Il diritto internazionale è davvero carta straccia? O «conta solo fino ad un certo punto»? Di fronte a guerre, crimini impuniti e doppi standard, molti oggi lo liquidano come inutile. Eppure, è proprio la crisi attuale a mostrare quanto sia invece necessario: perché se le regole perdono credibilità, a restare esposti sono soprattutto i più deboli. Il diritto internazionale è inutile? Per rispondere bisogna prima fare i conti con le sue origini coloniali, le sue contraddizioni strutturali e i suoi fallimenti più clamorosi. Nato come sistema europeo, costruito per giustificare l'esclusione e la sottomissione del resto del mondo, nel Novecento ha conosciuto una trasformazione profonda: divieto dell'uso della forza, decolonizzazione, diritti umani, giustizia penale internazionale. Un cammino reale di progresso. Oggi quel cammino sembra interrotto e la matrice della crisi è l'applicazione selettiva delle regole. Di fronte all'aggressione russa dell'Ucraina, gli Stati occidentali hanno invocato con forza il diritto internazionale; di fronte all'operazione militare israeliana contro Gaza - in cui organi internazionali hanno ravvisato i presupposti di un genocidio - hanno per lo più taciuto o protetto Israele. Un doppio standard che logora la credibilità dell'intero sistema. La risposta, però, non è rinunciare al diritto. Dire che conta fino a un certo punto non è realismo: è una scelta di parte. A guadagnarci sono i più forti; a perderci gli Stati deboli, i popoli, le minoranze. "Il diritto internazionale non è carta straccia": è una carta fragile, che tutti abbiamo interesse a non strappare.
Il diritto internazionale è carta straccia
in uscita
| Titolo | Il diritto internazionale è carta straccia |
| Autore | Micaela Frulli |
| Collana | I Robinson. Fact Checking |
| Editore | Laterza |
| Formato |
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| Pagine | 208 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788858162231 |
Prossima pubblicazione, disponibile dal 16-10-2026

