Ombre Corte: Ecologiche
Sfruttare i viventi. Ecologia politica del lavoro
Paul Guillibert
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2025
pagine: 124
«L’ecologia comincia in casa» è lo slogan che usano le organizzazioni che sostengono una crescita verde. Come individui, siamo chiamati a farci agenti della transizione ambientale. Chi resiste al cambiamento, in particolare i più poveri, sono trattati come negazionisti climatici. La necessaria trasformazione degli stili di vita e dei metodi di produzione sarebbero invece prerogativa degli abitanti delle città, istruiti e illuminati. È uno scenario dicotomico: da una parte le classi popolari si allontanano dall’impegno ecologico; dall’altra l’ecologia appare appannaggio dei ceti più agiati. Per uscirne, Paul Guillibert discute il grande assente del pensiero ecologico: il lavoro. Sostiene che sono le forme di sfruttamento del lavoro (salariato, servile, domestico), nelle piantagioni coloniali, in casa o in fabbrica, a dare forma all’ecocidio. È lo sfruttamento degli esseri umani, ma anche lo sfruttamento dei viventi. Rimettere la produzione capitalistica al centro della crisi significa costruire nuove alleanze tra lavoratori ed ecologisti, tra umani e non. Una sintesi originale che guarda all’ecologia politica attraverso la lente dei rapporti di dominio, per costruire un’ecologia veramente emancipatrice. Prefazione di Maura Bengiamo ed Emanuele Leonardi.
Rendere pulito il mondo. Capitalismo razziale e lotta decoloniale
Françoise Vergès
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2026
pagine: 231
Dietro lo splendore delle metropoli e il decoro delle nostre vite si nasconde un’economia politica invisibile. In questo libro, Françoise Vergès ribalta la prospettiva sul concetto di igiene e cura, ponendo una domanda scomoda: chi riempie di rifiuti il pianeta e chi è condannato a fare pulizia? Dalla gestione dei rifiuti alle pulizie domestiche e industriali, l’autrice svela i meccanismi del capitalismo razziale, al cui interno i costi ambientali e umani vengono sistematicamente scaricati sui corpi delle donne, dei migranti e delle popolazioni razzializzate. È la “servitù invisibile” che permette al privilegio di brillare. Ma Vergès non si limita a una denuncia. Ci offre invece una bussola per una prassi rivoluzionaria: la “pulizia decoloniale”. Si tratta di un atto radicale, antirazzista e antipatriarcale, che impedisce di nascondere lo sporco sotto il tappeto del profitto per prendersi cura del vivente: terra, esseri umani, piante, mari.Un testo imprescindibile per smantellare le gerarchie del presente e immaginare le istituzioni che affermano la vita.

