Tre pièces di incontri a cena tra coppie di personaggi rappresentativi della loro epoca. La prima vede il confronto tra due Padri della Rivoluzione dell'89 sul destino della loro, come di altre rivoluzioni. La seconda vede il confronto tra due geniali opportunisti, buoni per ogni stagione, sul problema della futura spartizione del proprio potere dopo i 100 giorni di Napoleone. La terza vede dei giovani studenti universitari, a noi contemporanei, ebrei e arabi, ipotizzare un avvenire di pace per le loro comunità in guerra ciclica, coltivando speranze, nonostante tutto. Qual è il filo conduttore che unisce le tre pièces? Una tensione crescente, partendo in sordina da questioni banali, per rafforzarsi via via sulle problematiche centrali, che indurrebbero a una concordia variamente declinata. Interessi generali e personali si intrecciano in un viluppo di permanente attualità. Non è quindi un filo conduttore storico, ma etico-politico quello che unisce le tre pièces: la concordia. La concordia sociale per salvare la Rivoluzione (la cena tra Danton e Robespierre); la concordia personale per salvare due politici (la cena tra Talleyrand e Fouché); la concordia umana per salvare due popoli dal reciproco annientamento (la cena tra Ariel e Khaled).
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Tre cene, trilogia teatrale
| Titolo | Tre cene, trilogia teatrale |
| Autore | Claudio Consalvo Corduas |
| Argomento | Poesia e studi letterari Letteratura teatrale |
| Editore | Edizioni Scientifiche Italiane |
| Formato |
|
| Pagine | 168 |
| Pubblicazione | 03/2025 |
| ISBN | 9788849558067 |
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