Il libro nasce da un'esperienza prolungata nel tempo di supervisione con Antonino Ferro di un gruppo di analisti. Il tema in sé della supervisione è sempre presente. A volte come oggetto dichiarato della riflessione, a volte tra le righe. Abbiamo pertanto la possibilità di conoscere dal di dentro e da parte di chi l'ha esperita in cosa consiste un modo nuovo di intendere questa forma di relazione, dopo quella dell'analisi, inventata da Freud. L'obiettivo non è evidenziare dall'alto le dinamiche inconsce del paziente ma, come farebbe l'analista in seduta, provare a dare finalmente un senso condiviso ad aspetti emotivi rimasti sino ad allora scissi. Per dirla con Ogden, passare dal non poter sognare a sognare per la prima volta oppure passare dall'incubo al sogno. Benché fisicamente assente nella seduta di supervisione, il paziente è convocato come miglior collega dell'analista o del gruppo di analisti. Se si fa attenzione alle sfumature del dialogo analitico, non solo al contenuto ma anche alla forma, ci si può lasciar guidare e avere una nozione, sempre provvisoria e rivedibile, del clima affettivo che si respira nella stanza d'analisi.
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Costruire l'inconscio. Una supervisione di gruppo come sogno e racconto condiviso
| Titolo | Costruire l'inconscio. Una supervisione di gruppo come sogno e racconto condiviso |
| Curatori | Anna Maria Maruccia, Pietro Stefanini |
| Argomento | Società, scienze sociali e politica Psicologia |
| Editore | CELID |
| Formato |
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| Pagine | 200 |
| Pubblicazione | 11/2018 |
| ISBN | 9788867891405 |
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