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Quodlibet: Quodlibet studio. Filosofia e politica

La lingua animale. Deleuze attraverso la letteratura

La lingua animale. Deleuze attraverso la letteratura

Paolo Vignola

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2010

pagine: 180

"Lo stile, in un grande scrittore, è sempre anche uno stile di vita, non certo nel senso di qualcosa di personale, ma come invenzione di una possibilità di vita, di un modo di esistenza". Per Deleuze, se la vita attraversa le opere degli scrittori, questo attraversamento non avviene senza sofferenze, lacerazioni e fughe verso la follia. Etica, clinica ed estetica si intrecciano nello stile dello scrittore, ne fanno un medico della civiltà, folle e sintomatologo. La letteratura corrisponde così a un processo di interrogazione politica, dimostrandosi il grimaldello con cui Deleuze sblocca le serrature disciplinari di psicoanalisi, fenomenologia e linguistica. Il confronto deleuziano con gli scrittori libera la letteratura dagli accademismi e dai formalismi a cui è soggetta; sul sentiero tracciato da questa "selvaggia" critica letteraria si incontra la suggestione della lingua animale, creata dagli scrittori più cari a Deleuze, tra cui Masoch, Melville, Kafka e Artaud. La lingua animale è il divenire della lingua e si esprime al confine tra scrittura e vita, tramite un processo di liberazione della soggettività.
16,00

L'appuntamento mancato. Il giovane Heidegger e i sentieri interrotti della democrazia

L'appuntamento mancato. Il giovane Heidegger e i sentieri interrotti della democrazia

Ferdinando G. Menga

Libro: Libro in brossura

editore: Quodlibet

anno edizione: 2010

pagine: 218

Si può parlare della questione filosofico-politica in Heidegger prescindendo dal suo coinvolgimento con il nazismo? Questo volume intende sostenere che ciò non soltanto è possibile ma che nei corsi universitari del primo periodo friburghese sono addirittura rinvenibili tracce importanti - e ancora inesplorate - di un pensiero della democrazia. Resta il fatto, però, che Heidegger non ne tematizza mai in modo esplicito la portata filosofica. Si tratta di una semplice svista, dovuta a una mancanza di interesse politico da parte del giovane e già brillante docente dell'Università di Friburgo? O non sarà il caso di riconoscervi i primi sintomi di un malessere più profondo del suo pensiero, incapace di reggere la coabitazione di due opposte tendenze nei confronti del politico? Prima ancora ch'egli stesso ne adotti la formulazione, si possono cogliere qui le premesse del primo "sentiero interrotto" della sua opera, che renderà per l'intero filosofare di Heidegger quello con la democrazia un appuntamento mancato.
22,00

Le vie della distruzione. A partire da «Il carattere distruttivo» di Walter Benjamin
20,00

Topografie politiche. Spazio urbano, cittadinanza, confini in Walter Benjamin e Jacques Derrida

Topografie politiche. Spazio urbano, cittadinanza, confini in Walter Benjamin e Jacques Derrida

Dario Gentili

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2009

pagine: 235

Uno dei leit-motiv nell'interpretazione della globalizzazione riguarda il superamento della topografia tipica del Moderno e delle forme politiche che la caratterizzano, in particolare lo Stato-nazione e i suoi confini. Questo lavoro risale alle origini di tale topografia, quando le determinazioni topografiche avevano una diretta corrispondenza con quelle politiche e una consistenza materiale: risale alla conformazione spaziale della città antica e medioevale, ai suoi muri e alle sue porte. Segue, poi, passando per il cambio di paradigma spaziale che la concezione dello Stato di Bodin e Hobbes ha comportato, l'evolversi e il trasformarsi della topografia della città fino alla sua crisi e alla conformazione che assume oggi lo spazio urbano. È, pertanto, sulla scorta di tale itinerario che s'intende pensare la soggettività politico-giuridica del Moderno e la sua crisi, quella soggettività definita a sua volta dal confine, dal dentro/fuori, come indicano le sue configurazioni più radicali, il sovrano e lo straniero, e il loro rapporto costitutivo con l'istituzione della cittadinanza.
22,00

Foucault con Merleau-Ponty. Ontologia politica, presentismo e storia

Judith Revel

Libro: Libro in brossura

editore: Quodlibet

anno edizione: 2026

Nonostante la “svolta etica” degli ultimi suoi lavori, Michel Foucault non abbandonò mai quella parte centrale della sua opera che è stata l’analitica delle forme di potere. Partendo da questa riflessione, Judith Revel esplora in profondità il modo in cui il pensiero foucaultiano affronta la questione politica del presente, collegandola alla sua analisi storica dei sistemi di pensiero e cercando di sviluppare una prospettiva che unisca le forze che ci determinano alla ricerca di una “differenza possibile”. In questo percorso, l’ontologia politica, storica e immanente di Foucault si rivela sorprendentemente vicina ai lavori di Maurice Merleau-Ponty, soprattutto nella loro idea di una storia sempre aperta a ciò che la eccede. Una “somiglianza di famiglia” che apre la strada a una lettura radicalmente nuova del panorama della filosofia francese del secondo dopoguerra.
20,00

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