. Il suo anacronismo, dovuto all'isolamento del suo paese in quegli anni, ci fa meglio capire la realtà di un'epoca appena trascorsa che sembra ormai molto lontana.
Masi della val Gardena. La memoria di un paesaggio. Ediz. ladina, tedesca e italiana
Wolfgang von Klebelsberg, Paulina Moroder, Václav Sedý
Libro: Copertina rigida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2019
pagine: 270
I masi della Val Gardena rappresentano un antico patrimonio architettonico risalente in alcuni casi al XIII secolo che possiede, oltre al suo valore storico documentario, una grande ricchezza di caratteristiche costruttive ed estetiche. Tuttavia, questi masi sono sempre più minacciati dalla demolizione dovuta all'incisiva e profonda trasformazione economica sociale del territorio e dall'estrema difficoltà di adattamento di tali strutture storiche alle nuove esigenze. La perdita di questo patrimonio architettonico rappresenterebbe per la valle l'irreversibile impoverimento di una parte della sua cultura materiale. Il recente interesse per la maggiore conservazione dei masi ha fatto nascere l'esigenza di fissarne nuove immagini. Lo stretto legame fra la forma architettonica e la sua interpretazione in fotografia apre la strada a una riconsiderazione dei valori estetici e culturali in generale e offre, tramite un immediato approccio estetico-visivo ed emotivo, una considerazione più analitica dei singoli elementi costruttivi. Le evocative fotografie in bianco e nero di Václav Sedý si configurano nel catalogo e nella mostra itinerante come un atlante fotografico in rappresentanza della cultura architettonica e territoriale contadina che ha segnato per secoli la vita della valle. Questa significativa esposizione, insieme al suo catalogo, ha l'obiettivo di far riscoprire questo patrimonio a rischio nelle località alpine e nelle facoltà di architettura. Alla chiusura della mostra, a gennaio 2020, è previsto un convegno sul tema della conservazione e metamorfosi delle costruzioni agricole di montagna.