"La fede religiosa è inestirpabile, appunto perché siamo creature ancora in evoluzione. Non si estinguerà mai, o almeno non si estinguerà finché non vinceremo la paura della morte, del buio, dell'ignoranza e degli altri". Questa la tesi da cui parte "Dio non è grande". Muovendosi tra l'analisi dei testi di fondazione delle grandi religioni (Bibbia e Corano sopra tutti) e la riflessione sull'attualità politica e sullo scontro di civiltà in atto, Hitchens costruisce un implacabile atto di accusa contro le follie cui l'uomo si abbandona nel nome di una fede: oscurantismo, superstizione, intolleranza, senso di colpa, terrore verso la sessualità, anti-secolarismo. Contro questi non-valori, e memore della grande tradizione laica anglosassone, Hitchens reclama un ritorno alle idee dell'illuminismo, intessendo un elogio arguto e a tratti commovente della ragione umana. Un saggio che senza mai rinunciare alle armi dell'ironia e del paradosso, costringe faziosamente il lettore a schierarsi.
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Dio non è grande. Come la religione avvelena ogni cosa
| Titolo | Dio non è grande. Come la religione avvelena ogni cosa |
| Autore | Christopher Hitchens |
| Traduttore | Mario Marchetti |
| Collana | Einaudi. Stile libero. Inside |
| Editore | Einaudi |
| Formato |
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| Pagine | 271 |
| Pubblicazione | 06/2007 |
| Numero edizione | 1 |
| ISBN | 9788806183370 |
€15,50

