Ombre Corte: Cartografie
L'estensione dell'anima. Origine e senso della pittura
Tommaso Ariemma
Libro
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2009
pagine: 110
Le differenze parallele. Deleuze e Derrida
Jean-Luc Nancy
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2008
pagine: 100
Le interviste e i testi raccolti in questo libro sono apparsi in occasioni e tempi diversi. Quello che ne esce è un volume al cui centro non vi sono soltanto Gilles Deleuze e Jacques Derrida, ma soprattutto il tema della "differenza" come figura filosofica elaborata e messa a frutto dai due filosofi francesi e diventata categoria imprescindibile per il pensiero contemporaneo (si pensi alla "differenza di genere" elaborata dal pensiero femminile). Come scrive lo stesso Nancy nella prefazione scritta appositamente per questa edizione italiana, il "filo rosso" che attraversa e tiene insieme questi testi e interviste, e che quindi ne giustifica la raccolta in libro, è costituito proprio dal concetto di "differenza" quale punto di rottura di una tradizione filosofica che è perdurata fino agli anni Sessanta del secolo scorso.
Erotica e retorica. Foucault e la lotta per il riconoscimento
Mariapaola Fimiani
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2007
pagine: 153
Qual è il legame tra la vita singolare e l'agire politico nel tempo del postumanismo? In modo del tutto originale, il volume cerca di rispondere a questa domanda leggendo l'etica e la politica di Foucault con gli strumenti concettuali della "Fenomenologia dello spirito" di Hegel. L'idea foucaultiana dell'etica come pratica della "cura di sé" trova il suo compimento nell"'Erotica", che si fa spazio ludico del conflitto tra due amanti, assimilati alternativamente alla condizione della signoria e della servitù. È così che il gioco dell'amore produce forme multiple e intense di convivenza. Ma, secondo l'autrice, nella ricostruzione foucaultiana della cura antica la cura di sé degli stoici e, più in generale, del mondo ellenistico-romano, tende a consumare la sintesi tra "eros" e "polis", rafforzando la solitudine, l'infelicità, la scissione e la disgregazione, come già lasciava intendere il lessico fenomenologico hegeliano. Lontana dalle conciliazioni dialogiche e comunicative ma anche dall'idea di un rovesciamento risolutivo delle strutture materiali, culturali, istituzionali di dominio, si apre una terza via: riattivare, nel riconoscimento, una lotta permanente - senza conciliazione e senza tempo - tra le forze che concorrono all'"amore veritiero" e quelle che lo comprimono.
Il sapere e la storia. Sull'archeologia delle scienze e altri scritti
Michel Foucault
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2007
pagine: 173
L'archeologia dei saperi di Foucault ha evidenti legami con le questioni sollevate dalla scuola epistemologica. Due dei tre interventi qui raccolti fanno il punto sulle differenze e le analogie tra la storia epistemologica delle scienze e l'archeologia, l'altra storia di Foucault. Invitato dal Cercle d'épistémologie a esporre i criteri del proprio metodo storiografico, dopo aver definito che cosa intende per archeologia, il filosofo francese si sofferma in particolare sul tema del rapporto tra storia e verità. Come circoscrivere un evento? Quali sono i fattori che permettono di capire che è in atto una trasformazione dei nostri modi di pensare, di concettualizzare e perciò di agire? Come un'applicazione del metodo archeologico e un'esemplificazione della sua tecnica ricostruttiva, appare invece il terzo scritto qui raccolto, dedicato a Cuvier e al posto che egli occupa nella storia della biologia. Questi scritti consentono di focalizzare l'attenzione su di un segmento importante della formazione di Foucault, che gli permetterà di diagnosticare fenomeni come la nascita della biopolitica e l'affermazione di un governo dei viventi.
Con il diavolo in corpo. Filosofi e streghe nel Rinascimento
Esther Cohen
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2005
pagine: 173
In questo libro l'autrice include le streghe tra i vinti, mostrando una continuità della storia occidentale attraverso la sua tendenza a estirpare le diverse figure dell'alterità incontrate sul suo cammino. Incarnati dalle streghe o dagli indios del Nuovo Mondo, dai neri o dagli ebrei, dalle donne o dagli omosessuali, gli outsider si scontrano sempre con la stessa norma, con le stesse pratiche di stigmatizzazione, persecuzione e sterminio. Richiamando il celebre aforisma di Walter Benjamin, secondo il quale non esiste documento di cultura che non sia nello stesso tempo documento di barbarie, Esther Cohen ci aiuta a interpretare le streghe non solo come figure del passato, ma anche come un archetipo contemporaneo.
Cosmopoli. Figure dell'esilio ebraico-tedesco
Enzo Traverso
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2004
pagine: 166
L'ascesa del nazismo al potere, nel 1933, segna l'inizio di un gigantesco esodo della cultura tedesca, una cultura in gran parte incarnata da intellettuali ebrei. Dispersi tra le due sponde dell'Atlantico, questi outsiders hanno profondamente rinnovato il pensiero occidentale, sia in Europa che in America. Nei saggi qui riuniti, l'autore mette a fuoco alcuni frammenti singolari e affascinanti dell'esilio ebraico-tedesco. Al di là del luogo comune, giusto ma unilaterale, che lo descrive come una "vita mutilata", l'esilio è sondato in queste pagine come un osservatorio del tutto nuovo sul mondo e sulla storia.
Genere e decolonialità
María Lugones, Isabel Jiménez-Lucena, Madina Tlostanova
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2023
pagine: 119
Corpopolitica e geopolitica della conoscenza (chi può/deve conoscere) sono i temi centrali di questo libro, entrambi attraversati dalla colonialità dell’essere e del sapere. “Donne”, “indigeni” e “neri” sono stati storicamente esclusi dall’accesso a quella che si considerava essere la cupola del sapere. Se la cultura patriarcale legittima l’oppressione di genere e sessuale, questa, però, non si manifesta né è vissuta allo stesso modo dalle “donne di colore” negli Stati Uniti (Lugones); nella geopolitica ispano-marocchina, a causa delle differenze che il sistema sanitario spagnolo mostra nel trattamento delle donne ispaniche e marocchine (Jiménez-Lucena); né nel conflitto tra la cultura cristiana ortodossa dello Stato russo e la cultura musulmana del Caucaso (Tlostanova). Tanto il sesso quanto il genere si costruiscono socialmente e storicamente in forme che danno luogo a “sistemi di genere” che rendono più complessa la nozione di patriarcato. Le diverse storie locali generano risposte particolari in ciascuno di questi luoghi, ed è a partire da ognuna di tali storie che le tre autrici convergono sulla stessa idea che non può esistere un femminismo universale dettato dal femminismo bianco europeo e statunitense. Introduzione di Walter Mignolo.
Un femminismo decoloniale
Françoise Vergès
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2020
pagine: 115
Nella sua analisi Françoise Vergès parte dall'assunto innegabile che a partire dal XVIII secolo la storia del femminismo occidentale sia stato un fruttuoso susseguirsi di vittorie nel campo della rivendicazione dei diritti individuali delle donne. L'autrice precisa tuttavia che queste vittorie, fondate sullo cancellazione delle disparità uomo-donna, hanno sottovalutato e in certi contesti ignorato le esperienze di dominazione che esistono tra le donne stesse. A fronte di un femminismo portatore della "missione civilizzatrice" del Nord colonizzatore, Vergès mostra gli aspetti dirompenti di un posizionamento "decoloniale" in grado di opporsi a quel patriarcato profondamente connesso al sistema capitalista (a sua volta storicamente connesso allo schiavismo) e al neoliberismo. Il femminismo decoloniale è necessariamente anticapitalista e collega le disuguaglianze di genere e razziali al sistema capitalista. Secondo Vergès non ci si dovrebbe definire femministe senza interessarsi alle questioni ambientali, allo sfruttamento, alla vulnerabilità di classe e al razzismo; senza agire in modo condiviso con altri movimenti politici e sociali favorevoli alla decostruzione di questo sistema. Essere femministe decoloniali significa allora combattere contro il femminicidio ma anche per il diritto dei popoli indigeni alla terra, significa trovare delle connessioni tra le esperienze radicate in diverse parti del mondo e riscrivere le strutture in cui i nostri mondi sono pensati.
Narcocapitalismo. La vita nell'era dell'anestesia
Laurent De Sutter
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2018
pagine: 120
Cosa hanno in comune l'invenzione degli anestetici nella metà del XIX secolo, l'uso della cocaina da parte dei nazisti e il diffondersi del Prozac? La risposta è che sono tutti prodotti della stessa logica, che definisce la nostra era contemporanea come "l'era dell'anestesia". Laurent de Sutter mostra come gran parte delle nostre vite siano ora caratterizzate dalla gestione dei nostri sentimenti attraverso i farmaci, dalle pillole per dormire ai narcotici pesanti. La chimica è diventata così parte di noi che non riusciamo nemmeno a vedere quanto ci abbia cambiato. In questa era, essere un soggetto non significa semplicemente essere sottoposti ai poteri che decidono delle nostre vite: significa che i nostri stessi affetti ed emozioni sono stati demandati alla stimolazione chimica. Eppure non capiamo perché le sostanze che assumiamo non siano in grado di liberarci dalla fatica e dalla depressione, e dalla mancanza di desiderio che ora caratterizza la nostra condizione psicopolitica. Abbiamo dimenticato cosa significa essere eccitati perché le sole eccitazioni che conosciamo sono indotte da farmaci e droghe. Dobbiamo abbandonare la stimolazione narcotica cui siamo arrivati ad affidarci e trovare un modo per tornare all'eccitazione collettiva, che è la più grande paura del narcocapitalismo.
Genealogie queer. Teorie critiche delle identità sessuali e di genere
Federica Valentini
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2018
pagine: 118
In un contesto politico e culturale in cui la normalizzazione delle identità sessuali e di genere sembra prevalere, anche all'interno di alcuni ambiti del mondo gay e lesbico, il pensiero queer costituisce un potente elemento di critica di quel sogno liberale di uguaglianza ed emancipazione fondato sul principio identitario. Qual è il prezzo di questa normalità a cui le "minoranze" anelano? La libertà passa davvero attraverso di essa? Oppure è necessario mettere in discussione lo stesso concetto di normalità per poter immaginare un'esistenza veramente libera? Il queer appare oggi come uno degli strumenti teorici e politici necessari non solo per difendersi dalle insidie retoriche dei discorsi normalizzanti, che riguardano in particolare il genere e la sessualità, ma anche per immaginare un nuovo orizzonte di vita comunitaria. Tracciare le genealogie del pensiero queer, ripercorrerne le diverse diramazioni teoriche che ne hanno costituito lo sviluppo - come qui si propone l'autrice - consente di apprezzare la potenza critica di questo strumento e la sua capacità di perturbare concezioni e categorie dalle pretese universalizzanti. Porsi nella prospettiva del queer significa fare propria una visione della realtà complessa e aperta, accogliendo senza timore e smania di definizione la problematicità, l'imprevedibilità e l'indefinitezza dell'esistenza umana.
La morte nera. La teoria del fascismo di Walter Benjamin
Fabrizio Denunzio
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2016
pagine: 119
Il rapporto di Walter Benjamin con il fascismo è solitamente ricondotto ad alcuni episodi frammentari: l'intervista al fascista francese Georges Valois, la recensione a un libro curato da Ernst Jünger, alcuni riferimenti contenuti nell'"Opera d'arte" e nelle tesi "Sul concetto di storia". In realtà, dal viaggio in Italia agli ultimi giorni della sua vita, il filosofo tedesco non ha mai smesso di lavorare segretamente a una teoria del fascismo con la quale dare un significato razionale al fenomeno politico più sconvolgente della prima metà del XX secolo. Nel momento stesso in cui si impegna a correggere i fondamenti dogmatici del marxismo volgare e a fornire una propria versione del materialismo storico in funzione dell'avvento di grandi media di massa come cinema e radio, Benjamin elabora una teoria del fascismo nella quale nulla viene trascurato: dai fattori storici (le conseguenze del processo di modernizzazione e il problematico progetto dei Lumi) e strutturali (la crisi economica europea nel Primo dopoguerra), a quelli sovrastrutturali (l'estetica fascista con il suo culto della personalità creatrice e la sua prassi monumentalistica) e intrapsichici (il Duce come padre degenere desideroso di durare in un'eternità di crimini). Alla fine della sua ricostruzione, l'autore dimostra che se c'è un punto in cui questa teoria di Benjamin concorda con alcune riflessioni prodotte dal pensiero della seconda metà del XX secolo (almeno quello più sperimentale) sulle nuove forme di fascismo...
Resistenze. Pratiche e margini del conflitto quotidiano
Pietro Saitta
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2015
pagine: 116
Quali sono oggi le forme individuali e collettive con le quali si esprimono le resistenze, passive o attive, nelle relazioni di potere che attraversano lo spazio pubblico e privato delle nostre esistenze quotidiane? Utilizzando un vasto panorama di dati e studi etnografici, urbanistici e sociologici, in questo suo lavoro Saitta introduce il lettore al controverso problema delle "resistenze", nel quale confluiscono temi come l'estetizzazione della subalternità, le emozioni legate alla rivolta o al silenzio, l'ideologia di chi osserva, il rapporto delle scienze sociali con il potere e il problema della scrittura e della creazione di mondi fatti a immagine e desiderio degli studiosi e della loro platea. Vengono così indagate le pratiche e le rivendicazioni organizzate o meno, individuali o collettive, occulte o visibili, semi-legali o criminali, di natura economica o postmaterialiste che si affacciano nello spazio delle relazioni economiche e in quello della città, producendo conflitto, evitandolo o negoziando margini silenziosi di autonomia.

