L’Armando, l’Elvira, l’Annibale, la Carlina, alcuni dei personaggi di queste pagine, ci rendono partecipi dei loro guai che non sono solo meneghini, ma universali. Milanese è però il modo di affrontarli, di accettarli, di risolverli. Carlo Finestra (pseudonimo del giornalista milanese Camillo Brambilla) partecipa sentimentalmente, nel narrarli, ai casi dei suoi personaggi con sorridente pessimismo, o melanconico ottimismo, se così si preferisce. Raccontate nel dialetto della città del Porta, queste storie in realtà riflettono le piccole vicende umane che ci tormentano o ci rallegrano a ogni latitudine. Quello che cambia è il modo di affrontarle. Il milanese, negli affari e nella vita, è buon giocatore, vuole vincere, ma sa anche perdere: lotta e rischia fino all’ultimo, «se la va la gh’ha i gamb», anche se sa che è molto difficile riuscire. E quando va male può sorridere e dire: «L’è minga semper festa». Anche se sa che festa non è quasi mai.
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L'è minga semper festa
| Titolo | L'è minga semper festa |
| Autore | Carlo Finestra |
| Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
| Collana | Milano in mano |
| Editore | Mursia |
| Formato |
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| Pagine | 276 |
| Pubblicazione | 11/2022 |
| ISBN | 9788842565499 |
€16,00
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