Il protagonista di questo libro postumo di Tomeo è un eccentrico quarantenne dagli occhi bicolori, un irreprensibile esattore della Delegazione Periferica dell'Erario dello Stato giunto a Boronburg, nell'estremo nord del regno di Burgundia, per l'ispezione annuale. Ma, quando scende dal treno, scopre che la città è inspiegabilmente deserta. Per il resto, tutto è al suo posto: l'abergo, il castello, la piazza, il municipio. Rimane l'interrogativo sul destino degli scomparsi. Dove sono finiti i duemila abitanti di Boronburg? Che sia stata una silenziosa apocalisse? O si tratta forse di una fuga di massa per eludere l'ispezione? O è tutto un gioco per mettere alla prova i nervi dello zelante funzionario? Inizia così un monologo ossessivo in bilico fra strazio e falsetto; un monologo che si trasforma in un delirante dialogo con il suo «altro io», in cui il protagonista è sfiorato dal dubbio - e dall'ebbrezza - che proprio in quella desolazione si nasconda la sua verità: «Non posso non ammettere che a questa solitudine e a questo silenzio non si può resistere impunemente. Prima o poi presentano il conto anche al più forte».
L'uomo bicolore
| Titolo | L'uomo bicolore |
| Autore | Javier Tomeo |
| Traduttore | A. Bile Spadaccini |
| Editore | OCCAM |
| Formato |
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| Pagine | 92 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791281161245 |

