"Sono note sul "lavoro sporco" dei partiti storici, sul cambiamento del regime politico negli anni Novanta e sul ruolo della magistratura. Per il Capodanno del 1989, Cuccia inviò a Craxi un biglietto di auguri con una frase di Goethe "da oggi comincia una nuova epoca e voi potete dire di esservi stato presente". Era, a un tempo, un commento al crollo del Comunismo ed un segnale al "politico decisionista", l'uomo che avrebbe potuto guidare l'Italia, sostituendo all'agire dei partiti "l'agire del mercato". Da lì a qualche mese, accompagnato da un noto imprenditore, si recò nell'ufficio di Craxi, in piazza del Duomo, a Milano. Gli propose di disarticolare i partiti e di costituire, con l'appoggio del potere economico, il governo di mani forti, per assecondare la competitivita del capitalismo italiano, secondo la logica: lo Stato metterà i soldi, noi l'imprenditoria. Craxi rifiutò e finì in esilio, ma Cuccia non rinunziò al suo disegno e vinse."
Dal quarto stato al quarto partito
| Titolo | Dal quarto stato al quarto partito |
| Autore | Carmelo Conte |
| Collana | Transatlantico, 3 |
| Editore | Rubbettino |
| Formato |
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| Pagine | 210 |
| Pubblicazione | 03/2009 |
| ISBN | 9788849824155 |

