C'è un uomo che viaggia in treno. Non se ne conosce il nome. L'autrice non lo svela. Ma è un disabile in carrozzina che solo nei vagoni, seduto come tutti, si sente eguale agli altri. Guarda fuori dal finestrino i paesaggi che scorrono durante il percorso, poi sposta lo sguardo dentro e osserva le vite intorno: donne, uomini, bambini, famiglie con le loro difficoltà. E capisce che la sua fisicità colpita lo rende solo apparentemente diverso. Lui più di tanti ha colto alcune sfumature esistenziali nate da un disagio trasformato in opportunità. "Ma è davvero la normalità il traguardo umano? Forse no —scrive Filippo Mancuso nella prefazione — si può andare avanti e oltre, partendo da uno svantaggio iniziale. Si può essere migliori dopo essere additati come diversi. L'essenziale è spezzare i pregiudizi che si manifestano, a volte con sguardi invadenti altre di apparente indifferenza". "I treni — continua Daniela Rabia nella nota finale — sono diversi e simili ai libri: ti portano in un luogo certo e annunciato mentre stai seduto. Quando leggi, invece, arrivi in un posto inimmaginabile stando seduto". Un romanzo dai contenuti forti e dai risvolti impensabili che accende il cuore dei lettori e li trasporta in un altrove immaginato e reale per poi farli tornare nella quotidianità con una consapevolezza nuova: la fuga è una resa in parte. Che presenta un conto nel tempo: quello che abbiamo perso scappando. Mi fermo, il prossimo treno che prenderò sarà per viaggiare. Davvero.
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Tracce di futuro
| Titolo | Tracce di futuro |
| Autore | Daniela Rabia |
| Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
| Collana | Fuori collana |
| Editore | Pellegrini |
| Formato |
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| Pagine | 136 |
| Pubblicazione | 07/2025 |
| ISBN | 9791220504225 |

