A partire dai primi anni del XX secolo, anzitutto in area germanofona e poi in Italia e in altri contesti, all’interno delle concezioni che hanno insistito sull’autonomia come carattere distintivo dell’arte, si è fatto ricorso a più riprese alla metafora dell’insularità. Le particolarità di un’isola – l’essere separata dalle altre terre e “incorniciata” dal mare, l’avere contorni ben definiti, il distinguersi per particolari elementi autoctoni – sono state adattate all’opera d’arte per rivendicarne l’autosufficienza semantica e la conseguente esigenza di essere compresa e interpretata secondo principi a essa immanenti. Di qui l’impiego di vocaboli quali il tedesco Inselhaftigkeit e il suo corrispettivo italiano “insularità”. Alla storia di questi termini in ambito estetico e storico-artistico, che coinvolge personalità come Simmel, Lukács, Dessoir, Ortega y Gasset, Schlosser, Croce, Betti, Pareyson e altri studiosi, sono dedicate le pagine di questo volumetto.
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Insularità. Una metafora per l'opera d'arte
| Titolo | Insularità. Una metafora per l'opera d'arte |
| Autore | Luca Vargiu |
| Collana | Il caffè dei filosofi |
| Editore | Mimesis |
| Formato |
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| Pagine | 104 |
| Pubblicazione | 01/2021 |
| ISBN | 9788857572550 |
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