A volte bisogna sentire la mancanza, per vivere la presenza. Per capire che forma ha il vuoto, il silenzio; per avventurarsi dall’altra parte del letto. Dall’altra parte della vita. Per riconoscere le pieghe, del cuscino e quelle nostre, dei sentimenti; per riscoprire le piaghe, le ombre. A volte bisogna mancarsi, per sciogliere i risentimenti, e le resistenze. Per riavvolgere i fili; per rispolverare i dolori e poi polverizzarli, una volta per sempre. Per poi ritrovarsi, a metà strada. Lì dove abbiamo messo in fila tutti i motivi che ci hanno fatto scegliere di esserci. Ciò che importa davvero è che, nella mancanza, qualcosa resti sempre: quel filo sottile, a volte invisibile, che lega le persone. Quell’ingrediente che non ha nulla di segreto, e tutto di miracoloso. Quella cosa amara, e avvolgente, che ti provoca infiniti sensi di colpa e voglie di dolcezza. L’amore, o il cioccolato. Che è un po’ la stessa cosa.
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Il mio dio era donna e indossava la corona
| Titolo | Il mio dio era donna e indossava la corona |
| Autore | Francesca Sali |
| Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
| Collana | Clio |
| Editore | Cinquemarzo |
| Formato |
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| Pagine | 300 |
| Pubblicazione | 06/2021 |
| ISBN | 9788869702037 |
€14,00

