La trama che dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" transita in "Ciascuno a suo modo" è quanto mai melodrammatica, bollata, per ammissione stessa del narratore, "da un marchio di volgarità". Pure, un'analisi delle costanti e delle varianti che ne caratterizzano il riuso, all'interno di due diversi generi letterari, può finire col rappresentare o mimare la parabola stessa dell'arte nell'esperienza pirandelliana. Tanto il romanzo quanto il dramma, infatti, fanno leva sulla trama per sovvertire le rispettive strutture tradizionali: nel romanzo, attraverso la costruzione di un narratore inattendibile in anticipo di qualche anno rispetto allo Zeno sveviano; nella commedia, mettendo in scena un capovolgimento radicale del rapporto tra arte e vita inteso a esaltare la capacità dell'arte non tanto di divinare o prevedere la vita quanto di predeterminarla.
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«Veniamo al fatto, signori miei!». Trame pirandelliane dai «Quaderni di Serafino Gubbio» a «Ciascuno a suo modo»
| Titolo | «Veniamo al fatto, signori miei!». Trame pirandelliane dai «Quaderni di Serafino Gubbio» a «Ciascuno a suo modo» |
| Autore | Beatrice Stasi |
| Collana | Letterature |
| Editore | Progedit |
| Formato |
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| Pagine | 128 |
| Pubblicazione | 01/2012 |
| ISBN | 9788861941212 |
€16,00
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