Nella Chicago fine anni ‘30 inizio anni ‘40, il jazz è di casa. Quattro ventenni, Raf, George, Godwin e Pete vivono immersi in quella musica: guidati da Raf, discreto pianista e bandleader per vocazione, suonano in un locale di quart’ordine di un ambiguo italoamericano: George alla batteria, Godwin al banjo e Pete alla tromba. Studiano o lavorano e devono decidere del loro futuro. I quattro si illudono che gli USA scansino la guerra, ma prima Pete, poi George e Godwin vengono arruolati. Raf rimane solo a suonare nel locale. Si laurea. È incerto se fare l’insegnante o il pianista. Alla fine, sono le circostanze a decidere per lui, pur figlio di emigrati italiani come George e Godwin si arruola volontario. Basta musica dunque? No. Il jazz, in particolare, il filo rosso della sua vita, non si spezza e riemerge durante le drammatiche vicende di guerra che affronta. Approda in nord Africa e lì vive la sorprendente scoperta dei Victory vertical, i pianoforti che scendono dal cielo col paracadute, vestiti con i colori militari. Gliene arriva uno grigio e leggero e per questo lo ribattezza Gray toy.
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Gray toy. Sparare e poi, alla sera, cantare
| Titolo | Gray toy. Sparare e poi, alla sera, cantare |
| Autore | Eugenio Novara |
| Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
| Editore | Ad Astra Edizioni |
| Formato |
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| Pagine | 196 |
| Pubblicazione | 04/2024 |
| ISBN | 9791280815293 |
€16,99
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