Pubblicata per la prima volta nel 1904-1905, L'etica protestante e lo spirito del capitalismo di Max Weber non è solo un caposaldo della sociologia moderna, ma un'opera che ancora - o soprattutto - oggi offre una lente acuta per esaminare le radici culturali del sistema capitalistico che plasma le nostre vite. Il grande studioso tedesco ci invita a esplorare la sorprendente connessione tra l'etica del protestantesimo ascetico (in particolare nella versione del calvinismo) e lo sviluppo di una mentalità orientata al lavoro metodico, al risparmio e all'investimento razionale. Si tratta di una profonda indagine storico-sociale su come i valori religiosi e culturali abbiano favorito l'emergere di uno specifico "spirito del capitalismo": una forma di vita e di pensiero che concepisce il lavoro come fine in sé, generando una continua accumulazione di ricchezza. Oggi, in un'epoca di globalizzazione, capitalismo finanziario e dibattiti sulla sostenibilità, le intuizioni di Weber sono più pertinenti che mai: quanto del nostro approccio al lavoro è influenzato da retaggi culturali e religiosi? Come la logica della razionalità strumentale permea ogni aspetto della vita contemporanea, dalla burocrazia all'economia digitale? Quali sono le implicazioni etiche di un sistema che è diventato una "gabbia d'acciaio" di efficienza e calcolo? Un'opera che offre indispensabili strumenti concettuali per interrogarci criticamente e comprendere le dinamiche del mondo in cui viviamo. Introduzione di Massimo Cerulo e Wolfgang Schluchter.
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L'etica protestante e lo spirito del capitalismo
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| Titolo | L'etica protestante e lo spirito del capitalismo |
| Autore | Max Weber |
| Traduttore | P. Burresi |
| Collana | Teoria sociale, 48 |
| Editore | Orthotes |
| Formato |
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| Pagine | 218 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788893145930 |

