Quodlibet: Quodlibet Storie
Ricordi istriani
Giani Stuparich
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2023
pagine: 139
I Ricordi istriani, ultimo libro di Giani Stuparich, sono l’elegia di un mondo perduto. Usciti per la prima volta nel 1961, rievocano l’infanzia e l’adolescenza marina dello scrittore triestino: anni sereni di inizio Novecento, ancora esenti dai lutti, personali e collettivi, che il secolo avrebbe portato con sé. Capitolo per capitolo riviviamo anche noi le lontane estati in cui Giani e il fratello Carlo scoprivano le coste e i villaggi dell’Istria, imparando la pesca, i remi, la vela sotto la guida allegra del padre, originario dell’isola di Lussino. «Foglia gentile che galleggia sul mare», la terra narrata da Stuparich è innanzitutto un luogo di famiglia, dove i sapori della cucina della nonna si mescolano alla voce del padre, alle sue mille invenzioni per istruire e divertire i figli; ma è, insieme, un paese vitale, che ci passa davanti agli occhi con la libera luce del suo cielo. Il libro offre così uno spaccato della vita marinara e contadina dell’Istria, unendo alla felicità della memoria il racconto, di taglio quasi etnologico, di un mondo che gli avvenimenti della Storia hanno irrimediabilmente lacerato.
Il transito mite delle parole. Conversazioni e interviste 1974-2014
Gianni Celati
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2022
pagine: 644
Narratore, saggista, traduttore, poeta, regista: tante sono le facce di Gianni Celati, uno dei maggiori scrittori italiani del XX e del XXI secolo. Ora se ne aggiunge un’altra, quella del parlatore. Sempre disponibile nei confronti dell’avvenimento fortuito, dell’incontro estemporaneo, Celati si intratteneva indifferentemente con studiosi affermati e con perfetti sconosciuti, con estimatori della sua opera e con quanti di lui non avevano mai sentito parlare. Le pagine di questo volume di conversazioni e interviste danno modo di riascoltare la sua voce inconfondibile. Sono sessantasette incontri apparsi su giornali, riviste, libri o registrati nel corso di trasmissioni radiofoniche e televisive. Con lucidità non comune, talvolta occultata in toni bonari e divaganti, Celati espone le sue idee sul lavoro dello scrittore, sulla letteratura, su autori del presente e del passato, sull’arte, sul cinema, sulla musica rock, sulla filosofia e su tanto altro. L’autore più antiletterario della nostra tradizione e insieme il più appassionato cultore della nostra letteratura traccia così la sua rotta all’interno di quella attività artistica che è lo scrivere, da lui concepito come atto artigianale, ricerca senza posa di forme e pensieri imprevisti al riparo da ogni dogma e parola d’ordine. Sempre pronto a rimettere in discussione la sua idea del raccontare, e lontanissimo dal ruolo dell’autoritario dispensatore d’indicazioni e istruzioni, Celati si conferma un autentico maestro segreto, di stile e di vita.
Roma, non altro
Dolores Prato
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2022
pagine: 205
«Tutto e tutti hanno lavorato per sbriciolarla, eccetto il tempo che su Roma non ha eccessivo potere». Per Dolores Prato, Roma è città di nascita e d’elezione. Dopo l’infanzia e l’adolescenza trascorse a Treia nelle Marche, l’autrice sceglie di vivere nella «città eterna» e di renderla protagonista di numerose scritture, tra cui la serie di elzeviri raccolti in questo volume, proposti in gran parte a «Paese Sera» tra gli anni Cinquanta e Settanta. Sono pezzi accomunati da una lingua smagliante, una base di solida documentazione, uno sguardo inquieto sulle più rassicuranti vulgate. Spesso si concentrano sulla storia e la progressiva distruzione di monumenti, quartieri, feste, ricorrenze, vie di Roma, specie dopo l’elezione a capitale d’Italia. Questa città contro cui il tempo «non ha eccessivo potere» si rivela così vittima costante della breve stupidità dell’uomo, delle sue distruzioni celebrative e turistiche sotto cui pulsano motivi politici ed economici tra i più volubili e bassi. Agli occhi di Dolores Prato, la vera Roma tuttavia resiste, per via del suo «carattere prepotente», in zone voci e oggetti marginali (un albero, una nobile erbaccia, un sasso, una piccola strada, un muricciolo sbrecciato, un taglio di luce, un canto). Qui Roma irrimediabilmente contesta e supera il ruolo di capitale, sede di Giubileo, cera tra le mani di noncuranti speculatori. È Roma, appunto: non altro.
Le parole non sono di questo mondo. Lettere al guardiamarina E. K., 1892-1895
Hugo von Hofmannsthal
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2022
pagine: 130
Tra i carteggi tenuti da Hugo von Hofmannsthal (1874-1929), le lettere scambiate in gioventù con Edgar Karg (1872-1905) occupano un posto d’eccellenza, tanto che lo stesso poeta pensò di pubblicarne un buon numero, in un’antologia che avrebbe dovuto raccogliere il meglio della sua produzione giovanile. Mentre il suo precoce talento viene celebrato nei cenacoli letterari, Hofmannsthal cerca qui di avvicinare alla propria esistenza da “poeta” un amico che, impegnato nel servizio di marina in località spesso assai remote, non può condividere con lui la stessa ricchezza culturale. Non si trattava, però, di fare opera di vacua divulgazione, ma di strappare la poesia all’atmosfera artificiosa dei salotti e delle accademie, e di porla in relazione all’esistenza degli uomini. Temi e problemi che hanno un peso fondamentale nella sua opera e in molta poesia moderna, vengono allora affrontati in modo immediato, e di continuo vengono intrecciati a esperienze quotidiane e affetti comuni. Da un lato i primi passi compiuti da Hofmannsthal lungo il “cammino verso la vita”, nel tentativo di infrangere, grazie a questa amicizia, l’isolamento dell’artista (egli stesso ricorda quegli anni come “il periodo più solitario” della sua esistenza). Dall’altro una limpida, inedita prospettiva sulla riflessione condotta da Hofmannsthal sulla letteratura, sul suo rapporto con la vita, e più in generale sull’amicizia e la formazione dell’individuo. Uno di quei rari casi in letteratura dove l’espressione congiunge felicemente immediatezza e profondità.
Un anno di scuola
Giani Stuparich
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2022
pagine: 98
Trieste, 1909. Una ragazza ottiene, per la prima volta, l’accesso all’ottavo anno del ginnasio, passaggio obbligato per accedere agli studi universitari e conquistarsi un futuro di libertà e indipendenza. Sola femmina tra venti allievi maschi, catalizza inevitabilmente le attenzioni e le emozioni di tutti: ognuno, a suo modo, si innamorerà di lei, di quella figurina che vorrebbe essere nulla più che una compagna di studi e di scherzi spensierati, una voce nel coro concorde della classe. Edda Marty, la protagonista di "Un anno di scuola", è l’incarnazione di un ideale femminile che soltanto la città di Svevo e di Saba poteva produrre: insieme fragile e forte, seria e irriverente, dolce e «temeraria», come la definisce Stuparich all’inizio. La storia del suo incontro con Antero, il compagno più riservato e sensibile, si sviluppa in un vortice drammatico che, tra amore e morte, accompagnerà la classe verso gli esami. Ritratto di un’epoca irripetibile della vita, il racconto (pubblicato per la prima volta nel 1929) è anche una struggente rivisitazione della Trieste di inizio secolo, di quella Vienna calata sull’Adriatico dalla quale sono uscite alcune delle pagine più autentiche della nostra letteratura.
Quel che ho visto e udito a Roma
Ingeborg Bachmann
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2022
pagine: 120
Le corrispondenze da Roma di Ingeborg Bachmann per la radio di Brema (1954-'55), qui pubblicate insieme agli articoli da lei scritti nello stesso periodo per alcuni giornali tedeschi, sono un ritrovamento recente e testimoniano sia di un aspetto sconosciuto di questa ormai celebratissima scrittrice, sia di uno spaccato dell’Italia postbellica visto da una angolatura di eccezione. La Bachmann conosceva perfettamente l’italiano e si orientava con sicurezza nella politica e nella cultura locali. Dietro lo pseudonimo Ruth Keller, ella riferisce sugli argomenti più scottanti del periodo: su misteriosi eventi criminosi negli ambienti altolocati romani (il caso Montesi), su presunti tentativi di eversione da parte dei comunisti italiani, sulle catastrofi naturali che colgono di sorpresa i già provati popoli della Campania, sulle inquietanti manovre della mafia, sull'’ascesa alla ribalta della Lollobrigida e sulla ratifica dei “trattati di Parigi”. Un’occasione per ripercorrere la vita italiana degli anni ’50, meno distante da quella odierna di quanto si pensi, e per comprendere meglio l’attività di una scrittrice che ancora non ha finito di svelare tutti i suoi segreti. Assieme alle “Cronache”, pubblichiamo una breve prosa coeva, che dà il titolo all’intero volume, e che parla a sua volta di Roma. Associamo al grado meno letterario e più “fattuale” della scrittura bachmanniana una prosa intrisa di ispirazione conforme allo stile più noto e più felice della scrittrice. Si apre così lo spazio totale entro cui si muove l’occhio della Bachmann e da cui affiora il suo ritratto di Roma, e molti dei motivi che popolano le altre sue opere letterarie. Presentazione di Giorgio Agamben.
Corpomatto
Cristina Venneri
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2022
pagine: 147
Marta è una studentessa svogliata e ritardataria. Ha lasciato Taranto per iscriversi all’università di Messina, ma la vita studentesca, velleitaria e alcolica, si rivela molto più interessante delle Lettere classiche. Dopo pochi anni e un solo esame è di nuovo a casa, sorta di carcere domestico dove l’aspettano una madre problematica e una nonna arcigna. Nella «maledetta città» che tutto avvelena, l’esistenza di ognuno è improduttiva, sospesa, anche quella di Marta, ben attenta a nascondersi dalla madre quando telefona al suo innamorato, perché altrimenti la «sentirebbe vivere». Eterna figlia ferma sulla soglia di un cambiamento che non vuole compiere, Marta non può più uscire da questo piccolo mondo asfittico, non prima di aver ricostruito la famiglia perduta, rimesso insieme i pezzi di entrambi i genitori, ricreato un impossibile e commovente focolare casalingo. L’unica salvezza sarà raccontare tutto, con l’oggettività di una deposizione ufficiale, con una scrittura sorprendente: comica quando dovrebbe essere luttuosa, tenera dove ti aspetti sarcasmo, elusiva quando speri in una confessione. In questo suo primo romanzo Cristina Venneri offre il ritratto di una generazione bloccata tra disastri familiari e possibilità negate, incapace di trovare il proprio soffio vitale.
Una quasi eternità
Antonella Moscati
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2022
pagine: 84
Alla soglia dei cinquant'anni una donna osserva e racconta, con struggimento e con ironia, i tanti cambiamenti che avvengono in quel periodo di passaggio: nel proprio corpo, nella percezione del tempo, nei rapporti fra i sessi. Con la pausa, o meglio con la battuta d'arresto della fertilità, la vita di una donna sembra, infatti, subire uno strano contraccolpo. Come se all'improvviso si fosse persa quella che fino a poco prima sembrava una condizione destinata a durare per sempre: la «beata incoscienza d'essere», cioè la sottile e tacita sintonia fra il tempo del proprio corpo e quello del mondo. In uno scenario meridionale, i ricordi recenti si mescolano con quelli luminosi dell'infanzia e dell'adolescenza.
Una cena elegante
Robert Walser
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2022
pagine: 160
In questo volume viene riproposta la scelta di testi walseriani, curata tradotta da Aloisio Rendi (Lerici 1961), che segnò la prima apparizione dello scrittore svizzero in Italia. Tuttavia, rispetto a quell'edizione, sono state riprese solo le sezioni dedicate agli Aufsätze (1913) e a Kleine Dichtungen (1914), due libri appartenenti alla fase più felice della produzione di Robert Walser.
Il terrore
Arthur Machen
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2022
pagine: 145
Prima guerra mondiale. In un angolo remoto del Galles la popolazione deve fare i conti con una serie di morti raccapriccianti e di eventi inspiegabili. Presto il terrore si diffonde nelle campagne e, in un crescendo di angosciose supposizioni, la comunità arriva ad addebitare gli incomprensibili omicidi ai tedeschi, che si suppone abbiano creato un vero e proprio Stato sotterraneo. Si scoprirà tuttavia che non sono loro gli artefici del misterioso terrore calato inesorabilmente sulla placida campagna inglese, e prenderà sempre più corpo un'ipotesi sconvolgente, e cioè che l'ordine cosmico sia stato sovvertito e che (forse) non sia più possibile tornare indietro.
Ho costruito una casa da giardiniere
Gilles Clément
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2022
pagine: 158
«Quando ho comprato questo posto per venirci a vivere il mio progetto non era quello di costruire una casa con un giardino intorno. Era semmai il contrario: volevo abitare in un giardino. La mia vita da giardiniere inizia qui, e qui prosegue e si rinnova perpetuamente. Tutti i miei lavori, alcuni dei quali su scala ben più ampia, trovano la loro origine in questo luogo. Al principio non avevo un'idea precisa su come risistemarlo. Non mi mancavano tuttavia i metodi e i modelli appresi durante i miei studi alla Scuola Nazionale di orticoltura o scoperti nei miei primi lavori. Ma qui si trattava del mio giardino – della mia infanzia, potrei dire. Ho cercato allora di dispormi in dialogo con la natura. Prima di toccare qualsiasi cosa volevo capire, almeno un po', quel che accadeva sotto i miei occhi e che mi sfuggiva quasi completamente. Abbiamo una conoscenza limitata della diversità e una nozione quasi nulla delle specificità comportamentali degli elementi che si muovono all'interno di questa diversità. Non siamo che ai primi balbettii nella riscoperta di quella natura così familiare ai nostri antenati, e che ci è divenuta completamente ermetica. Così mi feci quanto più silenzioso possibile. Ero come un invitato attento a non disturbare gli ospiti. Ero in visita presso le piante e gli animali». Non lontano dalla casa di famiglia che ormai gli è vietata, in quella valle delle Farfalle dove, bambino, faceva le sue prime esplorazioni da entomologo, Gilles Clément costruisce letteralmente con le proprie mani una capanna di pietre. Nel profondo della campagna francese degli anni Settanta, egli immagina intorno alla sua nuova casa un giardino in movimento, un osservatorio delle specie, un laboratorio della natura in cui trovano già spazio tutte le preoccupazioni ambientali che lo renderanno un paesaggista celebre e rispettato nel mondo.
Ritter, Dene, Voss
Thomas Bernhard, Elena Sbardella
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2022
pagine: 149
È come essere in un sepolcro qui siamo già belli e sepolti un magnifico sepolcro dove si servono i bignè viennesi fragranti. Un pranzo di famiglia, due sorelle e un fratello, il suo ritorno a casa dopo un periodo di degenza in un ospedale psichiatrico. Nell'interno di una villa a Vienna il passato appare inestinguibile. Eppure da questa dolente costellazione Thomas Bernhard ricava scene di irresistibile comicità, come se solo un passo separasse la tragedia dalla commedia, il sublime dal ridicolo. Portato sulle scene a Salisburgo e Vienna nel 1986, Ritter, Dene, Voss costituisce forse l'apice teatrale dello scrittore austriaco, condensandone le tematiche preferite, a partire dalla vita come rappresentazione. Mettendo in scena l'eterna commedia umana, l'ossessione di assoluto che sovrasta l'imperfezione dell'esistenza, Bernhard gioca con la biografia di Ludwig Wittgenstein. Ma le vicende del filosofo sono solo un materiale per l'illusione dell'arte. Se famiglia e rituali sociali appaiono una prigione, se la fuga dalle proprie origini si rivela velleitaria, se tutto è stato già detto, se la ricerca di senso è puro balbettio, non resta che concepire la vita come acrobatico esercizio di resistenza artistica.

