«Il lasciarsi divorare dalla scrittura. È questa la bellezza?» "Bucherer l’orologiaio", l’ultima opera di Antonio L. Verri, pubblicata postuma nel 1995, è un congegno verbale attraverso il quale l’autore rivendica la sovrana libertà di una scrittura che danza vertiginosamente sul baratro dell’insignificanza. Se il romanzo è, com’è stato detto, il testamento di Verri, o il suo epitaffio, il messaggio che vi si legge lascia sgomenti: la letteratura è azzardo, e chi la pratica deve essere disposto a giocare la sua partita fino in fondo, pur sapendo di perdere. Perché il sogno di Bucherer, e dello stesso Verri, il progetto di trascrivere il mondo dentro un libro è semplicemente impossibile; ma il suo incanto risiede proprio nel ludico martirio dell’invenzione continua. Con uno scritto di Rossano Astremo.
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Bucherer l'orologiaio
| Titolo | Bucherer l'orologiaio |
| Autore | Antonio L. Verri |
| Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
| Collana | Declaro |
| Editore | Kurumuny |
| Formato |
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| Pagine | 110 |
| Pubblicazione | 12/2021 |
| ISBN | 9788898773671 |
€13,00
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