«Proprio un paio di giorni fa, quando aggirandomi per i corridoi del palazzo, per tre volte almeno, di cui una sulle scale, incontrai un cartello con la scritta in stampatello: «UFFICIO CARICHI PENDENTI» con tanto di freccia, non ebbi più alcun dubbio: l’ufficio «CARICHI PENDENTI», di cui tanto avevo sentito parlare e forse letto, era una realtà. Tuttavia, non pago, volli sincerarmi domandandolo ad un inserviente, non cieco però, che con un carrello stracarico di fasci- coli stava sulla soglia in procinto di entrare proprio là. […] A me, l’idea che ci sia uno stanzone che contiene e conserva i carichi pendenti di migliaia e migliaia di individui, si associa all’idea che quei carichi, mal custoditi, evadano e, girovagando a caso nel cielo, quasi volteggiando, ti piombino addosso quando meno te lo aspetti assumendo il punitivo ruolo da “incubo da carichi vaganti” (benché non tutti “cattivi”). […] Pur così questa questione dei “Carichi vaganti” non trova soluzione e, anzi, continua a turbarmi: un giorno o l’altro dovrò risolverla! Ma come?»
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Carichi vaganti
| Titolo | Carichi vaganti |
| Autore | Luciano Cenna |
| Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
| Collana | Riflessi |
| Editore | Scripta |
| Formato |
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| Pagine | 124 |
| Pubblicazione | 02/2025 |
| ISBN | 9791256540228 |
13,00 €
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