"Piccola città, bastardo posto..." cantava Guccini un po' di tempo fa. Questa è appunto la storia di alcuni avvenimenti di qualche anno fa tra gli anni '60 e i '70 in una piccola città della provincia piemontese, e di una generazione dei suoi abitanti, visti con lo sguardo di uno di loro, che ritorna dopo un anno passato a fare il militare. Zero all’alba, nel gergo dei militari di leva, è appunto la definizione del giorno in cui la naja finisce e si torna a casa. Ogni capitolo ha il titolo di un film, e in effetti tutto in questa storia sembra in qualche modo un film, di cui i personaggi, senza rendersene conto sul momento, erano nello stesso tempo gli attori e gli spettatori. A viverlo da attori, a loro sembrava un film dal ritmo frenetico di un muto di Buster Keaton, con qualche rara didascalia per tirare il fiato. Da spettatori, invece, a loro sembrava che non succedesse quasi niente, con alle spalle uno sfondo fisso e noiosissimo, come nel teatro greco. Un po' dei personaggi hanno continuato a recitare la loro parte, anche dopo.
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Zero all'alba
| Titolo | Zero all'alba |
| Autore | Felice Travaglio |
| Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
| Collana | Colpi d'a.l.a. |
| Editore | IBUC |
| Formato |
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| Pagine | 126 |
| Pubblicazione | 06/2021 |
| Numero edizione | 2 |
| ISBN | 9788898355426 |
13,00 €
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